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/Lug/2011

FASE REM – “R” come “Range” delle mani

Da: grandealba @ 09:32 (CEST) / 3107 / Commento ( 1 )

Con l’arrivo del cash game in Italia si apre una nuova frontiera tecnica per il poker nazionale. Nei cash game, infatti, prendono luogo dinamiche di gioco molto differenti da quelle Sit and Go, poiché i giocatori di cash game tendono a giocare più mani, quindi in una partita di cash diventa più complicato mettere l’avversario su un range di mani di quanto non lo sarebbe in un SNG. In questi spot potrebbe tornare molto utile il concetto di “Fase REM” espresso da Ed Miller nel libro “No Limit Hold’Em Professional”, testo che tratta molti argomenti correlati al cash game. La prima lettera di REM è la “R”.   “R” STA PER PER IL RANGE DELLE MANI -  Il poker è un gioco di informazioni, si sa. Potessimo conoscere le carte dell’avversario, vinceremmo sempre, o quantomeno faremo sempre la scelta giusta. Ed Miller, Matt Flynn, e Sunny Metha spiegano che nell’Hold’Em esistono 1326 combinazioni di mani: quando giochiamo una mano il nostro avversario ne possiede solo una di queste. A questo proposito si potrebbe tentare di percepire il range di mani del nostro avversario facendo opportune valutazioni, ma per fare questo abbiamo bisogno d’informazioni: come gioca il nostro avversario? Se la risposta è “tight”, sappiamo che nel momento in cui apre da UTG, possiamo escludere tranquillamente roba come J-2offsuited dal suo range di mani. “E’ pur sempre vero”, pongono l’accento gli autori del libro, “Che non possiamo mai escludere con estrema certezza una mano dal range del nostro avversario, anche se le informazioni lo suggeriscono”.   IMPORTANZA DELLE INFORMAZIONI – Ed Miller, Matt Flynn, e Sunny Metha suggeriscono anche dei metodi per carpire l’informazione. Essi consistono fondamentalmente nell’osservare l’avversario in ogni sua mossa, sia tecnica sia fisica, allo scopo di osservare sia il suo gioco che il suo atteggiamento fisico in determinate situazioni, le quali possono rivelarsi tell da sfruttare (anche se non sempre sicuri).   ANALISI DEGLI AVVERSARI – Come gioca il nostro avversario in determinati spot? Quante volte ha bluffato? E’ aggressivo? Folda facilmente? Domande del genere possono aiutarci a capire quale range di mani gioca il nostro avversario, osservando attentamente le sue mosse e cercando di dedurne la logica. Certo è che, se è vero che un giocatore nitty quando apre da UTG lascia percepire buona parte del suo range, è anche vero che nell’esempio opposto, ovvero un giocatore loose sul bottone, nel momento in cui chiama ci da poche o nessune informazioni sul proprio range di mani.   ANALISI DEI TELL – Quali comportamenti assume il mio avversario quando ha un punto forte? Cambia la sua postura fisica?  E’ nervoso? Ci sono tante informazioni negli atteggiamenti dei nostri avversari al tavolo da gioco che possono migliorare la nostra analisi sulla mano. Ad esempio, di solito, quando un giocatore aspetta tanto tempo prima di controrilanciare una cifra abbastanza alta, dovremmo avere buona ragione di credere che lui abbia un punto molto forte. Questo sul timing è un esempio di tell che può essere rilevato anche nelle partite di poker online.   SCHEMI, AZIONI , QUANTITA’ DELLE PUNTATE E RIVALUTAZIONE – In pratica dobbiamo osservare i raise nel preflop dei nostri avversari, come giocano in determinati spot, quanto e come puntano, ed eventualmente cosa mostrano allo showdown. In tutto ciò, ogni azione corrisponde a una nuova informazione, quindi è importante rivalutare il range di mani ad ogni singola nuova informazione che riceviamo.   SFRUTTARE LA POSIZIONE – Infine, anche giocare di posizione può aiutarci nella nostra analisi, dandoci un’informazione in più sulla mano giocata fino a quel punto. Nel libro “No Limit Hold’Em Professional” è riportato il seguente esempio per spiegare l’importanza della posizione nel percepire informazioni dai nostri avversari. Poniamo caso di essere al turn, con il board che recita Q[p] 9[q] 2[q] 5[f], ipotizzanso che noi facessimo call da bottone con 6[q]7[q]. In questo momento stimiamo il nostro avversario su un range i mani che comprende una top pair, come AQ, un progetto di scala bilatera con Jack-Dieci, e un progetto di colore, forse migliore del nostro. Ma nel momento in cui al river cade una blank, e il nostro avversario checka, ci regala un’informazione last minute che potrebbe suggerirci un bluff, giacché quest’azione è solita dei progetti non andati in porto che noi, fra l’altro, avevamo incluso nel range di mani assegnato. Se invece dovessimo incontrare una puntata molto forte, solitamente sarà giusto lasciar perdere quel piatto.
 

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