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Puntare al turn vs puntare al river (parte 2)

Clicca qui per la prima parte dell'articolo

Dopo aver visto cosa è meglio fare in bluff, cerchiamo di capire se con una mano di medio valore sia più profittevole puntare al turn o al river. Ovviamente, al contrario del bluff, vogliamo che per l'avversario risulti semplice chiamare la nostra puntata. Ovvero, deve poterlo fare con mani più deboli della nostra. Per i motivi spiegati nella prima parte dell'articolo è dunque preferibile checkare al turn e puntare al river. In questo modo perdiamo l'opportunità di poter estrarre valore su più strade; ma è vero che, con mani del genere, ingrandire troppo il piatto non è esattamente ciò che vogliamo. Un'importante considerazione, tuttavia, è che raramente riceveremo un check-raise in bluff al river, dopo aver checkato il turn. Dico "raramente" perché un buon reg, su un board dry, potrebbe decidere di inventare una mossa del genere. Le poche volte che ciò accadrà sarà per noi un vantaggio, perché è più semplice e meno costoso chiamare il check/raise dell'avversario al river piuttosto che al turn, in quanto non dovremo preoccuparci di ulteriori street successive. Quindi, anche nell'ipotesi che dovessimo subire un check-raise, preferiamo subirlo al river.
 
Queste considerazioni vanno però applicate in base ai diversi tipi di avversario. Come regola generale, vale quanto detto finora – è meglio bluffare al turn e thin valuebettare al river –, ma dobbiamo basare la nostra scelta anche in base alla facilità di call dell'avversario. Su questi board privi di draw dobbiamo esaminare un altro tipo di mano: in nuts – dove per nuts non intendiamo il miglior punteggio in assoluto, ma quelle mani che siamo felici di puntare per tre strade, assumendo che il nostro avversario checki prima di noi. Non si tratta quindi di quelle mani con le quali vogliamo giocarci tutto il nostro stack, e quindi un eventuale check-raise al turn potrebbe farci rivalutare la nostra azione. Dovrebbe essere ovvio che preferiamo puntare il nuts al turn nonostante le considerazioni precedenti, perché non facendolo perdiamo troppo valore, ed il valore perso in questo modo non viene compensato da un check al turn per estrarre valore al river. Quindi il nuts, come il bluff, va puntato anche al turn.


Considerando le precedenti assunzioni, possiamo affermare che è preferibile puntare al turn con nuts e bluff, e puntare al river con mani di medio valore. Il problema è che, ovviamente, un avversario che studia ed osserva riuscirà ad adattarsi a questa nostra strategia. Allora, come possiamo bilanciare in modo da essere quanto meno exploitabili possibile? Se non bilanciamo, è una strategia exploit abile, e fino a che punto lo è? Esamineremo il checkare dietro il nuts al turn più avanti, anche perché non è una mossa che faremo molto spesso se non vogliamo perdere troppo valore. Per quanto riguarda il bilanciamento del range vorrei prima parlare bel bluffare più spesso al river anziché al turn – senza nemmeno tenere in considerazione l'ipotesi di 3barellare – e/o puntare mani di medio valore al turn per poi checkarle dietro al river.
 
In poche parole, durante il prossimo articolo, parleremo di come mixare in maniera ottimale i nostri bluff e le nostre mani di medio valore.
 
Tratto dal forum twoplustwo
Tradotto da Marcellus88
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