Quando è stata l'ultima volta che avete chiuso un conto corrente bancario? Se non avete cambiato casa negli ultimi anni, scommetto che è passato un po' di tempo. Sono stato costretto a chiuderne uno qualche mese fa - e la cosa non ha niente a che vedere con il mio recente trasferimento da New York a Las Vegas.

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Tutto ha avuto inizio nei primi giorni del 2012. La mia banca, JP Morgan Chase, mi ha mandato una nota che recitava: "Il tuo conto è stato chiuso". Rimasi molto sorpreso, "Che diamine!", pensai quindi di recarmi presso la mia filiale. Ero cliente da ben sei o sette anni. O forse di più. Tutto andava bene e non c'erano mai stati problemi.

A loro piacevo molto, sapevano che ero un poker player con molte transazioni e bonifici correlati alla mia attività professionale. Il direttore della filiale era anche un mio fan.

Chiamai la mia banca per sapere cosa stava accadendo. La mia consulente personale mi disse: "In amministrazione non amano i conti correnti in cui vi sono troppe transazioni e accrediti internazionali. Sono profili ad alto rischio".

Ero sbalordito. Non ho mai ricevuto accrediti da soggetti sconosciuti. Sono io che invio denari ai casinò per i tornei e loro mi riaccreditano i premi conquistati. È tutto ben documentato. La mia consulente personale continuò: "La difenderemo, sostenendo che lei è un personaggio pubblico, non è uno spacciatore o qualcosa del genere". E poi aggiunse che probabilmente non avrebbe funzionato, ma che avrebbe fatto del suo meglio.

Lo fece e la cosa funzionò. Perfetto!

Tutto andò bene per sei o sette mesi. Poi, verso la fine dell'anno, ricevetti la stessa lettera ancora una volta. Ne fui disgustato, a dir la verità. Chiamai la banca, e la mia consulente personale rispose: "Wow. Adesso non sappiamo cos'altro fare".
Provò a difendere la mia posizione ancora una volta, ma la cose non andarono per il verso giusto. Gli amministratori mi hanno praticamente detto "Non vogliamo più i suoi soldi". È curioso il fatto che in realtà non avevo eseguito così tanti pagamenti. Solo un paio di bonifici al mese. Alcuni mesi anche di meno. La banca sa cosa faccio per vivere. Gliel'ho detto.

Un mio amico che lavora ai piani alto della JP Morgan Chase mi ha consigliato di rendere pubblico l'accaduto su Twitter, sfruttando l'hashtag #Chase, visto che l'istituto è molto attento alle cattive notizie. Decisi così di twittare. Tante persone mi hanno risposto. Jason Somerville ha avuto lo stesso trattamento. Anche altri hanno riscontrato gli stessi problemi.

Alla fine, però, i miei tweet non hanno cambiato nulla. Ho dovuto chiudere il mio account e aprirne uno nuovo presso Citibank. Gli ho subito spiegato che avrei ricevuto ed eseguito alcuni bonifici internazionali, e che quindi non ne fossero sorpresi. Vedremo come andranno le cose.

Se Citibank mi costringerà a chiudere il conto, potrei decidere di aprirne una mia di banca.


Eugene Katchalov membro del Team PokerStars Pro