Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un'intervista a Sergio Castelluccio dove "genio-ps" ci rivelava cosa sarebbe successo se fosse diventato un November Nine e una video intervista dove ci ha dato qualche consiglio per affrontare un torneo importante come il Main Event delle World Series Of Poker. Oggi vi proponiamo un altro pezzo. Sergio ci rivela qualche dettaglio sul suo "torneo della vita", dalla strategia al field, passando per un pronostico sul futuro campione del mondo.

 

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In un torneo lunghissimo e profondo come questo, tavolo dopo tavolo, che tipo di adattamenti e aggiustamenti fai rispetto agli avversari che trovi?
È solo una questione di abitudine, non cambia assolutamente nulla rispetto a un altro torneo, questo è semplicemente più lungo, profondo e complesso. Se vuoi giocare a determinati livelli è scontato che tu debba lavorare tantissimo sulla fase analitica, ovvero lo studio degli avversari, e la fase adattativa, cioè attuare contromisure una volta prese le misure sugli avversari.
In primis devi comprendere chi hai davanti... ti faccio un esempio: secondo me quello che realmente distingue un giocatore formidabile da un buon giocatore è il TIMING, cioé la consapevolezza perfetta di ciò che si sta facendo e del perché lo si fa in quel preciso momento. Bene, 50 - 40 left, ma anche 20 left, c'era ancora qualcuno che spesso non aveva idea di ciò che stava facendo, lo stesso Carlos Mortensen in alcuni tratti mi ha lasciato perplesso perché davvero faceva "mosse" a caso.




Come hai trovato il field di questo Main Event? Sembra si vedano sempre meno spesso gli amatori in questo torneo...
In realtà si vedono sempre meno amatori ai piani al day5 o al day6. La struttura è talmente bella, che è molto facile che prima o poi l'amatore soccomba. E quando sei 200 left il field è davvero spaventoso.
Per dire, a un certo punto è arrivato Jonathan "iftarii" Jaffe al tavolo e nessuno c'ha capito più niente. Davvero di un altro livello (Jaffe uscirà poi 42°), da sgranare gli occhi ogni colpo.


Probabilmente tu in Italia, sei in assoluto il giocatore con più continuità nel circuito. Ok la varianza, ok che il campione dei tornei live giocati non è mai sufficiente, ma quali sono gli spot in cui pensi di avere una edge che pochi possono vantare?
Ti dico due cose: i risultati dobbiamo ancora "aspettarli". È troppo presto per tirare somme, mi ci vorranno altri 5 anni di tornei giocati per ragionare e dare un giudizio complessivo.
In più nel gioco live sono seduto a un solo tavolo ed è lì, in quella precisa situazione, che posso davvero giocare al massimo delle mie facoltà di concentrazione, analisi, osservazione.
Anche quando getto le mie carte dopo un fold, rimango lì a seguire l'action proprio per non perdermi nessun dettaglio degli altri: questo ti dà la possibilità di ridurre un po' la varianza.
Ma non credere sia un atteggiamento solo live, io francamente anche online multitablo molto poco perché preferisco concentrarmi su mani precise giocate al massimo del "pensiero".


Su chi scommetteresti tra i November Nine?
Io dico l'Israeliano (Amir Lehavot, secondo nel chipcount, n.d.r.) che è solido e molto preparato, secondo me vince lui.
JC Tran è un ottimo giocatore ma non gli ho visto fare granché, per lui hanno parlato più che altro le carte!
Mc Laughlin è troppo loose, prima o poi sbatterà contro il muro.

E gli italiani a Vegas?
Direi che fino al Main Event è stata una totale Caporetto. Col Main ci siamo riscattati!

Programmi per la seconda metà del 2013?
Continuare a giocare IPT ed EPT. Soprattutto agli EPT quest'anno c'è sempre una partita cash che mi stimola moltissimo. Giocarla è davvero +EV, purtroppo la trovo solo agli European Poker Tour, ma di sicuro non me la faccio mancare!