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Strategia 5 Card Draw

Ed ecco infine una delle varianti più amate, il classico poker a 5 carte.

 

5 Card Draw - Cenni storici

Ancor prima di entrare nello specifico sulle strategie di gioco un po di cenni storici...
 
Gli studiosi fanno risalire la nascita del poker in due diversi paesi ed epoche:
Alcuni nell'antica Persia con il nome di As-Nas: quattro giocatori prendevano parte alla partite utilizzando un mazzo di venticinque carte e si sfidavano a chi avesse la combinazione più forte che poteva essere la coppia, il tris o il colore.
Altri invece in Francia dove era in voga era il Poque (dal francese "pocher" bluffare ingannare) dove i giocatori utilizzavano un mazzo francese di venti carte composto dai 10, J, Q, K e A. Anche in questo antico gioco si notano come le somiglianze con il moderno poker sono numerose e ciò lascia pensare che questa sia la versione che più abbia influito a sviluppare l'attuale poker.
 
Ma fu nel 1873 in America (in Louisiana e a New Orleans) grazie al generale Robert C. Schenck, che questo gioco cambiato il nome da "poque" in "poker" conobbe la popolarità, trovando anche il favore della nobiltà inglese che ne consentì lo sviluppò in Europa e quindi nel resto del Mondo.
Si iniziò a utilizzare un mazzo da 52 carte e furono inserite tra le combinazione vincenti la scala e il colore. Successivamente la necessità di avere più possibilità di rimanere nel piatto spinse il poker ad una svolta e così venne introdotta la regola dove dopo che le prime 5 carte sono state distribuite e il primo giro di puntate viene effettuato, ogni giocatore ha la possibilità di cambiare da 1 a 4 carte della propria mano con quelle rimanenti nel mazzo, con un ulteriore giro di puntate.
Da li l'odierno 5 Card Draw, da cui presero forma tutte le altre varianti.

Scopo e regole del gioco

Lo scopo del 5 card draw (che rimane ancora oggi la variante del poker più popolare e spesso è la specialità scelta da molti giocatori per fare i loro primi passi al gioco) è quello di comporre la mano migliore con le cinque carte a disposizione, e dopo la distribuzione delle prime cinque il giocatore può scegliere di non cambiarne alcuna o di cambiarne da una a cinque. Esistono diverse varianti del gioco, che si differiscono per numero di giocatori, di carte utilizzate, dei giri di puntate, graduatoria delle combinazioni o l'esclusione di alcune di esse.
 
La variante utilizzata da Pokerstars.it e che quindi prenderemo qui in esame è quella giocata con un mazzo da 52 carte, da 6 giocatori per tavolo, con "Ante" (puntate di invito che mettono ad ogni mano tutti i giocatori) e "Blind" (Bui: il giocatore a sinistra del mazziere "D" mette il piccolo buio "SB" e il giocatore seguente il grande buio "BB", rispettivamente pari a 2 e 4 volte gli "Ante")
In ciascuna mano ai giocatori vengono servite cinque carte.
Il primo giocatore a parlare, colui che è seduto alla sinistra del BB, ha la possibilità di passare, vedere o rilanciare, il gioco procede in senso orario fino a quando tutti i giocatori attorno al tavolo non hanno fatto la propria mossa.
Una volta terminato questo primo giro di puntate, viene effettuato il cambio delle carte, ciascun giocatore sceglie le carte che vuole scartare (da 1 a 5 o altrimenti può dichiararsi servito); come per il giro di puntate, anche il cambio delle carte procede in senso orario attorno al tavolo.
Dopo che i partecipanti alla mano hanno effettuato le operazioni di cambio carte, si svolge un secondo giro di puntate a partire dal primo giocatore, ancora in gioco, alla sinistra del bottone.
Una volta concluso il secondo giro di puntate, vi sono due modi per stabilire il vincitore del piatto: o il vincitore è l'unico giocatore rimasto dopo che tutti hanno passato; oppure è il giocatore con la combinazione migliore; in caso di perfetta parità nel punto vincente il piatto viene diviso.

 
Riepilogo graduatoria combinazioni vincenti con relative probabilità di riceverle alla prima mano:
- Scala reale massima: 1/649740=0,000015% (in caso di parità si divide)
- Scala reale: 1/72193=0,000138% (in caso di parità vale la carta più alta)
- Poker: 1/4165=0,024%
- Full: 1/695=0,14%
- Colore: 1/509=0,19% (in caso di parità vale la carta più alta)
- Scala: 1/256=0,39% (in caso di parità si guarda la carta più alta)
- Tris: 1/48 =2,08%
- Doppia coppia: 1/21= 4,76% (in caso di parità vale la quinta carta)
- Coppia: 1/2,5 = 40% (in caso di parità vale la carta più alta delle rimanenti)
- Carta alta

Stili e tipologie di giocatore

Pur se come si evince dalle regole il 5 card draw è semplice da imparare, esso è ben complesso da padroneggiare, in quanto richiede non poca esperienza; giocare con tutte le carte coperte aumenta ancor più l'incertezza del gioco rispetto alle varianti a carte scoperte o comunitarie.
Vi sono molteplici modi di interpretare il gioco (cosi come in tutte le altre varianti) ma nessuno di essi può essere definito quello esatto; ciò che conta è il risultato che il nostro stile produce (ovvero l'esito di un elevato numero di partite e non quello di alcune singole mani), in quanto è soltanto tale risultato che ci dirà se abbiamo o meno una buona tecnica e quindi siamo vincenti.
Prima di esaminare gli stili e quindi le tipologie di giocatori, va detto che proprio perché si gioca con tutte le carte coperte, nel 5 Card Draw oltre all'aspetto tecnico incide molto l'aspetto psicologico, pertanto è ancora più importante studiare e capire la mentalità gli oppo (sembrerà strano ma pur senza il contatto diretto del live, anche on-line con il giusto spirito di osservazione si riesce a coglierne la psicologia), soprattutto per difendersi da avversari aggressivi e non cascare nelle trappole degli oppo passivi. Ulteriore vantaggio dato dalla conoscenza di questo fattore è il quantificare adeguatamente le puntate da effettuare nelle varie situazioni. Detto ciò è semplice comprendere che conoscere l'avversario è un importante vantaggio, però occorre supportare tale conoscenza variando il gioco poiché utilizzare meccanicamente lo stesso metodo ci rende prevedibili e alla lunga trasforma il nostro vantaggio in un punto di forza per gli avversari.

Esaminando le tipologie di gioco notiamo che così come nell'holdem e nelle altre varianti del poker anche nel 5 card draw vi è la seguente distinzione:
- Tight (chiuso) Weak (passivo) – giocatore molto attento al proprio stack partecipa poco al gioco, quasi sempre gioca in tavoli con pochi soldi e controlla sempre le sue fiches con la paura di vederle calare; è difficile vedergli fare un raise, gioca ottime carte, e ancor più difficilmente fa giocate in bluff; pertanto se punta, anche il minimo, aspettiamoci una buona mano.
- Tight (chiuso) Aggressive (aggressivo ) – giocatore attento alle proprie fiches, ma quando gioca preferisce prendere l'iniziativa; gioca quasi esclusivamente con carte buone, puntando e facendo raise aggressivamente in modo da forzare gli avversari a pagare caro se vogliono seguirlo; raramente farà giocate in bluff, pertanto se punta aspettiamoci una buona mano.
- Loose (aperto) Weak (passivo) giocatore che non ha il potere di decidere delle proprie fiches e segue il gioco altrui; è il peggior giocatore in generale, entra in gioco nella maggior parte delle mani chiamando su quasi tutte le puntate e solo raramente puntando o facendo raise; spesso quando ha poche fiches le perde tutte in preda al panico e al nervosismo; in generale questo tipo di giocatore è considerato un "pesce" ma è anche il più pericoloso, in quanto gioca quasi sempre e potenzialmente può avere in mano qualsiasi cosa; raramente fa giocate in bluff , spesso ha mani deboli ma può riservare sorprese.
- Loose (aperto) Aggressive (aggressivo) giocatore che non tiene molto conto delle proprie fiches ma, al contrario del precedente, partecipa sempre per essere al centro dell'attenzione e fa spesso raise con carte deboli e anche in bluff; se al tavolo ci troviamo dopo di lui, dobbiamo cercare di giocare solo se abbiamo una buona mano perché farà sicuramente raise; non dobbiamo tanto preoccuparci di quello che ha lui ma degli altri che vedono il suo raise, quasi sicuramente hanno delle buone carte da giocare; spesso accade che i loose – aggressive perdono tante fiches ma, se un tavolo è pieno di questi giocatori, il Poker si trasforma in una lotteria dove investire tante fiches è giustificato solo da una buona starting hand.

- Maniac (maniacale) le caratteristiche di questo giocatore sono molto tipiche e distintive quindi è facilmente riconoscibile; gioca in modo molto loose e si ritrova coinvolto in molti piatti; completamente all'opposto dei giocatori definiti calling station, gioca in maniera molto aggressiva e ha una netta propensione per puntate, rilanci e controrilanci; la maggior parte dei presunti maniac sono esclusivamente degli inesperti che giocano in questa maniera per la fretta di accumulare fiches convinti che ciò li porti ad una facile vittoria; questo stile di gioco presenta anche dei vantaggi, è pressoché impossibile associare un maniac ad un range di carte specifico, inoltre egli esercita sugli avversari una pressione tale da riuscire a conquistare numerosi piatti senza arrivare allo show down, e spesso giocando in bluff; questo tipo di giocatore spesso ha mani marginali ma occorre sempre prestare attenzione.

Approccio al gioco

Come già detto, nel 5 card draw vi sono diversi modi di interpretare il gioco, personalmente prediligo uno stile Tight Aggressive perché per mia esperienza ritengo sia quello che consenta di giocare in maniera più equilibrata ponderando ogni decisione ed allo stesso tempo ci fa guadagnare il rispetto del tavolo, il che è fondamentale soprattutto in quei frangenti in cui è necessario mostrare aggressività.
Prima di far notare il mio gioco cerco di inquadrare la tipologia degli oppo, poiché ritengo fondamentale conoscere le mentalità avversare, a maggior ragione se hanno caratteristiche Loose-Maniac; pertanto nelle mani iniziali difficilmente partecipo al piatto, per dedicarmi allo studio gli avversari soffermandomi soprattutto a valutare il rapporto punto-puntata e il cambio carte (se vi sono giocatori che vanno a rimorchio, che tendono a nascondere il tris, che dichiarano il servito anche con un punto non da servito, che giocano in bluff, ecc…), in quanto sono i fattori che aiutano maggiormente a comprendere il tipo di gioco espresso e quindi facilitano le nostre scelte.

Mani iniziali

Premesso che ciascun criterio riguardo la scelta delle mani iniziali è valido, personalmente non partecipo al piatto con un punto inferiore alla coppia di J, ma ciò varia in base al livello dei blind, al mio stack, alla tipologia degli oppo, ai rilanci e al numero di avversari che parleranno dopo di me.

Esaminando nello specifico le mani iniziali suddivido le scelte in tre diverse fasi in base al livello dei blind e allo stack, in quanto questi influiscono in maniera importante sullo sviluppo del gioco (non distinguo le scelte in base agli oppo poichè ritengo più vantaggioso imporre il proprio gioco magari adattandolo alle varie esigenze, rispetto al fare un tipo di gioco che snatura il proprio stile):
- Primi livelli di blind: come già detto nelle primissime mani ritengo più opportuno studiare gli oppo quindi difficilmente partecipo con un punto inferiore alla doppia. Successivamente per le coppie tengo conto innanzitutto della posizione in quanto evito di giocarle in piatti affollati o rilanciati, soltanto con la coppia di A partecipo da ogni posizione salvo che non vi siano rilanci superiori al x2; con le doppie fino alla Q partecipo da tutte le posizioni tranne se i rilanci superano 1/8 del mi stack; con in il resto delle doppie, senza mai rilanciare, partecipo da ogni posizione salvo che non vi siano rilanci superiori a ½ del mio stack; con tutti gli altri punti partecipo da ogni posizione limitandomi al call se vi sono dei rilanci o in caso contrario effettuando un x3.
- Fase intermedia: in questa fase sviluppo il gioco come in precedenza con la differenza che spingo un po di più le mani iniziali forti (dalla doppia al K in su), provando talvolta ad effettuare un piccolo rilancio anche con le coppie in quei piatti in cui partecipano in tanti, per studiare ancor meglio gli oppo ed eventualmente porre le basi per un bluff (capitolo di cui parleremo a parte in seguito); se invece in questa fase il mio stack è già limitato (10 BB<) propendo per un gioco chiuso che prevede il push or fold nella speranza di raddoppiare lo stack, quindi attendo i punti che partono dalla doppia.
- Fase pre bolla - finale: questa è la fase in cui oltre a continuare come fatto in precedenza, forte di quanto costruito al tavolo inizio a sfruttare il mio gioco mettendo ancora più pressione agli oppo deboli (sia psicologicamente che di stack, poichè a differenza di altre varianti la mano iniziale qui incide molto di più, in quanto è più probabile che pur migliorando il punto esso non consenta di superare quello avversario, quindi difficilmente verremo chiamati con mani deboli), rilanciando maggiormente i punti forti (doppie, tris, ecc) e provando a sfruttare la posizione per rubare i bui (ovviamente stack permettendo e partendo almeno da una coppia di J).

Tutto ciò perché l'obbiettivo non è la vincita di una singola mano ma riuscire a concludere il sit/torneo nella posizione più alta possibile e come detto, per tale scopo ritengo fondamentale conoscere gli oppo e imporre la propria immagine, così come è redditizio fare gli investimenti in quelle fasi dove l'eventuale vittoria della mano influirebbe in maniera sostanziosa sullo stack.

Il cambio delle carte

Per quanto sembrano ovvie le operazioni di cambio carte sono la fase più importante della mano, da li abbiamo sia la possibilità di leggere i avversari e costruire e/o si determinare il gioco che andremo a sviluppare nel giro conclusivo di puntate.
Se è scontato che con un punto servito non occorre cambiare alcuna carta, non è altrettanto ovvio che con una coppia cambieremo tre carte, con un tris due, ecc… poiché in base a molteplici fattori che valuteremo in seguito (stack, tipo di oppo, consistenza del piatto, punto iniziale, ecc), in questa fase possiamo costruire il punto che ci potrebbe offrire le maggiori garanzie di aggiudicarci il piatto, mascherare la reale forza del nostro punto, e dare seguito al bluff progettato nella puntata di apertura.
Diciamo innanzitutto che il punto che offre le maggiori garanzie di aggiudicarci il piatto non sempre sarà quello vincente e talvolta potrebbe riservarci delle batoste, però nel lungo periodo è quello che consente di trarre il maggior profitto dalle nostre vincite (volendo fare un esempio pratico: in una mano non rilanciata abbiamo tre oppo in gioco e JcJsAsQs8s in mano; ebbene la decisione dovrà essere guidata si dalla coppia, ma soprattutto dal fatto che non essendoci rilanci si presuppone non vi siano punti molto forti, pertanto è più profittevole provare il colore, poiché realizzandolo con un minimo investimento, le possibilità di portare a casa un profitto sono ben più elevate rispetto ad una eventuale doppia o tris; con tre oppo è più probabile che qualcuno superi la nostra doppia o tris, e ancora partendo dalla coppia o col rimorchio, le probabilità di realizzare un punto maggiore del colore sono bassissime)
Mascherare la reale forza del punto può essere determinante in più frangenti, ma soprattutto quando abbiamo degli oppo aggressivi, o con pochi avversari nel piatto (esempio: abbiamo un tris di A, i nostri oppo cambiano chi 3 carte chi 1, in questo caso è semplice comprendere come sia profittevole cambiare 1 carta e piuttosto che far ipotizzare il tris lasciar credere ad una doppia o un progetto; sicuramente diminuiscono le probabilità di migliorare il punto però in piatti poco rilanciati e non affollati spesso questa strategia fa la differenza).
Parlando del bluff invece, dico dar seguito perché imho credo che per aumentarne le possibilità di riuscita esso non vada improvvisato ma costruito nell'arco di tutta la mano, pertanto anche in questo caso è importante fare la giusta scelta durante il cambio carte (far pensare di partire da un tris, da una doppia o meglio ancora andare sul servito).
Ma altro fattore forse ancora più importante in questa fase è osservare i cambi degli oppo, perché ci consentono una migliore lettura della mano e quindi agevolano le nostre decisioni, ma soprattutto ci fanno conoscere le peculiarità dei nostri avversari (se tendono a rimorchiare, se inseguono dei progetti, ecc).
Pertanto prima di cambiare le carte ricordiamo che in questa fase scriviamo la nostra mano!

Giro conclusivo di puntate

Dopo chei partecipanti al piatto hanno cambiano le carte, si effettua l'ultimo giro di puntate per decretare il vincitore della mano. In questa fase è importante, talvolta fondamentale, la posizione al tavolo, essere tra gli ultimi a parlare avvantaggia nella scelta poichè consente di valutare ancor meglio la forza del punto rispetto alle chips da investire per partecipare allo shodown o per spingere in maniera tale da invitare gli oppo al fold.
Per un gioco oculato e quindi profittevole, prima ancora di effettuare la puntata o chiamare quelle avversarie, è basilare valutare quanto avvenuto nelle fasi di pre-cambio e cambio carte; i rischi maggiori si corrono quando si investono chips con una mano iniziale non troppo forte ed essa non migliora al cambio carte (coppie di A; doppie coppie deboli; tris dal 2 al 7, ecc). Magari a volte avremmo ugualmente il punto vincente ma personalmente sconsiglio con queste mani di effettuare una puntata o chiamare rilanci che impegnerebbero almeno 1/10 del nostro stack. Sopratutto se fuori posizione un ceck, se possibile, è la mossa ideale per valutare meglio successivamente la decisione in base all'importo richiesto per il call, agli oppo in gioco, e la lettura che abbiamo di essi (uscire da una mano che si avrebbe vinto offre sempre i suoi vantaggi, sopratutto nelle fasi iniziali, poichè ci consente la lettura del rapporto punto/bet dei nostri avvesrari e quindi di regolarci in futuro).
 
Volendo analizzare ancor meglio questa fase di gioco la possiamo suddividere in quattro diverse situazioni, in base al punto che abbiamo in mano:
1) Siamo Serviti: questa è la situazione ideale, un Punto Chiuso di mano è un grosso vantaggio che se ben sfruttato diventa molto profittevole. Intanto bisogna gestire la situazione gia nella puntata pre-cambio, seguendo la regola non scritta, più basso è il punto più alto sarà il rilancio (es1: con la scala minima è conveniente scoraggiare, con un bet pesante o con un raise altrettanto efficace, chi con un piccolo investimento entrerebbe in gioco per inseguire uno progetto che se realizzato batterebbe il nostro punto; es2: con un full è redditizio invititare con un raise leggero più oppo possibili, per poi spingere nel giro conclusivo di puntate; sopratutto con i blind bassi non ha alcun senso rilanciare in maniera tale da far foldare tutti), poi giunti a questo punto occorre valutare la propria posizione; in questo caso potrebbe risultare piu conveniente trovarsi fuori posizione, in quanto aprendo il gioco con un piccolo bet potremmo avvantaggiarci se i nostri oppo non credono al servito ed effettuano un rilancio che sempre valutando la forza del nostro punto andremo a raisare; trovandoci in posizione invece è sempre bene dar forza al proprio punto rilanciando eventuali bet, non l'aggressività va mostrata e non subita.
2) Abbiamo Chiuso il Punto: (per chiudere il punto si intende realizzare il Poker o gli altri punti che richiedono l'utilizzo di tutte e cinque le carte: Scala, Colore, Full): anche in questo caso andremo a sviluppuare un gioco simile al servito, però qui abbiamo un ulteriore vantaggio, ovvero gli oppo pur conoscendo il nostro cambio non sanno che abbiamo Chiuso il Punto, quindi sopratutto se fuori posizione mascherare la nostra forza con un ceck o un call potrebbe diventare un'arma devastante in caso di rilanci successivi, che andremo sempre a controrilanciare (ovviamente non con una scala minima).
3) Abbiamo un Punto Forte: (ovvero un tris superiore dal 10 in su): in questo caso occorre valutare l'evolversi della mano, in quanto pur forte un tris potrebbe sempre incontrare qualcosa di superiore, quindi si mostriamo aggressività ma prestando molta attenzione a quanto investiamo, personalmente in nessun caso preferisco controrilanciare, valutando anche l'opzione del fold se la lettura degli oppo mi lascia pensare che potrebbe non bastare il tris (nel fold di un tris anche di Assi, scaturito da attente valutazioni, per quanto difficile e poco credibile possa sembrare, saranno sempre maggiori le volte in cui si traggono vantaggi rispetto a quelle in cui si abbandona una mano vincente); in ogni caso questi, pur con attenzione, sono punti da difendere.
4) Abbiamo un Punto Debole: questa è la situazione in cui il ceck/fold spesso è l'opzione principale sopratutto se fuori posizione, poichè difficilmente gli oppo ci faranno arrivare allo showdown con pochi investimenti; prima di prendere una decisione però, sopratutto se in posizione e contro uno o al massimo due oppo, valutiamo il range dei nostri avversari, che magari con una mano piu debole della nostra vorrebbero farci uscire dal piatto (situazione tipica potrebbe essere quell'oppo che cambia una carta per inseguire un progetto e betta il minimo per farci pensare ad una doppia).
X) Capitolo a parte merita il bluff che come gia detto, onde evitare effetti deleteri sulla nostra partita, va pianificato nelle fasi precedenti e in questa concretizzato con attente valutazioni. Considerando che esso è un tipo particolare di gioco che richiede parecchi approfondimenti, rimando questo argomento ai prossimi capitoli.
 
In conclusione possimo riassumere che in questa fase conclusiva, due sono le peculiarità vincenti, mascherare la reale forza del punto e il riuscire a capire il momento in cui occore foldare anche una buona mano.
 
 Un ringraziamento speciale all'autore di questo corso Vito71it
Software Lobby

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