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Sopravvivere all'isola (di Leo Margets)


Ciao a tutti, sono tornata! Sono stata in una bolla, isolata dal resto del mondo per circa due mesi e mezzo. Sono felice di essere tornata.

Ho preso parte alla versione spagnola di Survivor. E' stata una bella esperienza, anche se diversa da quello che mi aspettavo. Pensavo sarebbe stato più "sopravvivenza" che "reality", invece è stato il contrario.



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Ci si concentrava molto sulle celebrità e sul gossip – infatti, molti partecipanti dello show erano persone molto conosciute o diventate famose per essere stati coinvolti in storie sensazionali in passato. Ma ci sono molte cose buone che sono comunque riuscita ad avere da questa esperienza.

Lo show era in diretta, con due puntate da 4 ore la notte più una puntata al giorno da 1 ora. C'erano anche molti altri programmi dedicati allo show durante il giorno, quindi il lavoro era molto. Durante la miglior giornata di audience abbiamo avuto 5 milioni di telespettatori, quindi si trattava di qualcosa di conosciuto e seguito in Spagna.

Sono arrivata con una mentalità aperta, senza nessun pregiudizio sulle altre persone. Ma ero anche preparata a subire dei pregiudizi in quanto giocatrice di poker, pensando che gli altri mi vedessero come una persona che avesse una strategia per qualsiasi cosa.

La verità è che essere una giocatrice di poker mi ha aiutato molto in diverse situazioni dello show, più di quanto mi aspettassi. So che molti di voi conoscono Survivor e seguono lo show. Proverò a condividere con voi alcuni modi in cui il poker mi è stato utile.

La prima skill che mi è servita è stata la capacità di adattamento. Da giocatrice di poker ho imparato che avere una strategia rigida spesso non è una buona idea. Come nel poker, durante lo show dovevo rispondere a ciò che gli altri dicevano e facevano. Avevo sentito parlare di alcune delle persone che erano lì, ma non avevo fatto ricerche per conoscerle meglio. Le ho conosciute soltanto sull'isola, e non ho lasciato che alcun preconcetto influenzasse il modo di rispondergli.

Nel poker, seduto ad un tavolo, potreste vedere un 20-enne biondo con occhiali da solee shorts che 3betta ogni mano, e potremo assumere che sia un maniac svedese. Ma potrebbe essere al suo primo torneo, e potrebbe aver avuto solo un rush di buone carte. Lo stesso è stato nello show per me, dove ho evitato di fare assunzioni riguardo i miei avversari o di tirare conclusioni senza avere alcuna prova che supportasse la mia idea.
Inoltre, nel poker si tende a sviluppare un proprio stile di gioco, e nello show ho scoperto presto che era meglio essere me stessa. Provare a fingere falsi sentimenti verso qualcuno era difficile, così la maggior parte delle volte tendevo ad evitare di farlo.

Nel poker puoi avere un tuo stile di gioco, ma quando iniziano a capire quello che stai facendo devi rispondere. Se sei tight e qualcuno inizia a bullarti, devi iniziare a contrattaccarlo, altrimenti sarà semplice giocare contro di te.
Eravamo su un'isola molto piccola. Ciò significa che, anche se in competizione tra noi, dovevamo trovare un modo di andare d'accordo per coesistere in un posto così piccolo. Non potevi nemmeno andare in bagno senza che gli altri lo sapessero. Di nuovo, pensiamo ad un tavolo di poker dove c'è seduto accanto a noi qualcuno che non ci fa sentire a nostro agio per qualsiasi motivo. Dobbiamo trovare il modo di affrontare questa persona, se vogliamo continuare a stare seduti.

Ad un certo punto il pubblico mi ha votato per andare su una piccola piattaforma di 9 metri quadrati dove c'era anche un ragazzo molto stravagante. Dovevo stare li per una settimana intera, con la possibilità di andarmene per 3 ore al giorno. C'era anche un cameraman, al quale però non era permesso guardarci. E' stata una situazione surreale.

Di nuovo, il poker mi ha aiutato. Ero paziente, che è una skill che ho imparato e sviluppato grazie al poker. Sono stata in grado di affrontare questa sfida costante, che somigliava molto ad un difficile HU.

Ho imparato molto da questo show. Sono diventata super-zen, ed ho imparato a valutare le cose davvero importanti, come le persone che amo. Non sono stata in contatto con loro per molto tempo, ma sono comunque riuscita a trarre energie positive dalle relazioni che ho con loro. Non per essere troppo mistica, ma si può trarre molta forza percependo il supporto degli altri, anche se non puoi parlare con loro direttamente.

Sono molto felice che lo show sia finito, ma sono anche felice di averci partecipato. Non è stato facile, ma penso che se non ci fossi andata me ne sarei pentita.

Di nuovo, come nel poker, ci sono spot dove hai una mano che vorresti foldare, ma le circostanze sono tali che ti portano a giocarla. Io non ho foldato questa mano, e ne sono felice.

 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
Tradotto da Marcellus88

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