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Romney 'sfida' Obama


Romney, Reuters
 

Il poker online USA vive un periodo di transizione delicato e privo di certezze. Il mercato americano è stato il traino di quello mondiale, almeno fino ad un anno e mezzo fa, e quindi anche in Europa si seguono con attenzione gli sviluppi tra i favorevoli e i contrari al gioco sul web.  Il "Black Friday" nell'aprile 2011 ha dato nuova linfa ai proibizionisti che alzano la voce in vista delle imminenti elezioni Presidenziali nonché del Congresso. La corsa alla Casa Bianca passa anche da risposte su questi temi. Si può giocare a poker online negli USA? 
 
Un argomento marginale rispetto a molti altri, come quello economico, fiscale o di sicurezza, su cui si gioca la partita tra l'attuale presidente, il democratico Barack Obama e il candidato repubblicano Mitt Romney. Marginale, ma rappresentativo di come lo Stato si pone nei confronti dei suoi cittadini. Per molti "l'American Dream" potrebbe presto tramontare, o forse lo ha già fatto.

Romney ha sostenuto in molti comizi che se sarà lui a guidare l'America, il gioco d'azzardo online sarà messo al bando a causa dei "costi sociali" correlati. Alla Convention di Tampa la posizione Repubblicana è stata intransigente: "Milioni di americani soffrono di un problema molto grave (...) Sosteniamo il divieto di gioco d'azzardo su internet (...) per proteggere le famiglie e i minori a rischio (...) contestando la recente apertura del Justice Department che ha consentito di rilasciare delle licenze per le scommesse sportive e il poker in versione telematica in alcuni Stati".

Lo scenario ventilato è chiaro: stop al poker online. Tra coloro che hanno ascoltato a malincuore queste parole c'è la Poker Players Alliance, una "nonprofit" di grande rilievo che tutela l'immagine del poker come gioco d'abilità più che di fortuna. La PPA ha spesso ammiccato ai repubblicani offrendo anche dei fondi nell'intento di favorire una linea legislativa permissiva, ma sembra proprio che non ci sia l'interesse reciproco e quindi le speranze dei giocatori USA tornano su Obama e sui Democratici. Il presidente in carica non si è mai sbilanciato troppo. L'opinione pubblica è molto sensibile su questo argomento e prendendo una posizione si rischia di perdere consensi. L'amministrazione Obama non ha mai preso decisioni strutturali in materia di gaming online durante il suo primo mandato e anche nel programma politico dei prossimo quadriennio non compare alcuna disciplina di questo settore.

Se il poker sia un gioco d'azzardo o d'abilità è il vero nocciolo della questione. Poche settimane fa, a fine agosto, il giudice federale Jack Weinstein ha sentenziato che le "Le skill sono prevalenti nel gioco del poker, questione fondamentale non è dimostrare se nel poker vi siano componenti aleatorie e skills, ma quale elemento sia predominante". Così l'imputato, presunto colpevole di gioco d'azzardo a New York, è stato assolto. In attesa che il DoJ (Dipartimento di Giustizia) proceda in appello, resta la soddisfazione per una posizione ritenuta giusta da tutti coloro che conoscono e amano questo gioco. Anche sul piano politico c'è qualche flebile speranza di apertura. A tenerle vive sono in particolare due senatori Harry Reid e Jon Kyl che hanno presentato una proposta di legge per regolamentare il poker sul web. Insomma, la partita è aperta, le prospettive per il players USA non sono molto rosee, ma le speranze non mancano.
 
 

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