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/Nov/2008

The Little Green Book, il bignami del poker

Da: grandealba @ 04:03 (CET) / 4248 / Commento ( 5 )

Ho conosciuto la mia ragazza ai tavoli da poker. Esiste forse un luogo più romantico dove innamorarsi? Se davvero c'è io non lo conosco. Lei rilanciava e tutti foldavano. Lei faceva call e gli altri mostravano il bluff a testa bassa. Tutti al tavolo le facevano i complimenti, qualcuno per entrare nelle sue grazie forse ma tutti gli altri la ammiravano perché il suo gioco meritava davvero di essere apprezzato. Ne ero affascinato, certo. Mentre ero seduto al tavolo la osservavo giocare e pensavo che sarebbe stato il massimo avere una fidanzata pokerista. Non solo non mi avrebbe tenuto il muso se volevo andare a giocare a poker con gli amici, ma sarebbe stata ben felice di venire insieme a me. Non solo non mi avrebbe chiesto di cambiare canale se guardavo il WPT in televisione, ma addirittura avrebbe tirato fuori una cassettina e si sarebbe messa a registrare la puntata. Dovevo convincerla ad uscire con me e dopo "soli" quattro mesi di corteggiamento finalmente ci riuscii. D'altronde era un'abile pokerista, non si poteva bluffare con lei. Al primo appuntamento si presentò con una magliettina firmata PokerStars e fu subito vero amore.
Pochi giorni dopo mi invitò a cenare a casa sua e, visto che era giovedì, il programma prevedeva che dopo mangiato avremmo visto il poker in tv. Altro che collezione di farfalle, i tempi erano decisamente cambiati. Mazzo di fiori alla mano bussai alla porta mentre con la mente cercavo di immaginare come potesse essere l'interno di una casa di una pokerista. Immaginavo un pc sempre acceso sul tavolo, tappetino mouse col logo di una poker room, una libreria piena di libri americani sul poker, valigette di chips sistemate su un mobile del soggiorno e decine di videocassette dei campionati del mondo impilate in ordine sotto la televisione. Appena mi fu aperta la porta mi resi conto che la mia immaginazione aveva fatto centro come non mai in vita mia. Trovai esattamente tutto quello che mi aspettavo di vedere. Le valigette di chips erano ben quattro e c'erano almeno una ventina i libri di poker. "Dimmi subito quale fra questi è quello che preferisci" dissi indicando i testi sul ripiano. "Senza dubbio il Little Green Book di Phil Gordon" rispose lei con la sua vocina alla Lisa Simpson, mentre tirava fuori l'arrosto dal forno. "Sì ne avevo sentito parlare ma non l'ho mai letto, cos'ha di speciale?" replicai interessato. "Phil Gordon è un autore eccezionale. Definisco quel libro come il Bignami del Poker, c'è dentro tutto quello che un vero giocatore dovrebbe sapere ed è scritto in forma sintetica ma incredibilmente istruttiva. Mi ha aiutato moltissimo nel migliorare il mio gioco".
E' passato molto tempo da quella bella serata, e oggi la mia biblioteca di poker è decisamente più fornita di allora. Ho anche lavorato alla supervisione di alcuni libri famosi tradotti in lingua italiana e ho avuto l’onore di scrivere le prefazioni per i libri di alcuni professionisti molto famosi. Il Little Green Book di Phil Gordon è uno di questi e sarà disponibile nelle librerie tra qualche giorno.
E’ una lettura molto istruttiva che consiglio davvero a tutti, soprattutto a quelli di voi che già conoscono le basi del poker, amano i tornei e che sentono che è arrivato il momento di dare nuova linfa vitale al loro gioco.
Nella prima parte del libro Phil analizza i concetti chiave del poker da torneo, come l’importanza della posizione rispetto al bottone, la dimensione della puntata in base all’entità del piatto e ci spiega mosse strategiche come l’All-in Preflop o il “Reraise a Sandwich”. Vi stupirete nello scoprire la differenza tra puntare 200$ con 8 chips da 25$ piuttosto che con 2 chips da 100$. Probabilmente avrete sentito anche dire che preflop ogni coppia è sempre leggermente favorita contro due overcards qualsiasi (quello che viene definito un classico coin-flip, il lancio della monetina). Forse rimarrete piacevolmente affascinati dal venire a conoscenza che invece JT suited ribalta questa situazione contro 55, partendo di poco favorito rispetto alla coppietta. O magari qualcuno vi ha raccontato che la mano più dominante in assoluto è AA contro A6 offsuited con il 6 dello stesso seme di uno degli assi dell’avversario. In realtà scoprirete che la mano più dominata in assoluto è K4 contro KK, che risulta essere underdog nel 96 percento delle volte.
Nella parte finale del libro Phil Gordon si diverte a giocare con i numeri e, anche se gli esempi sono ovviamente costruiti su mani particolari, diventano comunque un ottimo pretesto per stuzzicare la propria visione della matematica del poker.
Queste osservazioni probabilistiche comunque ampliano la nostra cultura pokeristica e soprattutto ci fanno riflettere sulla più complessa, e se vogliamo anche più influente in termini pratici di gioco, matematica del poker. Alla fin fine sul lungo periodo è solo su questa che possiamo fare affidamento per diventare giocatori vincenti ed è importante approfondire ogni concetto legato ad essa che ci faccia avere una visione più ampia di quello che stiamo facendo al tavolo da gioco.

alberto facebook

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