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Varianza, tilt ego e microlimiti (parte 1)

Un famoso poster del forum scrisse una volta: "Arriverà un momento in cui badrunnerete in una maniera che non pensavate nemmeno fosse possibile". È proprio ciò che mi sta succedendo adesso. Non sto scrivendo questo articolo per annoiare tutti con i miei racconti di mono-out o disastri runner-runner; lo scrivo nella speranza che qualche nuovo giocatore abbia la possibilità di imparare dal mio downswing, in modo da poter gestirlo al meglio quando arriverà quel momento inevitabile della sua carriera.
 
La varianza, il tilt e l'ego giocano tutte un ruolo parecchio distruttivo durante i nostri downswing. Di questi due fattori, sono solo due quelli che possiamo controllare, quindi non voglio spendere troppo tempo a parlare della varianza - anche perché su questo argomento sono già stati scritti molti post, e da giocatori più forti di me. Quindi riassumiamo al massimo il concetto di varianza: quando siamo favoriti 4:1, 25:1 o 45:1, quell'"1", prima o poi, uscirà. A volte succederà molto spesso in un breve arco di tempo, e non c'è nulla che potete fare. Imparate ad essere felici quando mettete i vostri soldi nel piatto da sopra e perdete. Siete riusciti a portare il vostro avversario a commettere un grosso errore, e questo è tutto ciò che vogliamo quando giochiamo a poker.
 
Gli altri due fattori, tilt ed ego, secondo me sono fortemente correlati. In quanto frequentatori di forum, possiamo considerarci tra le poche persone al mondo che a poker non solo ci giocano, ma lo studiano per migliorarsi costantemente. Ed ogni post che pubblichiamo, è un'opportunità che ci creiamo per diventare giocatori migliori. Studiamo mani, condividiamo idee, ed impariamo dagli errori degli altri.
 
Il problema è che ne siamo consapevoli.

 
Credo che ognuno dei lettori si senta uno dei migliori giocatori al tavolo quando si siede. Cerchiamo di capire quali errori commette più spesso il nostro avversario per provare ad approfittarne. Quando vinciamo, ci diamo una pacca sulla spalla e siamo felici e soddisfatti per tutto il tempo che abbiamo speso per studiare e migliorarci. Quando perdiamo, solitamente è perché è stato fortunato. Essere consapevoli di avere edge su un determinato avversario, rende il fatto di perdere contro di lui ancor più doloroso. E le conseguenze spesso non sono delle migliori - come prolungare una sessione più di quanto avevamo programmato, solo per "recuperare i soldi persi". Siamo più forti e lo sappiamo, quindi ignoriamo i segnali del tilt nella speranza di riprenderci i soldi da quell'avversario, con gli interessi. Diventiamo impazienti ed iniziamo a forzare le mani quando, in realtà, tutto ciò che dovremmo fare è aspettare lo spot giusto.
 
È una sensazione che avete passato più volte, vero? Nella prossima parte dell'articolo parleremo proprio di come evitare queste situazioni che ci portano non solo a stancarci molto di più rispetto al solito, ma anche a perdere più soldi di quanti ne avremmo persi durante una sessione in bad run con un'attitudine mentale adeguata.
 
Tratto dal forum twoplustwo
Tradotto da Marcellus88
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