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moschitta blog

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Ciao a tutti!
Mi è stata segnalata una nota di una ragazza,  Lucia, qui su facebook. In quanto giocatore di poker, ho deciso di commentarla e dare la mia opinione.

Lucia scrive:

<blockquote>

"Cari amici, sono da un anno giocatrice di poker on line, gioco per passione partendo dai freeroll fino ai microlimiti, in quanto preferisco la qualità piuttosto che la quantità: sono convinta che se hai abilità in questo gioco, basta investire quota zero per vincere piacevoli premi in denaro.  Ma la tristezza mi assale quando vedo numerose poker room che cercano di incentivare il gioco multitable, dove rendono pro online giocatori che riescono a fare fino a 200,300 tornei al giorno, stesso numero che io ho fatto in un anno, questo vuol dire che questi giocatori aprono fino a 20 tavoli a sessione di un ora, cosa che io trovo umanamente impossibile: ci sono diversi giocatori che si uniscono per giocare insieme per ottenerei bonus e premi promossi dalle poker room fino ad ottenere un posto da professionista da poker, lanciando un messaggio però negativo a giocatori a rischio di dipendenza. Ecclatante è stata la sponsorizzazione di Giada Fang, che di sicuro sarà una bravissima giocatrice, la prima donna che raggiungere lo status Supernova Elite in Europa, grazie al multitable; ma vedere che essa, con 6 mila partite giocate, ha un debito di 8 mila dollari, non è certo un bel esempio da sponsorizzare. Allora io mi chiedo, l'aams che ruolo ha in tutto questo? L'aams dovrebbe tutelarci da un gioco che non è più gioco, ma è profitto per le poker room a danno della qualità di vita degli utenti: giocare 20 tornei ad ora per 10 ore non è più giocare, ma lavorare per le poker room togliendo spazio alla vita sociale , alla cura personale e culturale: la stessa Giada Fang ha confessato che gli uomini sono più fortunati di noi donne, in quanto loro affrontano il bisogno di urinare, facendo uso di una bottiglia mentre sono impegnati sui numerosi tavoli da gioco.
La mia proposta sarebbe  di non consentire l'apertura di più di 4 tavoli contemporaneamente, sarebbe un buon modo per tutelarci da profitti economici aziendali a danno di un gioco fatto in modo cosciente e che punta alla qualità e non alla quantità. Siamo uomini e non macchine.

<i>Lucia"</i>
 

</blockquote>


Cara Lucia,

ho letto il tuo post e mi ha toccato molto. Sono un Team Pro di Pokerstars da quasi due anni, ma gioco a poker da ben prima. Sono anche uno studente di economia e vorrei commentare il tuo post sia da un punto di vista economico che da un punto di vista pokeristico.

Dal punto di vista economico criticare una poker room che concede bonus ai giocatori più fedeli è come criticare la compagnia aerea che offre le miglia o il supermercato o il benzinaio che concedono i punti se fai la spesa o fai rifornimento di carburante. Ogni compagnia, in particolare quelle che entrano a contatto con un mercato di massa, deve avere il proprio loyalty program (http://en.wikipedia.org/wiki/Loyalty_program), soprattutto per soddisfare i "clienti" che in un rapporto economico di lungo termine vogliono avere un vantaggio economico nello scegliere di affidarsi alla stessa azienda. Questo succede nelle realtà macroeconomiche ma succede anche nella vita di tutti i giorni: mia mamma ad esempio compra quasi sempre da anni la frutta sempre dallo stesso fruttivendolo perchè in lui trova qualità e spesso anche qualche sconto sul prezzo visto il rapporto venditore-acquirente che si è instaurato da diversi anni.
Il mio parere personale, che corrisponde a quello di tantissimi giocatori, è che il vip program del sito dove gioco è davvero conveniente e raggiungere determinati e ambiziosi livelli è anche motivo di soddisfazione lavorativa-pokeristica. Probabilmente la vera critica la si potrebbe muovere se esso non esistesse perchè in questo caso pagheremmo molto di più per giocare, vincendo di meno.
Molti dei più forti giocatori al mondo come Elky, Mercier o Minieri, giocatori che anche dal vivo hanno vinto davvero tanto, hanno raggiunto ad esempio il Supernova Elite, il livello più alto del vip program di Pokerstars. Conosco tantissime persone che grazie alle milestone, ai bonus o agli fpp possono vivere, pagarsi l'affitto, sostenere la propria famiglia o, come nel mio caso, pagarsi gli studi universitari.

Dal punto di vista pokeristico, sono d'accordo con te "che se hai abilità in questo gioco, basta investire quota zero per vincere piacevoli premi in denaro". Ma non sono pienamente d'accordo con il resto. Nel poker, come nella vita, non tutti siamo uguali: Laura sarà brava a dipingere, Carlo avrà una dedizione per l'insegnamento perchè sa comunicare, Alberto è nato per fare il chirurgo perchè ha la capacità di fare la scelta giusta in pochi secondi e con freddezza, e così via. Così anche nel poker ognuno avrà le sue specialità. Io ad esempio, credo di essere un ottimo giocatore quando gioco tanti tavoli contemporaneamente e gioco il texas holdem in particolare in versione heads up. 
Mi dispiacerebbe davvero non poter continuare a giocare così come gioco da diversi anni, perchè il poker, come lo pratico, è la mia passione! 
Essere bravi in una specialità o in un modo di giocare non significa essere bravi anche nelle altre forme di gioco del poker (che sono tantissime!). Non potrei mai ad esempio, dall'oggi al domani, iniziare a giocare 4 tavoli contemporaneamente di Omaha perchè non ho le stesse abilità che ho acquisito col tempo nell'Hold'em. Per giocare i livelli che gioco ora in Hold'em ho dovuto fare tanta gavetta, ho dovuto studiare tanto e accumulare esperienza (e vincere!).
Il mio professore a scuola mi ha insegnato che "prima devi imparare a camminare, poi puoi imparare a correre". 
La carriera di ogni giocatore di poker è costituita da fasi. La prima fase è imparare bene le regole e le basi del gioco.
Multitablare è una delle fasi più avanzate del poker. Essa permette, giocando molte più partite del normale di abbattere in generale (anche se non totalmente) la varianza, ossia l'aspetto aleatorio, la cosìddetta sfortuna-fortuna. Però questa abilità la si acquisisce solo dopo tante ore di gioco. Inoltre per multitablare bisogna avere un solido bankroll perchè ovviamente quando si gioca su più tavoli si rischia di perdere o vincere di più che su un tavolo!
Prima di imparare a multitablare bisogna superare tante altre fasi basilari e più importanti.
Un giocatore alle prime armi non deve quindi assolutamente multitablare, ma deve avere la pazienza e la disciplina di iniziare dal basso: giocare un tavolo alla volta, concentrarsi sulla gestione del bankroll e cercare di accumulare vincite per poter salire di livello. Sola quando si raggiungerà un livello-buyin che appaga le proprie aspettative, e dopo che ci si accorgerà di avere le capacità (e il bankroll) per vincere anche a quel livello, si potrà iniziare a cercare di giocare pian piano qualche tavolo in più. 
"Ma prima bisogna imparare a camminare!"

 
Luca Moschitta, Team Pokerstars Online

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