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/Nov/2009

IPT San Remo: quinta tappa, primo ITM

Da: grandealba @ 20:48 (CET) / 4305 / Commento ( 9 )

Amici IntelliPokeristi, vi scrivo dall’Hotel Europa di San Remo dopo essere uscito all’inizio del Day3 del Main Event di questa quinta tappa IPT. Finalmente abbiamo piantato una bandierina e abbiamo portato a casa un 43° posto che ha fruttato una monetina da 3.000 euro. Prima di raccontarvi il mio torneo però voglio rivolgere un pensiero alla famiglia di un amico che purtroppo stanotte è scomparso: Franco “Bronson” Toniolo. Per chi non ha avuto l’onore di conoscerlo, Franco era uno dei floorman dell’IPT e accompagnava da anni la famiglia Pagano in tutti i tornei che ha organizzato. Un uomo sempre sorridente e gentile con tutti, davvero una perdita incolmabile per il mondo del poker. Le mie più sentite condoglianze vanno alla sua famiglia, a tutto lo staff dell’IPT e in particolare al mio carissimo amico Andrea Topkapias che era davvero uno dei migliori amici di Brunson. Ciao Franco, riposa in pace caro. Il mio torneo è iniziato venerdì con il Day1B, solite 20k chips di partenza e un tavolino particolarmente allegro: alla mia destra il Supernova Elite Alfio “Alfiosnob” Battisti, un paio di posti più in là Claudio “Swyssy” Rinaldi e Alessio Isaia. La giornata inizia nera come al solito con gli instant scoppi di QQ e KK subito al flop e nel terzo livello sono già vicino al baratro a quota 8k chips. Ho perso circa 4k anche in un colpo contro Swyssy che mi fa call al river con tipo quarta coppia sapendo che avevo mancato il mio colore, una lettura perfetta la sua. Luca Pagano alla pausa mi chiede: “Allora come andiamo?” e io “Mi hanno scoppiato QQ e KK ma siamo ancora dentro” e lui:”KK e QQ e sei ancora dentro? Minkia che duro, lol”. Beh sì lui conclude ogni frase con “lol” e mi sta attaccando il vizio pure a me, lol. Riprendiamo dopo la pausa e spillo TT sui bui 200-400 ante 25, da middle senza limp mando direttamente resto e vengo chiamato da AQ. Flop liscio e salgo a 18k. Mi ha retto il primo coin-flip da 5 tornei!!! Sono fuggito in sala fumatori a gioire, mi sentivo come se avessi preso il monout al river, pensate come sto psicologicamente ridotto ultimamente! Poi finalmente la mano della svolta, apro rilanciando con KK e mi viene fatto call da Alessio Isaia. Flop J7x con due quadri. Io punto, lui call. Turn: 7 di quadri, naturalmente la peggiore carta che potesse scendere, accoppia la second pair e chiude il draw di colore. Io esco puntando e Alessio va all-in. Credo che possa essere in floating, ovvero che mi abbia fatto call al flop proprio per bluffare un eventuale scary card al turn. Ho circa 12k dietro e ho davvero pochissima intenzione di andare via da questo piatto. Faccio call e Alessio mostra AJ. River liscio e mi porto a 36k, quota fin’ora mai raggiunta nelle precedenti tappe Ipt. Ora possiamo iniziare ad esprimere un po’ di sano poker come Gus Hansen insegna. Alfiosnob si accorcia e viene eliminato, Isaia lo segue dopo poco. Rimaniamo al tavolo io e Swyssy e iniziamo a bombardare il tavolo. Swyssy è un giocatore incredibile, senza dubbio nella top 3 dei giocatori da torneo che conosco io, e ne conosco tanti credetemi. Poi oggi è anche in grande forma, ne elimina due alla volta, poi vince KK vs QQ, QQ vs JJ e 22 vs AK. Ne ha eliminati credo una decina solo nel Day1 e chiude la sua giornata a quota 127k mentre io mi devo accontentare di chiudere a 51k, poco sopra average. Finalmente arrivo al Day2 con uno stack in media! Il giorno dopo mi ritrovo al tavolo ancora con Swyssy, quando lui è di bottone io sono di BB. So già che vorrà bombardarmi tutti i blinds quindi mi toccherà mettere quanto prima le cose in chiaro. In effetti alla prima volta che ci prova io spillo A9 e lo fourbetto subito, conscio che non potrò mai giocare questa mano post flop e fuori posizione contro uno come lui, meglio controrilanciare subito e sperare di chiuderla così. Lui folda. Il segnale è chiaro: “Al tavolo ci sono altri pesci da andare a cacciare, andiamo a pescarli insieme!” Gus sarebbe stato davvero fiero di me vedendo le carte con cui ho portato il mio stack da 51k a 78k totalmente uncontested. Poi sui bui 500-1.000 apro di 3.100 con A8. Il BB fa call e al flop scendono AQx. Lui check, io ancora 3.900, lui call. Turn blank, lui check, io punto 4.100, lui call. A questo punto sono quasi certo che non abbia un A e forse il mio small ball poker lo sta facendo insospettire e forse anche tiltare. Gli italiani amano l’overbet quando hanno un punto, perchè abituati a giocare tra scoppiatori credono che sia l’unica arma per difendersi. Quindi per loro se uno punta poco significa che ha poco, non certo top pair. Al river scende un 8 che mi da la doppia coppia ed il tipo fa esattamente quello che mi aspetto, va all-in per le ultime 35k. Ero pronto a chiamare con l’A, figuriamoci adesso che ho doppia. Faccio call, il tipo mucka e se si alza dal tavolo. Good game, mi porto a 115k. Ora si balla, li asciugherò tutti senza pietà, queste chips al tavolo verranno equamente divise tra me e Swyssy. Dopo appena dieci minuti di bombardamento a tappeto salgo a 130k e succede la cosa più brutta del mondo: rompono il nostro tavolo. Peccato, il terrorismo psicologico aveva appena cominciato a fruttare. Vabbè comunque nei primi 3-4 livelli abbiamo incrementato da 51k a 130k senza colpi particolari: zero tris, zero scale o colori, full neanche so come siano fatti, zero cooler, e direi anche zero doppie coppie considerando che avrei fatto instant call anche solo con l’asso prima. Una bella pacca sulla spalla e si cambia tavolo. Qui il tavolo è decisamente più allegro e non sono così inclini a lasciarmi prendere i blinds, seguono le mie continuation bet, anche due o tre proiettili senza paura e purtroppo per me loro legano sempre e io non lego mai neanche una terza coppia. Un po’ di montagne russe, scendo a 90k, poi risalgo a 110k, poi riscendo a 80k. Poi apro per 4.500 e un tipo con 35k manda nervosamente un resto, io call con AK, lui aveva AQ, il mio punto tiene e ritorno a 115k. Ci vorrebbe un bel colpo a favore di quelli che ti avvicinano alle 200k, mancano 30 posti alla bolla e se vogliamo puntare al final table devo arrivare a dieci dalla bolla con almeno 160-170k davanti in modo da sfruttare quel periodo per macinare chips come una schiacciasassi. Se arrivo con quello stack alla bolla, a meno di colpi clamorosamente sfigati, posso pensare di incrementare il mio stack almeno fino a 250k, garantito. Un tipo siciliano alla mia destra apre per 6.500 sui blinds 800-1.600, decisamente lungo. Io ho AKs e controrilancio a 18.700. Foldano tutti e lui dopo averci pensato un po’ va all-in. Devo aggiungere 37k per un colpo che se vincessi mi porterebbe a 180k, se perdo rimango con 55k dietro, se foldo rimango con 90k circa. Tra 90k sicure, potenziali 180k prima della bolla (che significa avere in zona bolla un arsenale che ti può far aspirare al final table) e 55k per sperare comunque nell’itm scelgo tutta la vita il call da 37k. Faccio call e il fenomeno gira 57 di quadri. Flop Kxx con due quadri, turn quadri e fine dei giochi. Come al solito non gioco mai un resto e quando lo faccio mio malgrado anche se sono al 60% in vantaggio devo subirmi lo scoppio del fenomeno di turno. Glisserò sui commenti al tavolo di un ragazzino che si complimenta con lui: “Bravo te la sei sentita”, solite robe che solo in Italia si sentono. Tra l’altro lo stesso ragazzino sentenziava a tutto il tavolo percentuali del tipo AK contro KK ha solo 3 outs preflop, quindi ha solo il 3%. Signore del poker ti prego fai venire un nuovo diluvio universale e porta sull’arca di Noèrringhton solo coppie di pokeristi coscienziosi, in modo che possano moltiplicarsi e ripopolare un nuovo mondo senza scoppiatori e fenomeni da circo. Scendo quindi a 55k e rimango a galla totalmente card dead rubando un buietto a giro per la bolla più lunga della storia del poker: un’ora e quaranta minuti per far uscire il 49° giocatore. Ormai non mi rimaneva che puntare all’itm e sperare in qualche colpo di “cuore” che naturalmente non è arrivato. Rimasti in 43 al Day 3 vengo sorteggiato grande buio con 32k davanti e 8k di BB (+500 di ante), foldano tutti fino allo small che naturalmente è il chipleader del tavolo e mi mette all-in, butto dentro anytwo, io ho Q2, lui AQ e fine dei giochi. Bandierina portata a casa comunque e ricchi 3.000 euro di premio che fanno sempre morale. Finalmente si apre un minimo spiraglio di luce con questo itm, ma non posso certo dire che il vento sia cambiato più di tanto: sono arrivato itm con 3 scoppioni subiti e zero inflitti (QQ,KK e AK contro il fenomeno 57 su piattone gigante), non ho mai fatto un tris, una scala, un colore e dio ce ne scampi se so come sia fatto un full (poi basta vero? il full mi pare sia il punto più alto del texas holdem se non sbaglio), l’unica two pair che ho fatto non mi è nemmeno servita perché avrei chiamato con l’asso, perfetto, tutto regolare. Dammi mezzo punto Dio del Poker prima o poi, che il tavolo finale lo facciamo commentare a qualcun altro!

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