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/Giu/2009

Little Blue Book, la trilogia è ora completa!

Da: grandealba @ 18:52 (CEST) / 18 / Commento ( 19 )

In pieno stile Guerre Stellari questo libro chiude la trilogia di Phil Gordon e, volendo continuare l’analogia con George Lucas, potremo trasformare il titolo del terzo episodio “La Vendetta dei Sith” ne “La Vendetta dei Sit and Go”. Passatemi la facezia, in fondo se avete intenzione di leggere questo libro dovete prepararvi mentalmente ad affrontare anche i più tecnici temi del poker col sorriso che solo Phil Gordon è in grado di suscitarvi mentre leggete i suoi libri e imparate il Texas Hold’em. Come infatti puntualmente accade nei suoi predecessori, il Black ed il Green, anche qui nel Blue Book la lettura scorre veloce grazie alla simpatia dell’autore che, tra aneddoti di Phil Hellmuth che lancia sedie dopo una bad beat e analisi tecniche di partite giocate contro Apu dei Simpson, ci insegna il poker senza quasi farci rendere conto che in fondo stiamo davvero studiando. Magari aver avuto dei professori così a scuola, ed in effetti come ho già detto a proposito degli altri due libri che compongono questa trilogia non credo che esista qualcuno nel mondo del poker che sappia parlare di poker con una pedagogia alla pari di Mr. Gordon. La struttura del libro è divisa per macro-categorie: dal Cash Game ai Tornei, dai Sit and Go ai Satelliti. Di particolare sviluppo è proprio la sezione che riguarda i tornei MTT dove l’autore analizza separatamente le fasi iniziali, intermedie e finali del torneo e spiega come in ognuna di queste bisogna cambiare marcia per mantenere sempre un vantaggio sugli avversari. Ma attenzione, non troverete un solo concetto nel libro che non sia spiegato attraverso una situazione di gioco realmente accaduta e puntualmente documentata da Phil Gordon. E non aspettate di trovarvi solo le grandi giocate dell’autore, le letture andate a buon fine, i bluff del secolo, assolutamente no. Anzi vi capiterà a volte - rare in verità - di trovarvi nella situazione di aver compreso meglio voi la mano di quanto non abbia fatto lui al tavolo magari accecato da una serie di bad beat dell’ultimo quarto d’ora. La valenza del libro in fondo è anche questa: saper trarre insegnamenti dagli errori commessi. Più spesso invece capiterà di leggere di mani giocate alla perfezione, con cognizione analitica di livello e che vengono battute magari da un suck-out al river. Se volete giocare a poker per un bel pezzo della vostra vita -non importa se da amatori o da professionisti- dovrete imparare ad accettare questa inevitabile condizione: le insidie nel poker sono dietro ogni angolo, ed esisteranno dei periodi davvero frustanti, per quanto il vostro gioco possa essere corretto. Phil risponde a tutto questo con l’obiettività del vero professionista: “So di aver fatto la giocata giusta, è il risultato che è sbagliato”. Imparare a convivere con questa affermazione vi aiuterà ad essere giocatori migliori, è inutile studiare tutta la letteratura tecnica se non si riesce a comprendere la filosofia del poker. Con la “benedizione” di Jesus Ferguson che ha curato la prefazione americana il Blue Book non poteva non divenire una delle Bibbie del Poker da custodire gelosamente nel cassetto.

Lo trovate sul sito della casa editrice: http://www.dgs3-editrice.it

Buona lettura!

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