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/Mag/2009

Storie di Poker dall’Ept di Monte Carlo

Da: grandealba @ 17:22 (CEST) / 4162 / Commento ( 59 )

Ed eccoci arrivati all’ultima “Storia di Poker” della stagione, la rubrica dove come sempre vi racconto i retroscena, gli aneddoti e le atmosfere che si vivono nel dietro le quinte delle tappe dello European Poker Tour. Monte Carlo è una delle location pokeristiche che ho più nel cuore e i motivi sono davvero tanti, a cominciare dal fatto che è proprio qui, nella finale della seconda stagione, che ho conosciuto per la prima volta Dario Minieri. Anzi direi che fu proprio in quell’occasione che il nostro Darietto nazionale cominciò ad incantare l’Italia del poker. Era la prima settimana di Marzo del 2006 e io e il mitico Machurium (uno dei primi ragazzi conosciuti sul forum di Assopoker con i quali iniziai a intavolare partitine di poker nella sala hobby) decidemmo di partire alla volta di Monte Carlo rigorosamente in treno (cuccetta notturna) e andando a dormire in una pensioncina fuori Monte Carlo a buon mercato, all’epoca non c’era nessuno che avrebbe pagato le spese di un blog! Arrivati lì incontrammo Luca Pagano che ci presentò subito la new-entry italiana del circuito: Dario Minieri. Diventammo presto amici con Dario e tutti capimmo immediatamente che il ragazzo aveva una scintilla dentro che aspettava solo di incendiarsi e infuocare i tavoli da poker di tutto il pianeta. Due cose mi colpirono subito di Dario: il suo modo decisamente aggressivo di interpretare la partita mettendo costantemente pressione a tutto il tavolo, e la sua incredibile genuinità, modestia e simpatia.
Tutte qualità che ci fecero diventare subito amici e che ancora oggi, dopo tutti i suoi magnifici risultati, mantiene così teneramente inalterate.
Era arrivato a Monte Carlo con 1.500 euro in tasca e voleva a tutti i costi prendere parte al Main Event - che ne costava 10.000 - così la sua unica possibilità era vincere un sitandgo da 1.000 dove solo il primo prendeva il ticket. Arrivò in heads-up con meno chips dell’avversario e non accettò un deal perché non era interessato ai soldi ma solo al ticket. Naturalmente quel sitandgo Dario lo vinse. Al Main Event poi finì al 22° posto, pushando all-in con Ax sui KK di Marcel Luske che eliminò Dario e arrivò al tavolo finale. In quella fatidica mano ero proprio lì davanti a lui e fui il primo a congratularmi con lui per il bellissimo risultato al suo esordio all’Ept di Monte Carlo.
Da quel momento fui certo che era nata una nuova stella nel firmamento del poker, chiunque dotato di un minimo di senso pokeristico avrebbe capito che non si trattava di una meteora ma di una supernova incandescente.
Quella sera stessa mi invitò prima cena sul molo di Monte Carlo e poi in camera sua per fare due chiacchiere mentre lui multi-tablava l’impossibile su PokerStars, rimasi a bocca aperta nel vedere giocare tanti tavoli in contemporanea, anche se oggi può sembrare una cosa normale all’epoca non lo era affatto.
In quell’occasione conobbi anche tanti amici, primo fra tutti il caro Giorgio Sigon che oggi è diventato uno dei miei migliori amici nonché giornalista di successo e commentatore di Poker su Sky per il programma Poker After Dark. Volle per forza farsi una foto con me, soprattutto perché era segretamente innamorato della mia giacca chiazzata con la quale ero solito fare i blog e che era diventata un must degli appassionati di poker!
L’anno successivo ero direttore di CardPlayer Italia ed ero di nuovo a Monte Carlo per raccogliere interviste e foto e conobbi un altro di quelli che oggi è un altro dei miei più cari amici: Andrea “Topkapias” Borea. Si era qualificato all’evento con un satellite su PokerStars e anche con lui legai da subito per la sua passione e la sua simpatia. Oggi è affermato blogger di PokerPoker.it, lavora al fianco di Luca Pagano ed è anche un gran bravo giocatore. Ma soprattutto conobbi in quell’occasione la mia grande musa pokeristica: la piccola Annette_15. Non era ancora famosa, non era campionessa del mondo e non aveva ancora vinto tornei bendata, ma era incredibilmente forte solo a guardarla. Mi innamorai subito del suo stile, ricordo che tutti dentro la “Sala delle Stelle” non facevano altro che parlare di quella ragazzina che stava distruggendo tutti i maschiacci ai sitandgo e nei side-event.
L’anno ancora dopo, ovvero nella quarta stagione, abbiamo avuto il nostro primo EptLive italiano da Monte Carlo e naturalmente io ero impegnato ai microfoni.

Non avremmo potuto esordire meglio visto che Luca Pagano fece tavolo finale (chiudendo al sesto posto) e ancora oggi rimane nella storia come l’EptLive più seguito di tutti i tempi: fui messo al primo posto nella classifica dei commentatori. Gran parte del merito andò naturalmente alla gag che tirammo su dopo che Dario Alioto se ne uscì con il neologismo “cartante” e che ancora oggi spopola tra gli appassionati (basta scrivere CARTANTE su google e ve ne accorgerete!). Quest’anno poi, con la fine della quinta stagione, abbiamo sperimentato la grandissima novità di una regia, una grafica, e dei contenuti tutti italiani che ha riscosso un gran successo e quindi ci accompagnerà per tutta la nuova stagione.
Infine sappiate che l’Ept di Monte Carlo è anche la tappa in cui ormai da qualche anno io e i blogger della rivista Poker Sportivo - Matteo “Theove” Viola e Lorenzo “Popposoft” Grandi - ci ritroviamo l’ultima notte rigorosamente in camera del campione del mondo di Omaha Dario “Ryu” Alioto per passare la notte a bivaccare con litri di birra e vino e poi va sempre a finire che... mmmm no questo non posso proprio raccontarvelo... beh non pensate nulla di male per carità... perdonatemi ma questa “storia dell’Ept di Monte Carlo” è bene che rimanga ben sotterrata sotto quintali di terra...!

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