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WSOP 2016: Non posso fermarmi, non voglio fermarmi (di Jason Mercier)

Qualche giorno fa ho scritto un post sul mio blog. Il titolo? "È ancora presto".
Ero arrivato al Day2 del $1.500 8-game con circa 100 partecipanti ancora in gioco. Ero felice per quel Day2, visto che le WSOP non erano iniziate benissimo per me.
 
Sono arrivato a Las Vegas il 27 maggio, e mi sono subito iscritto ad un evento da $50.000 all'Aria. È stato molto frustrante, visto che sono arrivato 10° senza prendere soldi - visto che i posti pagati erano soltanto 8. Però me ne sono fatto una ragione, dovevo prepararmi al $300.000 Super High Roller Bowl, che sarebbe iniziato due giorni dopo.
 
 
Il torneo è stato una maratona di 3 giorni, nel quale mi trovavo in ottima posizione per raggiungere l'ITM al Day3. Ma è allora che sono nati i problemi. Rimasti in 9, anziché formare un unico tavolo, il gioco è continuato su due tavoli, uno da 4 ed uno da 5, con un giocatore che si spostava di tavolo ogni 20 minuti. Se la nozione di per sé è buona, di sicuro non aiuta a prevenire uno dei problemi più grandi del poker: il rallentamento del gioco.
 
In un torneo così vicino ai premi, e con premi così importanti, è molto più vantaggioso prendersi tutto il tempo necessario per decidere come agire, e ciò rende il torneo incredibilmente lungo. Dopo circa 3 ore e mezza sono uscito al 9° posto, quando i miei Cow Boys si sono scontrati con gli assi di Bryn Kenney. Eri triste ed un po' arrabbiato, ma sapevo di avere una lunga estate davanti.
 
Ho iniziato le WSOP con l'evento Stud da $10.000, dove sono arrivato al Day2 ma ho bustato meno di due ore dopo l'inizio. Quindi non sono riuscito ad imbustare le chips agli 8 eventi che ho giocato in seguito. Ma adesso è diverso.
 
Ho avuto una semi deep run all'8-Game da $1.500, e quando sono uscito ero in tempo per iscrivermi al 2-7, il torneo che avrebbe cambiato le mie WSOP. Sono arrivato al Day2 in average, ma al final day ero chip leader. Ed è andata davvero bene, visto che sono arrivato in heads-up contro Mike Watson, riuscendo ad avere la meglio.
 
 
Al river avevo il nuts ed ho messo il mio avversario in all-in. La sensazione è stata incredibile: sapevo che se il mio avversario mi avesse chiamato, sarebbe finita lì. Le altre volte che ho vinto un braccialetto sono sempre andato all-in preflop o al flop, quindi non avevo mai la certezza assoluta di poter vincere prima delle altre streets. È stato molto adrenalinico vincere i $273.000 della vittoria, e circa altri $750.000 derivanti da side bet. Così ho vinto il primo braccialetto di questa estate, ed il quarto della mia carriera.
 
Dopo aver vinto questo evento mi sono registrato all'evento Razz da $10.000. Nuovamente ho fatto Day2 con uno stack in average, ed ho runnato davvero bene al Day2. Sembrava un flashback di quanto successo qualche giorno prima. Finché non mi sono trovato davanti al giocatore che avrebbe spezzato i miei sogni, vincendo l'evento: Ray Dehkharghni.
 
Abbiamo giocato un heads-up incredibile per un paio d'ore. Sono arrivato ad essere corto, chiudendo al secondo posto per $160.000, perdendo molta equity anche dalla scommessa dei tre braccialetti.
 
Ma non è ancora finita. La missione è ancora da compiere. Ci sono ancora tanti eventi dal buy-in alto e con field ridotto da giocare. Non sorprendetevi se mi vedrete vincere un altro braccialetto.
 
Tratto da pokerstarsblog.com
Tradotto da Marcellus88
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