"Stracarico", si sentiva così Dario Minieri nella giornata di oggi che lo ha visto comandare per gran parte della giornata il chipcount dell'evento #19, il Pot Limit Hold'em da 5.000$ delle World Series Of Poker 2013.
 
Dei 195 giocatori presenti allo start sono rimasti in 16 a giocarsi un montepremi che ha quasi toccato il milione di dollari. L'azzurro chiude il Day 2 con 245.000 chip in classifica, dopo aver dominato a lungo il torneo che lo ha visto perdere il big pot nelle ultime battute di giornata, quando il nostro "caterpillar", forte di AK, è finito ai resti preflop contro le donne di Dimitar Danchev, il vincitore del Main Event PCA 2013.
 
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"È stato un duro colpo psicologico aver per perso un flip da 700.000", racconta Dario, "Vincerlo avrebbe voluto dire avere quasi un quarto delle chip in gioco", in altre parole "Sarebbe stato circa lo stack medio a 5 left". Quando ha giocato il colpo erano (e sono) ancora in 16: tutti quei gettoni nelle sue mani avrebbero significato uno spettacolo assicurato, visto lo stile di gioco particolarmente aggressivo del romano. Ma niente da fare: la moneta gira dalla parte del bulgaro, sul board non cade alcuna carta che possa cambiare la situazione, le regine tengono e Dario scende, ma senza paura: "Ci si rialza e si combatte!".
 
Nel chipcount a tallonare il chipleader Jesse Martin è David Kitai, che vanta fra i suoi trofei già un braccialetto e un EPT di Berlino. Tra i big anche altri due Team PokerStars Pro: Eugene Katchalov e Bertrand Grospellier, mentre il bubble-man è stato l'italiano Marco Traniello, marito della famosa giocatrice Jennifer Harman.
 
Jesse Martin 402,000 
Davidi Kitai 318,000 
Kristina Holst 285,000 
Dan Kelly 283,500 
Dario Minieri 265,000 
Dimitar Danchev 237,500 
Mark Herm 236,000 
Steven Kelly 163,000 
John Hennigan 135,500 
Kevin Vandersmissen 132,000 
Eugene Katchalov 121,500 
Vincent Bartello 100,000 
Bertrand Grospellier 77,500 
Chris Johnson 76,500 26,500 
Matt Marafioti 70,000 
Cary Katz 44,000
 
I 265.000 gettoni con i quali Dario Minieri si presenterà domani non sono certo pochi, basti pensare che un double-up porterebbe il Team PokerStars Pro di nuovo al comando del torneo. Le premesse per il secondo titolo mondiale ci sono tutte, stando alle sue parole.
 
Quello che stai vivendo ti ricorda l'impresa del 2008? 
Mi sento molto carico, i ricordi del braccialetto non riaffiorano perché questa è una storia a parte... che vorrei scrivere nel miglior modo possibile. 
 
Si intravede una particolare voglia di vincere alle WSOP di quest'anno: cosa è successo?
Sono venuto qui molto motivato perché ho un carattere orgoglioso e volevo prendermi una rivincita su me stesso per questi ultimi anni andati non bene.

E se Dario ci crede, sarà davvero dura fermarlo. L'appuntamento è fra qualche ora, l'obbiettivo è il final table. E poi il braccialetto.