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minimalismo quotidiano

/Dic/2011

Vox populi ovvero impariamo ad essere omini.

Da: euggenio @ 13:42 (CET) / 10 / Commento ( 2 )

Fine anno, molti traggono spunti di riflessione. E lo faccio anch’io. Mi ricordo un intervento su intelli di un player abbastanza noto che aveva deciso di lasciare. Non ricordo il nick ma la sostanza era che nonostante durante il suo periodo di performance non avesse perso, preferiva lasciare il giochino (così lo chiamava il che ce la dice lunga sul suo stato d’animo), ringraziava i suoi coach (due?) e decideva di dedicarsi alla famiglia e figli/o. Mi ha colpito. Probabilmente conosceva ICM a memoria con un errore di sicuro sotto il 5% su 500 quiz da tutte le posizioni, sapeva settare HEM e fare analisi post come pochi, conosceva gli oppo e ne discuteva coi suoi coach, giocando Nash solo con i regular e ICM con i random. Eppure ha lasciato, ma ha lasciato chiamandolo “giochino”. Ed è questo il punto. Non ha lasciato quindi per la famiglia, per il lavoro, per oziare semplicemente (attività nobile), ha lasciato perché sconfitto. Ma sconfitto da cosa se comunque vinceva (ed io gli credo)? Cosa si aspettava, dal gioco oltre i soldi? Talvolta mi chiedo: ma perché Zumbini non ha mai vinto nulla? Eppure diamine ne sa di cose, pensate al limp, ed a come ci ha terrorizzato sull’openlimp. Ogni volta che limpo sui miei poveri sit (per un misclick s’intende :wink: ) non ci dormo la notte. Il bello è che anche se poi vinco lo spot (per caso), mi inquieto lo stesso dimenticando a bella posta che sto li per i soldi.
Tutti i “sensati”, li chiamiamo così no? i giocatori che non sono “omini”, hanno come unità di misura temporale per le loro decisioni il “Lungo Periodo, LP d’ora innanzi. Tale unità di misura rende profittevole ogni decisioni con EV positivo e viceversa. All’opposto del LP c’è l’ HIC et NUNC, il qui e ora. Questa unità di misura, diametralmente opposta al LP, rende profittevole qualunque decisione che ti fa vincere in quel momento. Vediamo di capire meglio le due unita di misura guardandone i fondamentali. Il player che sceglie come unità di misura l’LP tende a basare le sue decisioni totalmente sulla matematica, o almeno a lui così piacerebbe. L’altro gioca innamorandosi delle carte, ma talvolta percepisce che statisticamente sta sbagliando. Questi due giocatori teorici, vivendo agli estremi, ovviamente commettono errore entrambi. Giocare completamente affidandoci alla matematica è sbagliato quanto l’opposto. Il player sensato fa i quiz su Wizard, il player omino recita la filastrocca:
Kappa nove nun te move; co du dieci statte quatto e co du jec nun far’ matto. Co du dame, occhio! che te mori de fame e co du kappa reisa e scappa. E, ar sandei special co du assi…mbè, ce sta pure che passi (tecnica FAG). Poteva venire meglio, ma è solo un esempio.
E’ un po come dire “rosso di sera bel tempo si spera” e un meteorologo invece ti spiega la ragione: di fatto però il giorno dopo è bel tempo o piove a piacere del padreterno. Chi rimane più male? Il meteorologo, ovviamente perché l’omino aveva detto semplicemente …”si spera”.
Una decisione +EV di 0,5% quanto impatta verso un attacco di emorroidi? O ad una sensazione di mobbing in ufficio? O ad un litigio con la fidanzata? O all’altro miliardo di input che quotidianamente ci bombardano alterando la nostra capacità percettiva della realtà? e quindi anche della nostra matematica. Ma mi chiedo il player sensato riesce a spogliarsi di questi input quando si siede al tavolo? No! Non ci riesce. E così il suo LP va a farsi benedire. Ma  questi sono i parametri dei due nostri players teorici, mentre per il primo l’LP non arriva mai, per il secondo il Qui e Ora è sempre.
Io credo che la differenza tra un grande campione e me, è la capacità sapiente di essere contemporaneamente i due player. Conclusione: bisogna avere il coraggio di lasciare l’arida matematica ed affidarsi agli altri sensi per evitare di dover, prima o poi, scrivere un messaggio come il nostro amico intellino che ha lasciato (e che spero ci ripensi). Bisogna imparare a riconoscere i tells che vengono da dentro di noi e non quelli scritti sui libri, che tra l’altro, ormai hanno letto tutti. Saper ascoltare il nostro sesto senso, e giocare, rispettandolo, almeno quanto Nash. Questa è la differenza tra Zumbini e Durrrr. I commentatori televisivi che sbraitano da dietro i microfoni contro gente che vive sul tavolo da una vita, parlando continuamente di moto chiappa. Ma non esisteva il lungo periodo, e allora, se esiste, parlare di fortuna, è un nonsense. La fortuna è per l’omino che vive alla giornata non per noi che attenderemo per l’intera vita la scadenza del Lungo Periodo.
Un abbraccio a tutti, a Cellario, mio fan del blog ed in particolare a tutti quelli che chiamano omini gli oppo dimenticando che tutti siamo omini, dipende sempre da chi c’hai contro.
Ciauz e Buon Ano (ops).

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