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Trasformare una made hand in bluff (pt 1)


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Prima di iniziare a parlare dell'argomento dell'articolo, parliamo di qualcuna delle leak più grosse che può avere un giocatore di microstakes.
Una prima leak, che hanno in tantissimi, è: 
 
Il giocatore medio di microstakes chiama troppo, quando invece dovrebbe foldare
Questa prima affermazione porta con se un corollario: 
 
I giocatori di microlimiti non value-bettano abbastanza, o almeno non fanno abbastanza thin value bet
Altre due leak, correlate a quelle di sopra – e sempre molto frequenti ai microlimiti – sono: 
 
Sottovalutare il valore di showdown
 
Bluffare un avversario sconosciuto

Abbiamo fatto questa introduzione perché ricordare queste cose è molto importante, per ciò di cui andremo a parlare.
Cosa è una "made hand"? Una made hand è una qualsiasi mano che, grazie all'aiuto del board, batte un X-high – dove X è solitamente un A, ma può variare in base al tipo di avversario.
Ma quindi, se le leak più grosse dei microlimiti sono:
1- Non value-bettare abbastanza
2- Sottovalutare il valore di showdown
3- Bluffare troppo contro gli avversari sbagliati
perché dovremmo parlare di un altro tipo di bluff?
Ottima domanda. Migliorando nella lettura delle mani e nel capire gli avversari, ci saranno occasioni in cui potremo fare soldi con questo tipo di bluff. Quindi, conoscendolo, potremo iniziare ad identificare le situazioni dove potrebbe essere profittevole farlo, eventualmente inserirlo nel nostro arsenale e, magari, aumentare la nostra win rate.
Ecco i requisiti minimi per implementare questo bluff: 
 
Conoscere l'avversario 
 
Conoscere la propria immagine 
 
Sapere qual è la parte del range avversario che vogliamo far foldare
 
 
Conoscere l'avversario
Come detto sopra, dobbiamo evitare di bluffare contro l'avversario sbagliato. Quando bluffiamo, stiamo rappresentando un range, e dobbiamo essere sicuri sia che l'avversario capisca cosa significa la nostra linea, sia che abbia il tasto FOLD installato nel software, e che sia in grado di premerlo.
Una buona nota da scrivere sugli avversari è "sa foldare un grosso piatto al flop/turn/river". Se abbiamo una nota tipo "fish", "donk", "calling station", "Patrick Antonius"...Evitiamo di bluffarli. 
 
Conoscere la propria immagine
Se abbiamo un'immagine aggressiva, probabilmente bluffare una made hand non è un'ottima idea. 
 
Cosa stiamo provando a far foldare?
Pensiamo a cosa stiamo rappresentando, a cosa sta rappresentando l'avversario e con cosa è disposto a continuare. Se puntiamo a far foldare una mano migliore della nostra, ma pensiamo che ci sia una quantità elevata di combo nel range dell'avversario, dalle quali potremmo prendere valore, allora vogliamo massimizzare le nostre vincite puntando.
Adesso, il motivo per cui bluffiamo è per far lasciare l'equity nel pot al nostro avversario.
Ci saranno volte in cui faremo questi bluff e la nostra mano sarà migliore (o uguale) a quella dell'avversario, altre che ci battono. O ancora, altre che al momento sono avanti ma che potrebbero passare in svantaggio con molte carte.
Nella prossima parte dell'articolo verranno riportati due esempi, per capire meglio di cosa stiamo parlando.
 
Tratto dal forum twoplustwo
 
Tradotto da Marcellus88

 
 
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