javascriptNotEnabled
Home / Video /

Vantaggi e svantaggi di una carriera da Professional Poker Player

Un pezzo dell'utente masterbonza, che ringraziamo. Al termine dite la vostra su questo interessante argomento nel nostro forum. Buona lettura!

Ciao a tutti...leggendo vari 3d su questo argomento, ho deciso di documentarmi e cercare di analizzare i vantaggi e gli svantaggi ed i requisiti necessari per intraprendere una carriera da PRO nel magico mondo del poker live/ online,sperando di poter sentire i pareri di chi si guadagna da vivere con il poker, chi arrotonda, chi ci gioca in modo professionale (broll managment ecc) ma solo for fun eccecc :)
 
Questa analisi è nata dopo una mia riflessione personale, cosa spinge una persona a tentare di vivere di poker?
Credo che nessun PPP abbia iniziato a giocare a poker pensando un domani di farlo come professione, ma il "salto" tra essere un amatore che arrotonda col poker e pensare di fare il professionista è una linea molto ma molto sottile.
I "quasi professionisti" sono tutti quei soggetti che giocano a poker nel tempo libero ma regolarmente, guadagnando somme che a volte possono essere più alte del loro stipendio.
Esistono pure ragazzi/e studenti universitari che riescono ad essere indipendenti grazie alle somme guadagnate col poker.
 
Aimhè, esistono pure quelle persone che sognano un futuro glorioso nel mondo del poker, vedendosi catapultati in tavoli finali di vari EPT, ed iniziano a giocare rincorrendo un sogno, che nel 90 per cento dei casi non si realizzerò mai.
Si,Un vecchio detto recita "volere è potere"ma un altro vecchio detto del tavolo verde recita "se il decimo miglior giocatore di poker del mondo gioca contro i 9 migliori giocatori del mondo, nel lungo periodo ne uscirà perdente".
Cerchiamo di attuare un'analisi dei vantaggi che possono spingere un quasi pro a tentare la carriera da PRO.
 
Elemento importantissimo è quello del continuo e costante divertimento mentre si gioca a poker.
Fare il ppp non deve essere diverso da qualunque altro tipo di lavoro, bisogna lavorare con la mente sgombra,cercando di lavorare in modo armonioso e in maniera gratificante. Qua entra in gioco il più grande paradosso del poker. Un consiglio fondamentale per il nostro mindset è quello di" togliere le emozioni dalle nostre decisioni" molto più facile a dirsi che a farsi. Togliere l'aspetto umano dal poker diventa un paradosso colossale. Noi giochiamo a poker per l'adrenalina che ci trasmette, per le sensazione che ci dà. Chi decide di fare del poker la proprio carriera deve cercare di giocare divertendosi,se si arriva al punto di sentirsi quasi costretti a giocare, è meglio quittare qualche giorno e riordinare le idee.
 
 Parliamo ora del lato finanziario. Bisogna interrogarsi se vale veramente mollare il nostro precedente lavoro, oppure accantonare gli studi per dedicarsi anima e corpo nel poker. Il ritorno finanziario in certi casi può essere alto, ma abbiamo la sicurezza che con le nostre capacità intellettuali potremmo guadagnare di più giocando a poker che facendo un altro tipo di lavoro? Se si, abbiamo intenzione di giocare a poker per tutta la vita? Mollare un lavoro, in questo momento, puntando solo su noi stessi non è una scelta facile,pure se la prospettiva di guadagnare dei bei soldi giocando, all'inizio può attrarci moltissimo.
 
Come giocatori di poker siamo liberi professionisti, non abbiamo orari,lavoriamo da casa,non siamo sottoposti ad "ordini" dai nostri superiori, dobbiamo rendere conto solo a noi stessi del nostro operato,si ha un' indipendenza massima. La prospettiva di dormire fino a tardi ed organizzarsi il lavoro con i vari impegni/ vita sentimentale ecc autonomamente è molto allettante per ogni persona. Il pro del poker può si lavorare da casa, ma ha pure l 'opportunità di viaggiare per giocare eventi live, vedere posti nuovi,fare nuove conoscenze. 
 
Questi sono i lati positivi della carriera da pro, ma passiamo a vedere i lati negativi della medaglia.
Chi intraprende questo lavoro solo ed esclusivamente per il lato finanziario, rischierà sicuramente di incappare in una sorta di noia, innescando una reazione a catena micidiale.
Il professionista del poker è sottoposto ad uno stress elevatissimo, se perde l'entusiasmo rischia di giocare in tilt,ovviamente il PPP dovrebbe avere un mindset di acciaio, ma se si cade nel baratro della monotonia e si perde l'entusiasmo di giocare può risultare difficile tornare a fare risultati costanti e soddisfacenti per qualunque giocatore al mondo.
 
La persona che vuole fare il pro deve avere a disposione un capitare veramente importante, e cosi come un giocatore di borsa,deve essere cosciente di eventuali down che possono durare per moltissimo tempo.
Il pro poi,non può contare su entrare mensili regolari e costanti,anzi per qualche mese potrebbe pure lavorare in perdita. La rakeback costituisce un enorme cuscinetto per qualunque pro, ma il fatto di non avere mai la sicurezza di entrare sicure e costanti potrebbe influenzare molto la nostro scelta di fare il pro.
Il pro non riceve contributi,pensione,assistenza liquidazione o simili,dovrà provvedere autonomamente a tutelarsi per il futuro tramite mezzi propri.
 
Il professionista del tavolo verde al giorno d'oggi ha una scarsa considerazione sociale. Ovviamente questo non tocca minimamente chi conosce questo mondo e le sue regole, ma la disinformazione e la "guerra" mediatica (grazie Iene e Barbara D'Urso) contribuiscono a creare un mito sulla figura del pro, visto come gambler o come un uomo poco raccomandabile. Resta il fatto che il pro serio non è minimamente toccato da tutto questo discorso.
Il bacino di utenza molto ristretto, pullulato da regular, l'impossibilità di attuare la table selection, i continui cambiamenti legislativi, il limite di buy in,l'assenza (per adesso) del cash game, potrebbero mettere un domani il professionista a trovarsi davanti a un bivio: cambiare residenza per potere giocare a livello professionistico in modo vantaggioso.
Il mondo del poker,come qualunque altro lavoro però,del resto, può darti moltissimo,ma può pure toglierti tanto. Bisogna sempre tenere la testa sulle spalle ed i piedi per terra,il mondo è pieno di ottimi giocatori, restiamo sempre critici, confrontiamoci, non sentiamoci mai arrivati, continuiamo lo studio e le analisi di gioco, nel poker come nella vita non si finisce mai di imparare; nessuno sa tutto. Non lasciamo che il nostro ego ci domini.
 
L'aver letto molti articoli sui  forum,avere fatto dei coaching, il sapere usare software per fare analisi di studio,i primi soldi che entrano a fine mese, potrebbero darci l'illusione di essere imbattibili ma la verità può pure non essere questa. In giro è pieno di buoni giocatori vincenti, ma se vogliamo vivere di poker non dobbiamo essere buoni giocatori, dobbiamo essere i migliori, e non si diventa i migliori senza un talento di fondo.
In conclusione la prospettiva di essere dei vincenti potrebbe influenzare molti ad accantonare gli studi, oppure a voler prendersi una "pausa" dal lavoro attuale per provare a  fare del poker il nostro lavoro, ma secondo me dopo avere analizzato i pro ed i contro, la scelta è più delicata di quello che sembra, voi che ne pensate?
GL  ALL
 
Per inserire un commento, devi fare il login o registrarti.
Inizia
Sei nuovo? Leggi i nostri contenuti per iniziare la tua formazione di Poker.
Già registrato? Fai il Login qui
javascriptNotEnabled
Apprendi Dalle strategie di base a quelle avanzate
Pratica Migliora le tue conoscenze con i nostri allenatori
Vinci Diventa un giocatore vincente
/INIZIA A GIOCARE ORA/
The League Benvenuto a 'The League', la più grande e appassionante lega di Poker ...
€3,000 in palio ogni mese
Altro
/Guarda/
Rilassatevi e godetevi i video del corso