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Macondo-Gab.Gar.Mar.'s blog

/Apr/2012

SUL TALENTO

Da: Gab.Gar.Mar. @ 18:14 (CEST) / 1269 / Commento ( 4 )

Che cosa è il talento nel poker? E' chiamare tribet e fourbet oop ed essere capaci di guadagnare? Oppure è forse flattare trash hands oop, aprire mani marginali da EP, mandare i resti preflop con Q9s, avendo la capacità di rendere queste giocate profittevoli?

Tutto questo sembra fare a pugni con quanto ci insegnano i manuali, la teoria, gli insegnanti, ed il buonsenso. Se siamo capaci di informarci, di migliorare costantemente il nostro gioco tramite la pratica, lo studio costante, il confronto con altri players tramite mani postate, dubbi da chiarire, che portano a piccoli successi e inevitabili fallimenti; se tutto questo è oggetto di osservazione e di studio, tramite i quali anche un giocatore “nuovo” può migliorare, che ruolo può avere il talento? In quali aspetti si estrinseca il talento?

Ho dubbi sulle possibili risposte (questo, peraltro, mi conferma che non ho talento :) ).

Forse è la capacità di sapere, o meglio, capire, cosa un avversario stia facendo al tavolo; smascherare il suo gioco, vedere la trama nascosta dei suoi patterns, leggere nella sua mente, entrare anzi, nella sua mente, nei suoi pensieri, nella sua abitudinaria prevedibilità da essere umano, sopraffarlo con la forza della logica e disarmarlo, fino a renderlo inoffensivo, quasi impotente; allo stesso tempo, rendersi imprevedibili, inintelligibili, essere sorprendentemente innovativi e coerentemente coraggiosi; tutto questo, sapendo esercitare un gioco generalmente “corretto”, cioè palesemente non casuale, sensato, cosciente e costruttivo, e per questo dimostrarsi migliori di lui.

Se un player in un tavolo Cash raisa 72o da UTG, come lo giudichiamo? Un fish? Un donk? O un giocatore che sta cercando di rendersi più imprevedibile di quanto non sia? Generalmente siamo propensi a giudicarlo un giocatore non molto forte, perchè la sua giocata, per noi, che abbiamo da UTG un bel range di openraise “predefinito”, non è standard, e per questo, in qualche modo, inaccettabile o scorretta. E se questa giocata fosse invece una piccola espressione del suo possibile talento? Se fosse il primo mattoncino del muro del suo talento che sta tentando di erigere?

In generale sappiamo, in base a ciò che leggiamo, che aprire 72o da UTG non è profittevole, che non ci fa vincere soldi nel lungo periodo, e sono il primo a pensarla così; forse il talento è uscire da questi schemi, ed esserne coscienti, spingersi oltre i limiti di ciò che è risaputo, avere la forza di trasformare i possibili errori in giocate nuove e fuori dall'ordinario. Siamo tutti capaci di vincere un piatto quando abbiamo AA, e troviamo un oppo con KK. Generalizzando, sono mani che si giocano da sé. Non serve talento. La differenza la fanno le altre mani, quelle nelle quali conta il saperle giocare.

Io ho sempre avuto difficoltà a capire quale talento potrei avere. Da sempre.

Da sempre faccio mediocremente bene diverse cose. Quindi non ne faccio veramente bene nemmeno una. Potrei dire di avere 10 mezzi talenti, ognuno in 10 cose diverse; il che, nella vita, serve a ben poco, direi.

La ricerca del proprio talento è un passo fondamentale, credo, nella propria esistenza.

A cosa serve un talento? A procurare un vantaggio e/o una soddisfazione a noi e/o a chi ci sta intorno.

Se penso alla musica, mi viene in mente Beethoven, o Mozart, o chi per essi: loro procurano gioia a coloro che ascoltano, oltre ad essere loro stessi riconosciuti come I grandi della musica.

Se penso all'arte, mi viene in mente Michelangelo, o Van Gogh, o Caravaggio. Si rimane impressionati dal loro talento.

Se penso allo sport, mi viene in mente Roger Federer, o Kobe Bryant, o Messi. Esaltano le folle di appassionati, oltre ad avere un discreto ritorno economico.

Se penso alla cucina, mi viene in mente.. boh, non conosco chef famosi, ma indubbio è il piacere che procurano :)

A quanto pare, talento e fantasia vanno di pari passo.

Lo scopo del poker player è uno: vincere, e quindi guadagnare. Ed a questo dovrebbe servire il talento. Se impariamo a vincere in un modo diverso, oltre quello al quale siamo abituati a fare, può essere solo un vantaggio, per noi.

Il modo in cui il talento viene fuori, quando presente, probabilmente fa la differenza tra un giocatore vincente ed uno perdente.

Si può vincere con continuità, senza talento? Oppure sono sufficienti impegno profondo ed incrollabile dedizione, che pure costano fatica e sacrifici non indifferenti?

Io devo sperare che bastino, altrimenti.. addio vittorie!

Il talento può assumere molte forme, per questo credo che non sia facile da riconoscere.

Il talento è andare oltre i limiti, senza paura di sbagliare o esagerare, senza timore del giudizio altrui; è lasciarsi guidare da una forza interiore capace di trascinarci, anche quando sembra che andiamo contro tutto e contro tutti, ed alla quale non dobbiamo opporre resistenza, pena la rinuncia ad esso, e rinunciare al proprio talento è uno degli errori più gravi che si possano commettere in una vita.

A mio parere talento, nel poker, significa, in generale, avere una consapevolezza superiore a quella degli altri, sapere quando si stanno superando i limiti delle proprie azioni, ma continuare a farlo quando si è capito che è diventato profittevole, a causa delle infinite variabili delle situazioni al tavolo; sapersi adattare agli avversari ed al gioco per trarne profitto, ovviamente sempre nell'ambito di un gioco sensato e corretto; essere coscienti, fino in fondo, delle proprie capacità. Più nello specifico, saper sviluppare un gioco corretto e difficile da interpretare, costringersi a prendere decisioni più semplici rispetto a quelle che costringeremo a dover far prendere ai nostri avversari. Ma una cosa è spiegarlo, ed un'altra è metterla in pratica.

Il talento non si può acquisire. E' una abilità innata. Certo poi va coltivato e sviluppato con esercizio, studio e pratica costanti; tanti sono gli esempi di cosiddetti talenti sprecati, perchè non hanno la maturità per goderne in pieno, in qualsiasi ambito.

Il talento puro è riservato a pochi eletti, in qualsiasi campo della conoscenza; gli altri si devono limitare ad imparare da questi, e questi dovrebbero far crescere, maturare e aiutare gli appassionati, di qualunque disciplina, con collaborazione, gioia ed entusiasmo.

Ciao.

Alla prossima.

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