javascriptNotEnabled
Home \ Community \ Blog \

grandealba blog

grandealba blog
Invia PM
/Mar/2010

Dr. House e Poker - Il rasoio di Ockham

Da: grandealba @ 03:54 (CET) / 89 / Commento ( 15 )

Chi segue le mie dirette streaming sa che sono un appassionato di Dr. House e che è l’unica serie tv che trovo davvero interessante. Chi può realmente resistere al fascino di un personaggio così cinico e spietato nella vita ma nello stesso tempo così brillante e geniale nel suo lavoro? Io ho ceduto alla grande e tengo in bella vista tutti i cofanetti originali in salotto, così prima di dormire magari mi riguardo qualche puntata. E poi nel Dr. House io ci vedo tanto poker, con quei continui tentativi di forzare la psiche dei pazienti, con quel metodo euristico per arrivare ad una diagnosi che non segue un percorso definito, ma che si affida all'intuito e alla valutazione temporanea delle circostanze, con quel level thinking tra i personaggi che spesso non avrebbe nulla da invidiare a quello che potremmo trovare in un heads up tra Stu Ungar e Mansour Matloubi. In effetti c’è addirittura un’intera puntata della seconda stagione (la numero 17) che si intitola “All-in” nella versione originale in cui è proprio una partita di poker ad essere al centro della vicenda. Ma non è certamente questo che mi ha fatto pensare di scrivere un articolo sul Dr. House ed il Poker. Piuttosto mi ha fatto riflettere una frase che ricorre qualche volta nella trama della serie, ovvero:   “Quando senti rumore di zoccoli, pensa al cavallo, non alla zebra”   E’ un’affermazione che Foreman rivolge ad House nella puntata pilota, viene pronunciata anche da House stesso nella quinta serie ed è anche citata come titolo di un paragrafo del libro “I casi del Dr. House” del giornalista scientifico Andrew Holtz. Fondamentalmente significa che in generale la spiegazione più semplice è quasi sempre quella giusta. Leggendola in chiave pokeristica si potrebbe asserire che:   “La lettura più intuitiva è quasi sempre quella migliore”   Troppo spesso infatti al tavolo da poker capita di perdere parecchie chips in una mano che rivista a mente fredda sarebbe stata molto più semplice da giocare se non avessimo esagerato coi livelli di pensiero. A volte siamo talmente convinti che il nostro avversario sia per forza in bluff o magari stia spingendo troppo una mano più debole della nostra che alla fine ci troviamo coinvolti in piatti enormi solo perché ci eravamo fissati che fosse così. Poi lui gira il nuts e vedi le facce degli altri al tavolo che ti guardano come per dire: “Ma come hai fatto? L’avrebbe capito anche mia zia che aveva un punto forte!”. Ci eravamo in qualche modo convinti che il nostro avversario fosse una zebra, quando in realtà era semplicemente un cavallo, come accadrebbe quasi sempre nella vita ogni volta che sentissimo rumore di zoccoli e ci voltassimo per vedere di quale animale si tratta. Le chips non si fanno quasi mai in questo modo al tavolo e se a volte si riescono a fare si rischia anche di perderle nello stesso modo nei livelli successivi. Impariamo piuttosto a formulare valide assunzioni fin dall’inizio evitando di aggiungere troppe fantasiose ipotesi quando quelle iniziali ci paiono sufficientemente corrette. Tale principio non solo funziona bene al tavolo da poker e nella vita in generale ma è anche una delle basi del pensiero scientifico moderno, in buona parte maturato sulle considerazioni del filosofo inglese William di Ockham che formulò la teoria del “Rasoio di Occam”. La metafora del rasoio infatti concretizza come sia opportuno eliminare con tagli di lama e mediante approssimazioni successive le ipotesi più complicate. E sullo stesso modello, trovandoci per esempio di fronte ad avversari evidentemente molto più scarsi di noi al tavolo da poker, potremmo riflettere anche sul più recente “Rasoio di Hanlon” che suggerisce di considerare, come causa di una fattispecie, l’ipotesi più immediatamente verosimile rispetto a quella meno probabile, o parafrasando lo stesso Robert J. Hanlon: “Non attribuire a malizia ciò che facilmente potresti spiegare con la stupidità”. 

 

La prossima volta che sedete ad un tavolo di poker e iniziate a sentire rumore di zoccoli non pensate a chissà quali animali esotici e giocate la mano sereni, quasi sempre sarete di fronte ad un semplice cavallo. 
 

“Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem” (Non moltiplicare gli elementi più del necessario)

 

 

 

 

Per inserire un commento, devi fare il login o registrarti.
Inizia
Sei nuovo? Leggi i nostri contenuti per iniziare la tua formazione di Poker.
Già registrato? Fai il Login qui
javascriptNotEnabled
Apprendi Dalle strategie di base a quelle avanzate
Pratica Migliora le tue conoscenze con i nostri allenatori
Vinci Diventa un giocatore vincente