Sin dalla metà dello scorso anno il mio gioco ai tavoli Pot Limit Omaha è stato piuttosto frustrante. Ciò mi ha spinto a rileggere da un altro punto di vista l'Omaha e il poker in generale. Una prospettiva completamente inedita

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Ho ripensato alla mia carriera. Tutto è iniziato giocando a limit hold'em, sono poi passato al no-limit hold'em nel 2007, prima di giungere all'Omaha nel 2010. Quando sei concentrato su una certa specialità per un lungo periodo tendi a dimenticare un po' le altre. Il cambiamento è una parte integrante nella vita di ogni player. Se ti allontani per tre mesi e poi torni al tavolo da gioco, ti accorgi che i player giocano in modo leggermente diverso e i range sono in parte cambiati. Sono sicuro che anch'io potrei provare una sensazione del genere se adesso mi mettessi alla prova con il 6-max NLHE, malgrado questo sia stato il mio gioco preferito per molti anni.

Se iniziassi a impegnarmi nel 6-max NLHE, dovrei riconsiderare il mio modo di giocare, ma lo farei sfruttando tutte le nuove conoscenze che ho appreso dagli altri giochi.
Nell'Omaha, per esempio, è data molta enfasi alle backdoor draw, mentre nell'hold'em questo è un aspetto molto spesso trascurato, sebbene contribuisca a determinare l'equity del giocatore. Saper cogliere l'opportunità di una backdoor draw può fare la differenza, anche se ovviamente non in ogni circostanza è un aspetto decisivo.

Queste riflessioni sono nate dopo una pausa che mi sono preso dal PLO. Di solito non mi concedo mai delle pause, anche nei momenti più difficili tendo a riprendermi mettendomi in gioco. Ma quella volta non ci sono riuscito. Non è stato per la perdita economica, ma per come sono andate le cose, perdendo molti flip e 60-40s. Ovviamente stavo giocando molto male, e il mio risultato è stato il frutto della varianza e di cattive giocate.

A un certo punto mi sono chiesto: "perché sto facendo tutto questo?". PLO è un gioco brutale. Mi sono detto: "Hey, perché non inizi a giocare qualcosa di meno imprevedibile?". Così ho pensato di affrontare di nuovo l'hold'em. E giocando esclusivamente hold'em per 3 o 4 giorni, ponendomi delle restrizioni economiche, ho riconquistato il mio approccio al gioco. Ciò mi ha concesso di rileggere l'Omaha da un altro punto di vista, convincendomi di adottare la stessa strategia del poker texano e di tornare a giocare. Non solo. Ho potuto riflettere anche sugli elementi che possono essere applicati da un gioco all'altro, e viceversa.

È positivo, ogni tanto, fare un passo indietro e riconsiderare il proprio gioco. Questo permette di migliorarti. Non importa poi se si tratta della tua specialità di poker preferita. Anche giocare a sasso-carta-forbice può fornirti lo spunto per ritrovare la vittoria.


Raymond Wu è membro del Team PokerStars Pro