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/Feb/2012

Rilanciare con un gutshot sul board accoppiato

Da: grandealba @ 14:29 (CET) / 105 / Commento ( 1 )

Negli ultimi articoli abbiamo parlato della continuation bet, facendo riferimento al libro “The Poker Blueprint” di Aaron Davis e Tri Nguyen, un’ottima guida su come crashare i microstakes del cash game. Il gioco cash permette di ragionare con più ampi spazi di manovra rispetto ai tornei, questo perché avremo sempre la possibilità di sederci al tavolo con almeno cento bui, mentre nei tornei spesso si è in situazioni dove il proprio stack non permette tanta azione prima del commitment. Tuttavia, l’analisi di uno spot può essere valida in entrambe le tipologie di gioco, e in questo articolo, sempre facendo riferimento a “The Poker Blueprint”, approfondiremo la strategia da applicare sui singoli spot prendendo un caso particolare: il board accoppiato. 

Come già accennato nell’articolo sulla continuation bet, quando troviamo un board accoppiato e il nostro avversario check-calla la c-bet al flop, probabilmente avrà una coppia o, nel migliore dei casi, starà chiamando con asso carta alta. Consapevoli di questo, è importante tenersi pronti a dare seguito alla nostra azione aggressiva anche sul turn, dove folderemo se rilanciati, a meno di non avere un punto dal trips in su. Ma quando, invece, conviene rilanciare?

<h2>Rilanciare con un gutshot</h2>

A volte i board accoppiati possono essere abbastanza coordinati da consentire un progetto di scala: quando subiamo un check-raise su un board del genere, potremo avere spesso a che fare con gutshot oppure open-ended straight draw. In effetti, ci sono mani che è preferibile giocare in check-raise piuttosto che limitarle al call. Ad esempio: apriamo da bottone con 8-6 di quadri, e troviamo il call di un giocatore LAG da piccolo buio, sul flop 8-8-4 rainbow c’è un check, noi puntiamo 5$ in un piatto di 7$, ma veniamo rilanciati a 15$ dall’avversario: cosa potrebbe avere in mano?

Dopo questa giocata, il range di Villain potrebbe contenere mani come 67s, 65s e 75s. Teoricamente, è più corretto giocare mani del genere rilanciando, perché nel caso in cui chi ha il gutshot venisse chiamato, ha ancora degli out per vincere. Un check-raise del genere potrebbe anche essere stato effettuato in virtù di una monster come QQ, KK o AA, giocata in slow-play, ma è più probabile che una mano del genere venga giocata diversamente preflop, magari controrilanciandola. Altre coppie, come 55-77, avrebbero più probabilmente giocato in check-call.

Allora qual è la mossa esatta da fare con il nostro trips? Probabilmente il check-call è una buona opzione, non avendo ulteriore history sull’avversario. Contro qualche altro tipo di giocatore, potrebbe andare bene anche una piccola 3bet, sperando che possa indurre il bluff, ma allo stesso tempo bilanciando il nostro range: 3-bettare in situazioni del genere quando abbiamo il trips compensa le volte che 3bettiamo con air, e mostrare un’azione del genere farà spesso foldare l’avversario alle nostre 3bet future in situazioni analoghe.

<h2>Subire un check-raise</h2>

Quindi, stando a quanto abbiamo appena visto, se riceveremo un check-raise su un board accoppiato, probabilmente si tratterà di un bluff. Abbiamo però parlato di polarizzazione: una giocata del genere su un board accoppiato può essere fatta sia con punti molto forti che con aria totale. Allora se apriamo a 3$ da bottone con 88 e troviamo il call dello SB che è un giocatore TAG, poi sul flop 775r c-bettiamo di 5$ e troviamo il check-raise a 15$: come siamo messi?

Qual è il nostro range percepito?

Avendo aperto da bottone, rappresentiamo un range di mani allo stesso tempo largo e debole: largo perché apriremo tantissime mani da bottone, debole perché le carte sul board non sono propriamente quelle che hittano il nostro range. E questo Villain lo sa, quindi potrebbe check-raisarci con aria totale consapevole che, la maggior parte delle volte che troviamo un board del genere, non avremo odds a sufficienza per continuare la mano e saremo costretti a lasciare il piatto.

Qual è il range di Villain?

Sul board 775 il nostro avversario potrebbe avere un trips, che molte volte giocherà in slowplay, oppure una coppia fra 88 e TT, che giocherebbe probabilmente in check-call al flop, per tenere il piatto piccolo. Quindi, nel momento in cui veniamo rilanciati, Villain sta rappresentando sicuramente una coppia più alta della nostra (JJ+). Allo stesso tempo, però, il fatto che Villain possa giocare in questo modo molte mani che hanno equity, come i progetti di scala su questo board, ci potrebbe suggerire la strada del call, visto che abbiamo anche showdown value.

Qual è la scelta migliore al flop?

Sapendo che nel range dell’avversario, oltre a trips e overpair, ci sono molti progetti che hanno poca equity rispetto alla nostra mano, chiamare il rilancio al flop potrebbe essere la scelta migliore, per foldare turn in tutta tranquillità qualora dovessimo incontrare un’ulteriore azione aggressiva. Scegliamo di non 3-bettare al flop perché riteniamo che la nostra mano abbia abbastanza showdown value da non volerla trasformare in un bluff. 

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