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Una gatta in un tavolo di lupi.

Molti di voi seguiranno con grande interesse i tavoli di high-stakes cash game che vanno in onda in tv o in web… Vedere giocatori del calibro di Phil Ivey, Beltrand "Elky" Gosspelier, o anche i nostri Dario Minieri, Sergio Castelluccio, Andrea Dato fare delle giocate spettacolari e imprevedibili, è emozionante anche da casa.
 

Spesso guardandoli, mi sono immaginata a quel tavolo, a giocarmi uno stake di 10mila o 100mila euro: mi domandavo come avrei reagito alla pressione del live, delle telecamere, delle luci, dell'abilità degli avversari, e della quantità di soldi in gioco.
 
Ebbene a Campione ho avuto la mia prima esperienza di cash game high stakes televisivo. Finalmente sono arrivata ad un punto della mia carriera in cui mi sentivo pronta a giocare con loro… Eppure, quando sono arrivata lì ed ho avuto la lista dei partecipanti miei avversari, sono sbiancata! Dario Sammartino, Riccardo D'Errico, Umberto Vitagliano, Francesco Favia, Claudio Rinaldi, Cristiano Guerra, il Loose Cannon ed io.
Diciamocela tutta: mi sentivo un po' una gattina smarrita seduta ad un banchetto di lupi!

Quando sei ad un tavolo del genere, per la prima volta, tutte le intenzioni che avevi di fare un gioco spettacolare, di divertirti e divertire, passano in secondo piano. L'istinto di sopravvivenza si fa forte e tendi a chiuderti, volendo fare solo un gioco solido per non mettersi nei guai e per non sfigurare.
 
Dopo le prime mani però cominci a rilassarti, cominci ad aprirti un po' di più, e cominci finalmente a giocare. Ho cominciato a tribettare abbastanza light, a fourbettare in guerra di bui con mano speculativa e/o blockers, ecc. Tuttavia bisogna tener conto di due fattori importanti: innanzitutto la stanchezza fisica, perché star seduti lì dieci ore consecutive è davvero stancante; poi la distribuzione delle carte, perché in tutta la giornata si sono giocate solo 160 mani, per cui è assolutamente possibile non vedere carte per un bel po' di tempo.
 
Un'altra cosa che ho notato è che anche i pro commettono errori sotto quello stress: Favia, Sammartino, io stessa abbiamo sbagliato delle mani, e ripensandoci anche solo 5 minuti più tardi capisci che avresti ottenuto più valore in altri modi. Per esempio, c'è stata una mano in cui Sammartino apre dal bottone, io tribetto JJ dal piccolo buio e lui chiama. Il flop è stato: J 7 6; io cbetto e lui chiama. Il turn è un 2 che apre un flush draw, io ho puntanto ancora, sia per protection che per ingrandire il piatto, e lui ha foldato. Ebbene, ripensandoci più tardi, ho capito di aver commesso un errore, perchè contro un giocatore aggressivo come Dario, avrei dovuto checkare al turn, per far puntare lui e valorizzare di più la mia mano… Ma quando sei lì nel vivo dell'azione, certe cose ti sfuggono di mente… e l'unica cosa a cui dai retta è il tuo cuore che batte forte. Eh sì, devo proprio imparare a controllare il battito del mio cuore quando gioco live!
 
Comunque, per quanto stancante, per quanto difficile, è stata un'esperienza bellissima. Ho anche vinto qualcosa, anche se la vincita avrebbe potuto essere più alta. La cosa più importante però non è la vincita, ma l'esperienza! Almeno la prossima volta, che spero sarà presto, mi sentirò più preparata e un po' meno impacciata!  : )

Fonte: SportMediaset
 
 
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