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/Ott/2009

Il Tilt: impariamo a riconoscerlo

Da: grandealba @ 20:53 (CEST) / 5552 / Commento ( 6 )

Essere in Tilt significa semplicemente giocare peggio di quanto siete in grado di fare quando siete lucidi. Naturalmente questa definizione può avere diverse sfaccettature e accezioni, ci sono tanti modi di giocare male e addirittura non sempre il Tilt arriva solo dopo aver perso un brutto colpo (vedi Tilt FPS già trattato qui).

Praticamente tutti i giocatori di poker hanno attraversato il loro momento di Tilt, magari non si sono arrabbiati e non hanno insultato nessuno ma allo stesso modo tutti nella loro vita pokeristica hanno sicuramente avuto uno o più momenti in cui non hanno giocato al meglio delle loro possibilità a causa di un fattore esterno non necessariamente legato alla sfortuna.

Perché i giocatori vanno in Tilt?

Tradizionalmente si considera il Tilt una reazione emotiva a degli eventi negativi. Bad beat e momenti sfortunati sono sicuramente la causa principale ma esistono anche altre situazioni scatenanti:

  • stati emotivi (rabbia, depressione, autocommiserazione) e alcool
  • stanchezza, fatica, noia
  • fattori esterni (dealer “che porta sfiga”, giocatore fastidioso al tavolo)
  • partita non adeguata alle proprie tasche

il Tilt insomma non è altro che una situazione in cui i giocatori perdono la loro capacità di riflettere e smettono di giocare al loro meglio. Può durare per una sola decisione, per una partita intera o anche varie sessioni.

Cerchiamo di analizzare i diversi tipi di Tilt.

<font size="4">Tilt Loose</font>

Forma di Tilt più comune, si giocano troppe mani preflop e non si folda abbastanza dopo. E’ così diffuso perché è la forma di poker che di solito ci infligge le bad beat ed è quella con la quale vorremo vendicarci. Inoltre è molto poco divertente foldare il 75% delle mani e spesso sopraggiunge anche solo per noia.
Attenzione però, questo genere di Tilt può anche manifestarsi per eccesso di fiducia, anche se è diverso dal Tilt FPS perché in realtà qui giochiamo loose pensando davvero di floppare sempre meglio dei nostri avversari perché siamo in momento fortunato (nel Tilt FPS invece siamo consapevoli di essere dietro ma crediamo di poter far foldare il nostro avversario grazie alla fantasiosità/imprevedibilità della nostra giocata).

<font size="4">Tilt Passivo</font>

E’ il nemico silenzioso del giocatore di poker. Si manifesta quando perdiamo fiducia in noi stessi o per una latente avversione al rischio. Si finisce per fare check o call troppo spesso piuttosto di rilanciare con quelle mani che siamo quasi essere certi essere migliori dei nostri avversari. Quando il gioco va male o quando giochiamo fuori bankroll il tilt passivo può essere il nostro peggior nemico, e la cosa peggiore è che se non lo riconosciamo presto continuerà ad autoalimentarsi distruggendo la nostra aspettativa positiva nel lungo periodo. Simile a questa forma di tilt è anche il Tilt Tight, che però di solito si manifesta per difendere una vincita a limiti troppo alti o per contenere una perdita.

<font size="4">Tilt Convenzionale</font>

Significa essenzialmente: giocare da manuale senza adattarsi al gioco. Per esempio potrete continuare a foldare troppo di fronte ad alcuni rilanci diventando troppo prevedibili.
La noia e la stanchezza sono di solito le principali cause di questo tipo di Tilt e anche se per lo meno non vi farà perdere troppi soldi state sicuri che non ve ne farà nemmeno guadagnare, ecco perché si tratta comunque di una vera e propria forma di tilt.

<font size="4">Tilt Aggressivo</font>

Puntate e rilanciate quando sapete benissimo che dovreste fare solo check, call o addirittura fold. Avete perso la testa per un colpo storto e dopo aver giocato una notte intera da manuale decidete che non ve ne importa più niente di perdere e nulla ha più importanza ormai. Volete solo alzare la posta: lascia o raddoppia è l’imperativo. E’ una forma comunissima di una reazione esagerata a qualcosa che non sarebbe dovuto accadere. La buona notizia è che siete talmente consapevoli di essere in Tilt che vi durerà poco, al massimo una sessione. La cattiva notizia è che in quei momenti potreste davvero perdere l’intero bankroll.

La chiave del Poker vincente, l’ho ripetuto più volte, è saper prendere sempre e comunque le decisioni giuste, ovvero fare in modo che sul lungo periodo il nostro gioco abbia un’aspettativa positiva indipendentemente da ciò che accade in quello breve a causa dell’aleatorietà intrinseca del gioco del Poker. 

Riconoscere e quindi imparare a controllare il Tilt significa in soldoni avere più possibilità di esprimere sempre il nostro gioco migliore e quindi avere un vantaggio anche su un giocatore magari tecnicamente più bravo ma che nn sa controllare il Tilt. Ho visto campioni del mondo andare in Tilt e distruggere tutto quello che di buono avevano fatto fino in quel momento e uscire dal torneo per non essere riusciti a controllarsi.

Ora che avete le basi per imparare a riconoscere il Tilt siete pronti per imparare a combatterlo. Ne parlerò presto in un prossimo articolo.

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