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Wsop, Bognanni non si ferma più


Marco Bognanni
 

Sarà pure ancora lunghissima, ma che l'andazzo sia di quelli buoni lo si intuisce da un paio di dettagli affatto irrilevanti: sorriso apertissimo, faccia stracciata di chi è stato messo sotto da un treno da un minuto e mezzo ed è sano come un pesce e, soprattutto, tante, tantissime chips. Marco Bognanni fila dritto per la sua strada ed è una strada ancora con qualche curva, ma in ogni caso in discesa. Dopo il Day 2C è quinto nel chipcount generale con le sue 452.100 chips. Davanti, neppure di molto, ha soltanto la biondissima Gaelle Baumann (505.800), quella specie di drago che è Shaun Deeb, Mark Demirdjian e Michael Hack. Tutti vicinissimi, a un pot o poco più.
 
Cosa che, se in questo maledetto gioco significa poco, neppure può essere un segnale insignificante. Le cose che autorizzano, scongiuri del caso a parte, di essere ottimisti sono almeno tre: 1) Bognanni sta giocando proprio bene, con attenzione, senza sbagliare, con determinazione; 2) fin qui gli ha detto bene. Buone le carte, non eccezionali gli avversari; 3) è sereno o, almeno, così pare dai suoi moltissimi  twitter. Pare aver preso questa missione negli States come una specie di vacanza e, tutto sommato, non è un cattivo modo di approcciarsi al poker. Ben inteso, questo non significa non aver preso sul serio le World Series, ci mancherebbe. Ma, a sensazione, le sta vivendo bene, senza ansie. 

Questo gli è per ora bastato per salire e salire e salire anche sfruttando i limiti degli avversari: "Il tavolo a cui sono capitato era pieno di giocatori poco preparati. Quindi non ho avuto vita particolarmente difficile. Ho aumentato le mie chip in modo continuo per tutte le dieci ore di gioco, fino alla mano in cui un signore ha commesso un errore clamoroso lasciandomi legare scala a basso costo per poi pagarmi tutta la sua posta con doppia coppia". E ancora: "Buonanotte, cerco di riposare, perché domani deve essere un altro grande giorno". Oh, yes.
 
Bognanni, insomma, ma è mica tutto qui: bene hanno fatto anche Simone Gatto (218.000, average a 112.000) e Alessio Isaia (186.600). A questi vanno aggiunti gli altri azzurrini ancora in corsa tra cui, manco a dirlo, non poteva mancare il nostro November Nine Filippo Candio (110.500), Marco Ruggeri (132.000), Max Mosele (128.000) e il sempre bravissimo Cristiano Guerra (124.000). Le Wsop sono invece finite per Dario Minieri (flush draw contro top pair), Fabio Coppola e per  Carla Solinas, beffata, scherzo del destino, proprio da una donna dopo aver mandato tutto con AK. Tra gli addii illustri c'è anche quello di Phil Ivey, favorito d'obbligo della vigilia (tra parentesi, ma come si fa a scegliere un favorito al Main delle Wsop?), Jeff Madsen, Gus Hansen, Ludovic Lacay, Matt Affleck, Prahlad Friedman, Jennifer Harman, Michael Mizrachi, Jamie Gold, Corrado Montagna e Giacomo Fundaro. Tutta roba buona, tutta roba che non c'è più.
 
Fonte:www.sportmediaset.mediaset.it
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