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/Apr/2009

L'importanza del "Fold"

Da: pokerprof @ 15:00 (CEST) / 114 / Commento ( 65 )

Quando ho iniziato ad interessarmi al poker in gioventù una lezione che appresi immediatamente fu l’importanza di abbandonare la mano o passare in situazioni pericolose. Quello che mi disse un vecchio giocatore (deceduto purtroppo da qualche anno) furono esattamente queste parole: “Ricorda sempre che al poker esiste la parola passo”, fold per gli anglofoni. Quella lezione mi rimase impressa per tanto tempo in testa finchè non riuscii a capire veramente quanto fossero importanti quelle poche parole. Difatti non puoi perdere ciò che non investi nel piatto commentava Matt Damon nel film "Rounders".
Il significato sottile di quella frase è che quando siamo consapevoli di non essere noi a comandare dobbiamo prendere in seria considerazione la possibilità di abbandonare le nostre carte. E’ inutile incaponirsi sui nostri se sul board sono presenti o una mano similare. Le nostre possibilità di vincita sono quasi pari allo zero per cento e quindi dobbiamo assolutamente evitare possibili coinvolgimenti che verrebbero a costarci notevolmente in termini di chips e stack.

A parte e le coppie alte, sono tante le carte che solitamente rifiutiamo di abbandonare se non ci rendiamo conto realmente del pericolo. Una delle starting hands che puntualmente rappresentano al meglio questo pericolo è quella denominata “Big Slick” ovvero AK suited. Mollare una starting hands come questa, quando sul board vengono rappresentate carte basse, è veramente difficile. Ma allora come possiamo evitare di essere troppo coinvolti dalle nostre carte? La domanda ha una risposta molto semplice ovvero analizzare istante per istante quello che accade intorno a noi.
Esempio: abbiamo fatto limp da early position con in attesa che qualcuno rilanci per un reraise a nostra volta, purtroppo nessuno rilancia e in due ci seguono con i soli bui. Il board appare con 279 rainbow e siamo i primi a parlare.
In questa situazione appare evidente come magari un altro giocatore che punti qualcosa nel piatto potrebbe aver chiuso una semplice coppia con il kicker che si è tirato dietro oppure addirittura qualcosa di meglio come un miracoloso set con una middle pair giocata in slowplay o una doppia coppia. Vi sono inoltre remote possibilità di scala con il 7 e 9 e quindi dobbiamo cominciare a sintonizzarci sul fold delle nostre carte in presenza di puntate o rilanci. Incaponirsi sulla eventuale forza delle proprie carte è il modo migliore per perdere considerevoli fette del proprio stack.

Stessa cosa accade quando perdiamo magari in seguito ad un “long shot” o una “bad beat” un grosso piatto. Iniziamo a cercare un recupero forsennoso del nostro stack intestardendoci a non foldare più nessuna starting hands decente. Questo risulta essere il miglior modo per distruggere in brevissimo tempo il proprio bankroll. Meglio foldare carte buone e recuperare la necessaria concentrazione per giocare piuttosto che rischiare quel poco che ci resta per la nostra testardaggine che offusca la nostra lucidità mentale. Dopo poche mani foldate sarete in gradi di riprendere il gioco con la serenità di sempre. Quindi il consiglio è: mettevi sit out e prendetevi cinque minuti di pausa, pronti a ritornare in pista con nuovo e rinnovato vigore.

Fabio "CrySis" Bilotta

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