"If you see it once, you'll never be the same again..", così Elvis raccontava Las Vegas.
Adesso a raccontarla ci provo io.
 
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La moglie Francesca ha accompagnato Vito nella sua trasferta
 
Nonostante il suo soprannome sia "Sin City", ho scelto di dedicarmi soprattutto ad attività di altro genere.
Ho trascorso solo 7 ore in 10 giorni ai tavoli di poker, abbastanza per rendermi conto del livello di gioco. Sono andato a Vegas principalmente per incontrare alcuni vecchi amici, sostenere il mio caro zio, conosciuto come il Baffo, durante la sua avventura alle World Series Of Poker (ancora in corso) e divertirmi con mia moglie.
Durante la mia breve parentesi ai tavoli ho notato un livello abbastanza basso, anche ai limiti medio-alti. Gli americani sono decisamente più passivi rispetto al giocatore medio europeo.
Come esempio riporto questa mano giocata al 10/20$ Pot Limit Omaha Hi/Low.
 
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Vito con suo zio Michele "Il Baffo" Limongi
 

Apro da MP con AA23, trovo il call di small e big blind. Sul flop (io non ho cuori) lo small blind folda alla mia continuation bet mentre il grande buio sceglie di chiamare. Il turn è un , e il grande buio ancora una volta opta per il check-call. Il river è un , chiude un flush draw e un eventuale punto low che io non ho. Infatti, dopo il check dell'avversario, giro le carte senza puntare al river, e oppo con 3489 si porta a casa il piatto.
Al flop avrebbe dovuto foldare e al river, con un "wheel", avrebbe dovuto puntare: non ha giocato nel migliore dei modi.
Anche nel No Limit Hold'em non si scherza: il limp/call preflop è la moda del momento, e il raise postflop è esclusivamente indice di una mano molto forte. Purtroppo non sono stato abbastanza bravo ad abbattere la varianza e dopo 7 ore al ritmo di 20 mani l'ora (contro le 1.000 che avrei giocato online), ho deciso di investire il mio tempo in altri modi.

Vegas non è solo gambling e skill game: ci sono tante belle attività che spaziano dai musical agli show di vario genere, passando per sport e giochi di terra e acquatici.
Ogni grande albergo racchiude in se un mini mondo a tema da scoprire. Ad esempio il Mirage con le sue tigri, il Mandalay Bay con un imponente reef aquarium, lo sfarzo di casa al Caesar Palace e al Wynn sono solo una piccola parte di Las Vegas.
Gli spettacoli sono unici, le performance degli attori (che spesso si rivelano veri e propri atleti), sono emozionantissime, come le coreografie e gli effetti speciali mozzafiato. Tra questi ho visto "Le Reve" del Cirque du Soleil, spettacolo acquatico che si sviluppa in una piscina da un milione di litri d'acqua.
Altro bellissimo show che ho visto insieme ad amici è stato "One", un'avventura musicale targata anche lei Cirque du Soleil, ispirata al leggendario Michael Jackson.
 
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A 50 km da Vegas, nascosto tra i canyon c'è "Lake Mead", il più grande lago artificiale degli Stati Uniti.
Ho trascorso una entusiasmante giornata con moglie e amici in barca e mi sono cimentato nella guida degli aquascooter. Solo tuffarsi nel lago poteva dare un breve momento di refrigerio: non dimentichiamoci che la temperatura media estiva a Las Vegas e dintorni è di circa 40°, ma con un tasso di umidità bassissimo.
Per gli amanti della natura, ci si può spingere fino allo Zion National Park, Grand Canyon, Bryce Canyon, tutti parchi naturali che bisogna vedere almeno una volta nella vita.
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Sfidando il clima torrido, ho voluto provare i suggestivi campi da golf, situati tra le montagne del Nevada e gli sfarzosi e scintillanti alberghi della Strip.
 
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Sono ben 52 e si presentano come oasi nel deserto, con sabbia bianca, cascate e molto altro. Frequentati da una clientela internazionale, ci sono sempre offerte speciali e pacchetti per soddisfare tutte le esigenze e i budget.

Now back to grinding and W Las Vegas!