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/Apr/2009

Il mercato del Poker online: convegno a Roma

Da: grandealba @ 15:10 (CEST) / 12 / Commento ( 20 )

Il 26 Febbraio a Roma si è tenuto un convegno sul poker in Italia dal nome “Poker anno uno: All-in - il mercato è ancora in partita o si è giocato tutto?” dove si è cercato di fare il punto della situazione su quello che è accaduto finora e su quello che ci possiamo aspettare in questo 2009.
Fabio Felici di Agicos e Stefano De Grandis di Sky Sport hanno moderato la tavola rotonda al quale hanno partecipato, tra gli altri, presidenti di federazioni e associazioni come Luca Pagano (FITH), Isidoro Alampi (FIGP), Domenico Tresa (Italian Rounders), Aduani (FIPOS) e personalità di spicco come Max Pescatori e Mario Adfinolfi.
Nell’introduzione al dibattito si sono prima di tutto evidenziati gli interessanti numeri che ha raggiunto il movimento del poker in così breve tempo.
Per quanto riguarda il LIVE si è parlato di 74.000 associati divisi tra le federazioni, associazioni e circoli indipendenti (in tutto 770 circoli riconosciuti) che raccolgono l’insieme dei giocatori sparso sul territorio, per un totale di 3.400 tornei disputati al mese.
Decisamente di un altro livello i numeri del mercato ONLINE, da imputare soprattutto a due fattori determinanti per lo sviluppo dello stesso: la normativa chiara e regolata di cui possono godere i provider che hanno ottenuto le concessioni (a dispetto degli operatori del gioco live che sono ancora costretti a brancolare nel buio malgrado chiedano da tempo un riconoscimento dalle istituzioni) e ovviamente l’enorme web-market a cui si rivolgono. Stiamo parlando infatti di oltre 385 milioni di euro raccolti solo nei primi 5 mesi (sett 2008 - gen 2009) dai 9 provider attualmente attivi (10 se calcoliamo PokerStars.it che è entrata in scena proprio il 26 Febbraio), una stima ben oltre le aspettative del Ministero delle Finanze che aveva previsto di arrivare a 400 milioni nell’arco di tutto il primo anno.
Nei 4 mesi del 2005 si sono giocati oltre 3 milioni di tornei, generando 7,2 milioni di euro di entrate erariali sono nei primi 3 mesi di attività.
Nel 2009 solo a Gennaio sono già stati raccolti 140 milioni di euro con un trend di crescita del +41% rispetto a dicembre 2008.
Il primo provider italiano in senso cronologico, Gioco Digitale, lo è anche in senso commerciale detenendo la fetta più grossa con il 39,9% della quota di mercato, seguito da Microgame con il 25% e da Lottomatica con il 16,4% (Playtech, il network SNAI, SISAL, EUROBET e COGETECH ha una quota del 8,8%, Bwin del 8,4% e la Leonardo Service Provider chiude con l’ 1,6%).
Tutti i protagonisti del dibattito a partire da Mario Adinolfi che ha aperto la discussione e dai presidenti che hanno preso parola dopo di lui, hanno sottolineato l’importanza di una necessità di regolamentare anche e subito il poker live e di creare sinergie con il poker online per il bene di entrambi.
Personalmente sono assolutamente d’accordo con loro: non si può penalizzare ulteriormente quello che in realtà è stato il vero motore trainante del movimento del poker in Italia che abbiamo oggi. Ho organizzato il mio primo torneo su Roma insieme alla Fipos. Ho portato valigette di chips in Umbria insieme a Domenico Tresa per il primo torneo di Texas Hold’em, sono stato delegato regionale al fianco di Isidoro Alampi e Luca Pagano aprendo circoli in tutto il Lazio in tempi in cui si metteva una tovaglia verde su un tavolo per giocare e le carte erano ancora di cartone. Oggigiorno, tra gli altri impegni, mi sto occupando  anche di seguire il PokerStars.it Championship nel Lazio. A volte insieme, a volte divisi, tutti noi abbiamo contribuito a far esplodere il movimento insieme a tutti i rappresentanti dei circoli che hanno creduto nel Texas Hold’em, animati prima di tutto dalla passione per il poker.
E’ inaccettabile che tutte queste persone, senza lo sforzo delle quali oggi nemmeno esisterebbe questa rivista in edicola, si trovino non solo ancora senza una normativa che tuteli loro ed i loro giocatori ma addirittura con lo spettro di vedersi negata l’agognata licenza riservata magari alle sale bingo che non riescono a far quadrare i conti.

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