Si è da poco conclusa l'ultima tappa della quarta stagione dell'Italian Poker Tour: un successo in termini di partecipanti, risultato ipotizzabile data la strategicità della data (la combo con l'EPT Grand Final attrae diversi professionisti stranieri), ma nient'affatto scontato visto la congiuntura economica che attanaglia il nostro Bel Paese da ormai diverso tempo.
 
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Per questa tappa mi ero organizzato prendendo i primi due giorni di ferie dell'anno, decidendo di staccare completamente la spina dalla "real life" lavorativa e - parzialmente - da quella familiare, fatte salve le conversazioni in skype che mi avrebbero comunque consentito di godere dei sorrisi della donna della mia vita e dei miei marmocchi!
 
Ho giocato diversi MTT: il main event, il side più "cicciotto", il torneo di PLO e un turbo serale. Andiamo al sodo: economicamente, per dirla con un eufemismo, il bilancio MTT non è stato dei migliori, con buona pace delle mie tasche e di quelle dei (pochi) quotisti! In compenso ci sono state tante situazioni di gioco e diverse conversazioni con alcuni grinder di successo (online e/o live) che mi hanno offerto spunti di riflessione interessanti, molto importanti per chi come me non ha sufficiente tempo da poter dedicare al coaching (da ricevere, ovviamente) e in generale all'autoanalisi di una serie di dettagli che è sempre utile osservare con più occhi.
 
Vi propongo due spot: una del main e una del side "cicciotto".
 
Partiamo dal main event, torneo nato sotto una cattiva stella visto che dopo poche mani ho floppato set di 7 su board e il mio avversario, che aveva solo , non ha faticato troppo a prendermi il 30% dello stack, complici un turn e un river pressoché ininfluenti. Il tavolo permetteva di giocare più mani del solito e le continue fluttuazioni del mio stack ne sono state testimonianza evidente. Al quarto livello (100-200/25) su un'apertura std di un giocatore utg (che non conoscevo ma che mi era parso sensato) e un flat (altrettanto std!) di Giannino da MP, ho deciso di chiamare con JTo da BTN. Su un pot di 1600, utg ha cbettato 850 su un flop KQ6r, Giannino ha fatto call e ho deciso di limitarmi a chiamare anche io. Al turn è cascato un bell'assone di cuori, che mi ha fatto chiudere scala nuts e di fronte al check dei miei avversari, ho puntato poco meno di metà piatto, forse perdendo value su questa strada, ma convinto di potermi far pagare una puntata grossa al river da un'eventuale doppia o da un set di OR. Così OR - dopo una pensata molto lunga - ha giocato, Giannino ha foldato e il river è stato un 6 nero. Dopo un'altra pensatona, OR ha deciso di fare check, io ho pensato a quanto puntare e ho ritenuto che (lasciandomi 11500 dietro) 6400 su un pot di 7500 circa fosse una size adeguata. Ahimè ho preso un check raise (fino a 13000) sul muso. Beh, a questo punto la mia scala è battuta praticamente sempre, visto che verosimilmente oppo aveva chiuso full o addirittura poker. Forse nemmeno una volta su 100 avrebbe check raisato al river con AK o qualsiasi altra doppia che io potessi battere in quel momento.
 
Bene, a quel punto, c'era da fare solo una cosa: ingoiare il rospo amaro di un nuts al turn bello come il gioco del Bayern Monaco, ma che al river si era trasformato in un qualcosa di paragonabile al rendimento delle difese Zemaniane.
 
Altro giorno, altro torneo, altro spot. Siamo al side event da 1k, cui han partecipato ben 162 anime, generando un primo premio da 51k, grazie anche a 19 gentili re-entries effettuati da qualche giocatore eliminato prematuramente dal torneo. Siamo al day 2, 35 left con 20 ITM, ho un tavolo bello, con solo un avversario (grinder online di cash game NLHE, ma capace anche in MTT) che mi copre in chip, poi un paio di stranieri insidiosi ma che hanno relativamente poco margine di manovra (grosso modo tra i 15 e i 20 BB). Alla mia destra un francese corpulento, loose ma abbastanza "a caso". La poca history dice 2-0 per noi: prima un 3bettato, dove lui raise-calla da CO, ma folda alla cbet su flop ; poi un pot in cui flatto da btn il suo raise preflop e, dopo un doppio check al flop, check-calla turn e river, su board   e mucka alla vista del mio KTo. Insomma, ero abbastanza "in confidence" nel giocare il board con lui e forse per questo, quando ha aperto 5200 da CO a T2400, ho deciso di far solo call con ATo (stack suo poco meno di 50k, stack mio attorno alle 85k chips). Dentro di me la ragionevole certezza che questa volta avrebbe cbettato qualsiasi flop, visto che prima - non facendolo - ci aveva rimesso un bel po'. E infatti su flop 876r snap-punta 7500, lasciandosi dietro 35k circa. Probabilmente non ci sono troppi margini per floatare, ma ho deciso di chiamare sia per la sua fase di semitilt (dovuta anche ad altri scoppi subiti) che per un mio "contenuto delirio di onnipotenza". Turn (seconda quadri). Il transalpino ci pensa meno di 30 secondi e annuncia l'all in per 36k su un pot di circa 30k. Io mi son preso i miei 2-3 minuti per pensare e alla fine ho deciso di fare call, includendo nel suo range, oltre alle mani che mi battevano in quel momento, anche un'ampia gamma di combinazioni che QUEL giocatore, in QUEL momento, avrebbe a mio avviso giocato in QUEL modo. Ha girato 8-7 e ha fatto full al river con un altro 8.
 
Bene, ritengo che il fold nel colpo del main event fosse sofferto, duro da digerire, ma dovuto. Quello del side event, invece, era un colpo in cui diversi elementi (anche al di là di considerazioni meramente tecniche) potevano giustificare il call, ma probabilmente - da un punto di vista strategico - sarebbe stato più corretto lasciare quel pot al francesone, tenermi 75k di stack e gestire al meglio le occasioni che con ogni probabilità avrei avuto nel prosieguo del torneo, avendo posizione su quel tipo di giocatore.
 
Tutta esperienza ... Forse alla prossima occasione ci penserò un po' di più ... ma temo che alla fine metterò lo stesso !