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/Ago/2009

Non miniraisare mai!

Da: pokerprof @ 10:14 (CEST) / 3537 / Commento ( 10 )

E' proprio vero, oggigiorno il poker è una delle principali attività dove "chiunque" pensa e spera di far soldi facili mentre veramente in pochi si dedicano con pazienza e metodologia al suo studio in ogni forma. Sarà capitato anche voi di giocare contro diverse tipologie di giocatori, dallo spaccone di turno al bullo del tavolo, dal maniac aggressive al giocatore che folda con continuità ogni carta, e potremmo continuare a lungo con lo specificare questi tipi.
Ma su tutti quelli che sono davvero divertenti sono quei signori che sia online che live (anche se molto più raramente tocca ammetterlo) si dilettano a rilanciare il minimo con una certa continuità, insomma parliamo dei "miniraiser". Nel mondo del gioco online il tasto "raise" per questi giocatori deve avere un certo fascino nascosto poichè in giro c'è davvero parecchia gente che continua a clickarci sopra come se nulla fosse. Il miniraise invece è una delle peggiori mosse possibili da fare nel texas hold'em no limit poichè in numerossissime situazioni non porterà al giocatore in questione nulla di buono mentre chi lo effettua pensa seriamente di stare comandando al tavolo. Iniziamo col dire che non c'è niente di più sbagliato.

Prendiamo come esempio un tavolo No Limit Hold’em da €0.50/€1 o un quasiasi tavolo da torneo, e che il nostro simpatico miniraiser sia sul bottone. Due giocatori fanno limp prima di lui, ed ecco che lui “click”, preme il magico pulsante “raise”, miniraisando a 2€. Possiamo dare per scontato che i due limpers originali chiameranno perché si suppone che abbiano una mano decente da chiamare un big blind in più altrimenti non sarebbero entrati per nulla nel piatto. Anche i giocatori sui bui, specialmente quello sul BB, è decisamente probabile che facciano call a loro volta; non solo perché si è già creato un buon piatto ma anche per l'ovvio motivo che, ipotizzando il quasi ovvio call dei due limpers, le pot odds sarebbero davvero irrinunciabili. Anche ponendo il caso che lo SB foldi, il BB avrebbe odds 7.5 a 1, considerati i call dei due limpers da venire. Si può tranquillamente dire che il call è automatico, quali che siano le due carte che il BB ha in mano.

Adesso ipotizziamo invece che entrambi i blinds foldino, e che come loro faccia il primo limper. Il secondo limper si troverà a dover decidere con odds 5.5 a 1; anche qui, considerato il limp con due carte decenti, il call può considerarsi come già fatto.
Quindi, visto che in genere i propositi di un raise possono essere: gonfiare il piatto, scremare il campo degli avversari o costringere qualcuno al fold, allora e di sicuro il nostro amico miniraiser avrà certamente raggiunto solo il primo scopo, peraltro al prezzo di regalare odds più che invitanti ai call degli avversari. Inoltre, se nessuno degli altri giocatori centra un buon flop, il miniraiser non prenderà un centesimo in più da quel piatto.
Impossibile non considerare allora che con un raise più adeguato ed un solo caller, le dimensioni del piatto sarebbero state le stesse, senza però i rischi di un multiway pot e di un possibile reraise da parte dei due limpers che magari hanno slowplayato una monster hands.

A rafforzare la tesi dell’inutilità del miniraise vi è anche il fatto che si tratta di una mossa estremamente leggibile e che aiuta l’avversario a restringere il range di mani di chi effettua questa giocata.  In generale i miniraisers sono giocatori rudimentali ed alle prime armi, non scaltri o smaliziati abbastanza per effettuare un raise con mani speculative come i suited connectors, gli assi suited o le coppie medio-piccole. Allo stesso tempo, tendono ad usare il miniraise con mani forti ma tuttavia sempre vulnerabili come , , , etc. Ma quasi mai sono bravi abbastanza da "maneggiare" queste mani postflop. In caso poi che abbiano monster hands come , , , , tendono a fare due cose:

- giocarli in maniera vagamente fantasionse, magari limpando preflop, per tentare di nascondere il reale valore della propria mano;
- raisare per mostrare forza, ma non al punto da far scappare gli avversari, poichè cercano di aumentare il pot poco per volta per aggiudicarsi un buon piatto.

Questi giocatori non hanno idea del pessimo servizio che stanno rendendo alle loro ottime mani. Non solo per il fatto di dare odds a buon mercato ma anche perchè persino il più "donk" dei giocatori al tavolo avrà intuito la malcelata monster in mano all'avversario.

Una possibile eccezione alla regola che ormai è ben nota e che desideriamo ricordare come “non miniraisare mai!”, si verifica quando uno o più stacks tra quelli in gioco è troppo corto in relazione ai blinds. Scenari del genere si presentano spesso e volentieri nelle ultime fasi dei tornei – soprattutto dei sit & go – quando i bui sono ormai alti.
In situazioni simili, un miniraise può rappresentare un input sufficiente per la decisione che deve prendere lo short stack di turno. Quest’ultimo, presumibilmente, manderà l'intera vasca o folderà, dato che il semplice call lo porterebbe ad investire una parte consistente del suo esiguo stack. Quindi, la decisione sarà la medesima, indipendentemente dalle dimensioni del raise che deve fronteggiare.

Fabio "CrySis" Bilotta

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