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Pot-Limit Omaha: il gioco al turn (2° parte)

 

Nell'ultimo articolo abbiamo trattato i casi nei quali al turn o si sono migliorate le nostre made hand o si sono realizzati i nostri progetti. Ora vogliamo parlare delle situazioni in cui la carta uscita al turn non è stata ottimale per noi. Inoltre v'illustreremo altri aspetti sul gioco al turn.

Il turn ha svalutato la mia mano?

Al flop avevamo una made hand o addirittura il nuts, il turn però dà la possibilità di un progetto che potrebbe battere la nostra mano, bisogna dunque riflettere bene su se e come continuare a giocare la nostra mano. È ovvio che possiamo ancora essere in vantaggio, tuttavia vi è la possibilità di essere drawing dead (nessuna carta può più aiutarci a vincere). In questi casi, come sempre, sono molto importanti le informazioni sui nostri avversari accumulate finora, e come essi si comporteranno al turn. Andiamo a vedere tutte le possibilità.

Set vs. flush o straight

Al flop avevamo il top set, al turn scende tuttavia una terza carta o di un colore o che consente una scala. Per capire se e come continuare a giocare la nostra mano, bisogna prendere in cosiderazione sia la posizione sia l'aggressione dell'avversario. Se siamo out of position rispetto all'avversario e facciamo check, gli lasciamo una grande occasione per attuare un bluff. Non esiste quasi nessun avversario che dopo un check, si lasci scappare, in una situazione del genere, l'occasione per puntare, e noi poi saremmo costretti a prendere una decisione difficile. Il nostro modo di giocare dovrebbe dipendere solo dall'avversario. Invece di chiamare la sua puntata potremmo puntare noi stessi, e portare così la fold equity dalla nostra parte. Almeno sappiamo, dopo un raise dell'avversario, in quale posizione ci troviamo. Specialmente se il flop rende possibile progetti di colore e/o di scala, potrebbe succedere che l'avversario che ha un progetto di scala, decida, per via del progetto di colore, di non investire più chips. Allora la nostra bet sarebbe addirittura "for value".

Se si ha  posizione sull'avversario, si dovrebbe considerare in primis che se si fa check e poi al river si chiama la pot bet dell'opponente, si ha investito la stessa quantità di chips di quando si punta una pot bet al turn e questa viene chiamata dall'avversario. Nel caso si puntasse e al river l'avversario facesse un check raise o rilanciasse,  ci troveremo di nuovo di fronte ad una decisione molto difficile. In questa situazione è meglio optare per la free card e sperare che esca uno dei dieci outs. In caso negativo si ha sempre un certo showdown-value e si può, a seconda dell'avversario e del board, fare anche call al river. Se il turn concedesse una scala, e il river rendesse possibile un colore, si potrebbe sfruttare questa occasione per bluffare. Comunque parleremo di questo nell'articolo "il gioco al river".

  • Esempio 1:

Sediamo all'UTG con UTG e rilanciamo, ciononostante riceviamo quattro caller, e il piatto sale così a 18 BB. Al flop scende , cosicché leghiamo il top set, e dopo il check del big blind puntiamo nuovamente. Se ci fossero altri tre call, questo potrebbe significare che sono presenti dei progetti e delle made hand un po' più deboli.

Il piatto ormai ammonta a 90 BB, quando al turn scende la che potrebbe aver completato qualche progetto. Anche se ancora abbiamo il top set, è molto probabile che qualcuno dei nostri avversari abbia legato una scala o il colore.

Dopo che il big blind fa nuovamente check, abbiamo adesso le seguenti opzioni:

  • possiamo continuare la nostra aggressione, cioè fare una value-bet, se abbiamo ancora il miglior punto (ad es. contro un set più piccolo o contro un progetto di scala che non si è ancora completato, nonostante la donna, come ad es. ). Tuttavia contro tre avversari la probabilità che siamo ancora in vantaggio è minima.
  • possiamo tentare di giocare un semi bluff aggressivo, per portare a far foldare ad es. una piccola scala o un piccolo flush, rappresentando un flush forte. Inoltre abbiamo la possibilità, in caso di uno o più call, di legare il poker (1 out) o il nut full (9 outs). Ovviamente la domanda è? Quante volte riusciamo a far passare gli avversari con mani migliori? Contro un solo avversario, la probabilità è relativamente alta se non ha il nut flush ed è abbastanza tight. Contro tre avversari la probabilità si riduce e con questo la nostra fold equity scende quasi allo zero, dato che non abbiamo nemmeno una carta alta di cuori ( o ) e un opponente che ad es. ha solo il con una scala, non crede sicuramente che noi puntiamo contro tre avversari senza il nut  flush. Questo ci rende vulnerabili per un resteal o un bluff al river.
  • possiamo optare per una block bet ad es. di 1/2 piatto. In questo caso avremmo, se riceviamo dei call, delle pot odds di 3:1, 4:1 o addirittura di  5:1, se chiamassero tutti gli avversari. La nostra mano migliorerebbe nel 23% dei casi, questo sarebbe un buon piano se gli avversari ci seguissero. Tuttavia è molto più probabile che minimo un avversario contro rilanci.
  • possiamo fare check e sperare che gli avversari facciano altrettanto. Una piccola puntata di un avversario (ad es. 1/2 piatto) sarebbe per noi un easy call. Se un avversario puntasse una pot bet, e minimo un'altro chiamasse, avremmo, per un call, delle pot odds di 3:1, appena un po' sotto delle nostre probabilità effettive. Tuttavia con un po' di implied odds il nostro call sarebbe lo stesso proficuo. Se però un giocatore puntasse e un altro rilanciasse, o se uno puntasse una pot bet senza altri call, dovremmo, volendo o non volendo, mollare la nostra mano, se non abbiamo a che fare con uno che bluffa continuamente.
Quello che in assoluto vogliamo evitare, è che dopo aver puntato un giocatore dopo di noi rilanci nuovamente. Poiché altrimenti saremmo committed con una probabilità di vincita del 23%. Non è proprio quello che desideriamo. Un check/call o check/fold in questa situazione sembrano le alternative più corrette.

Set vs. over set/overcard

Se al flop si aveva il top set, e ora al turn scende un'overcard che però non completa nessun progetto, in un primo momento non bisogna preoccuparsi di un set più grande, e continuare con la value bet o anche rilanciare se qualcun'altro avesse puntato. Il set, al turn, rimane favorito anche contro il progetto più forte.

Solo appena s'inasprisce la sequenza delle puntate (bet/raise/reraise), bisognerebbe riflettere nuovamente sul da farsi. Comunque bisogna sempre tener presente, che al turn i giocatori scarsi puntano spesso con mani deboli del tipo doppia coppia, con l'intento di far passare gli altri o perché pensano di essere veramente in vantaggio.

Se tuttavia sediamo di fronte ad un giocatore molto tight, dobbiamo anche prendere in considerazione che possiamo essere in svantaggio.

A questo punto il gioco deve essere impostato secondo l'avversario. Spesso c'imbattiamo solamente contro top pair o two pair a volte in combinazione con dei progetti di scala o colori. Da queste situazioni notiamo quanto possono essere preziose le informazioni raccolte sugli avversari.

  • Esempio 2:

Effettuiamo l'open raise dal cutoff con e riceviamo due call dai blinds. Nel piatto vi sono 10,5 BB e abbiamo posizione sui nostri avversari.

Al flop scende . Abbiamo il top set e puntiamo, dopo che i due hanno fatto check, una pot size bet. Ambedue i blinds fanno call e vediamo in tre il turn con il piatto che ammonta a 42 BB. Scende il .

I blinds fanno nuovamente check, e il jack non dovrebbe aver portato pericoli. Abbiamo ancora una mano molto forte (second nuts per il momento) e vogliamo proteggerla da eventuali progetti. Quindi puntiamo di nuovo il pot (42 BB). Tuttavia lo small blind  fa un check-raise di 166 BB. Il big blind folda, ora dobbiamo riflettere come siamo posizionati contro le possibili mani dell'avversario.

Primo: l'avversario potrebbe avere veramente il set di jack e quindi ci batterebbe. Più probabili sono progetti forti (progetto di colore in contemporanea progetto di scala) o un piccolo set.

Vi sono giocatori loose che attuano una tale mossa anche con un semplice flush draw e forse anche con una overpair. Tuttavia finché non abbiamo un particolare read (lettura) su quest'avversario, trascuriamo questi casi.

Andiamo a vedere le possibili mani e le rispettive probabilità di vincita:

  • Contro un giocatore che ha un progetto di scala con una mano come , avremmo una probabilità di vincita del 67,5%, quindi siamo fortemente favoriti e possiamo, senza pensarci troppo su, essere committed.
  • Contro un giocatore con progetto di colore e scala () siamo al flop avanti del 57,5%.
  • Contro un set di 2 o 6 siamo nettamente in vantaggio con più del 90% (ad es. contro con il 97,5%).
  • Solo contro un giocatore con una coppia di jack in mano siamo nettamente in svantaggio con il 2,5%.
Nell'Omaha è molto raro che qualcuno paghi al flop una pot bet con overpair di jack, se non ha un'ulteriore progetto o un'altra made hand. 

Le mani più plausibili sono progetti forti che l'avversario sfrutta con semi bluff, o set più piccoli con i quale l'avversario voleva attendere il turn per decidere se committarsi o meno.

Sotto queste condizioni dunque, non dovremmo aver paura e dovremmo difendere in maniera aggressiva il nostro second nuts, mandando la vasca. In caso che l'avversario abbia veramente pocket jack, dunque il nuts, allora saremmo stati semplicemente sfortunati. Un fold sarebbe plausibile solamente contro avversari estremamente tight e passivi.

Un call in questa situazione sarebbe poco adeguato, perché al river dovremmo poi prendere una decisione difficile se uscisse un'altra scare card (una carta di cuori  o per la scala) e il nostro avversario puntasse. In questo caso un set di sei ci potrebbe spingere a  foldare, quindi è molto più sensato essere committed al turn.   

 

Bottom full house vs. nut full house

Se al flop non si aveva il top set e la carta che scende al turn forma una coppia con la carta più alta e l'avversario diventa all'improvviso aggressivo, allora si è nella maggior parte dei casi in svantaggio. Se l'avversario avesse solo un trips (tris formato da due carte sul board e la  terza in mano), al river avrebbe in tutto 10 outs per il nuts (full più forte o poker). Questi dieci outs insieme alla possibilità di essere battuti, con l'aggiunta che ci rimane solo un out per il nostro poker, rendono questa mano non proficua.

  • Esempio 3:

Sediamo al cutoff  e abbiamo . Tutti passano, noi decidiamo di puntare e i due blinds fanno call. Al flop scende e floppiamo il middle set. Ambedue i blinds fanno check, noi puntiamo una pot bet per proteggere il nostro set. Lo small blind folda, però il big blind fa call.

Al turn esce il e un po' a sorpresa il big blind prende l'iniziativa e punta una pot size bet.

Qua giochiamo raramente contro un progetto. In una situazione del genere, normalmente l'avversario ha una made hand.  Quanto sia forte questa mano dipende anche da quanto è aggressivo l'avversario e da cosa pensa che abbiamo in mano. Se presume che abbiamo "solo" gli assi senza aver legato con nessuna carta sul board (forse in combinazione con un flush-draw), allora può aver deciso di agire anche con un solo .

Se il nostro avversario tuttavia è molto tight e piuttosto passivo, esiste un reale pericolo che siamo battuti, perché l'avversario può avere 99xx, 98xx o 94xx.

Se invece l'avversario ha solo il 9, questo nove fino al river ci può battere nel 25% dei casi (se scende il quarto 9 o un'altra delle sue hole card). Il nostro problema è, che naturalmente non sappiamo quale carta ci può battere al river, e questo ci rende ulteriormente vulnerabili per un bluff.

Siamo quindi costretti a decidere già al turn se vogliamo chiamare al turn  e al river.

Fare qua un rilancio sarebbe sensato solo se presumiamo che il nostro avversario sia aggressivo ed abbastanza scarso da puntare con una combinazione di progetti (scala + colore) o da fare una semplice donk bet con un 9. In questo caso dovremmo rilanciare per fargli pagare il più possibile il suo progetto.

Tuttavia sono proprio queste incertezze a rendere le decisioni difficili e costose.  

Presumibilmente fare call al turn e al river è la soluzione migliore, poiché contro mani come e   o contro i draw (incluso un solo 9) siamo ancora nettamente in vantaggio. Se l'avversario al river decidesse per un check, dovremmo pensarci su se fare check behind o puntare per value (contro un 9 solo).

Se si gioca con un deep stack si può passare la mano, anche correndo il rischio di passare la mano migliore. Da deep stack vogliamo essere committed solo quando abbiamo i nuts o i second nuts.

Scala vs. Colore

Se al flop si aveva la scala nut, e al turn esce una terza carta dello stesso colore, di solito non si hanno altri draw a disposizione e molto spesso si ha solo la seconda mano migliore. Specialmente quando si gioca contro più di un avversario.

Secondo la posizione e del tipo dell'avversario - qualcuno usa volentieri queste situazioni per un bluff - bisogna decidersi, se continuare a giocare la mano in modo più economico possibile o se si vuole semplicemente abbandonarla. Specialmente quando ci si trova contro molti avversari molto aggressivi, bisogna convincersi di essere in svantaggio e quindi foldare.

  • Esempio 4:

Sediamo al button con . Un giocatore in middle position rilancia a 3 BB, l'hijack fa call, facciamo call sia noi che il big blind. Il piatto è 12,5 BB e si gioca in cinque.

Il flop è con , quasi perfetto che al momento ci dà il nuts. Tutti fanno check e noi difendiamo con una pot bet la nostra mano. Il big blind chiama, colui che aveva rilanciato per primo folda e l'hijack fa call. Siamo in tre a vedere il turn con un piatto di 50 BB.

Al turn esce il . Questa carta è ovviamente pessima per noi. Il big blind punta il pot e l'hijack fa call. Poiché con grande probabilità siamo battuti e non abbiamo altri draw, dobbiamo mollare la mano. Troppo spesso c'imbattiamo in un flush e anche il call dell'hijack indica almeno un progetto (full ecc). Nonostante le buone pot odds, dobbiamo considerare che non dobbiamo chiamare una puntata solo al turn bensì con grande probabilità anche al river per raggiungere lo showdown.  Pagare adesso il piatto (50 BB) ed eventualmente un altra pot bet (200 BB) al river sarebbe troppo per la nostra mano.

Scala vs. board con coppia

Se al flop si aveva la nut straight e sul board appare una coppia, dobbiamo prendere la decisione se continuare a giocare, in base al numero e/o ai tipi d'avversari. Accade spesso che allo showdown ci scontriamo con un flush o full.

Nell'Omaha una scala non ha lo stesso valore che possiede nel Texas Hold'em. Questa è solo veramente forte, quando il board è rainbow e non vi sono coppie. Non è raro che al river esca la terza carta di un colore, e un giocatore che aveva solo un set o una two pair all'improvviso può vincere con un colore.

Anche qua bisogna essere contenti se si arriva allo showdown, tuttavia solamente quando si gioca contro avversari molto loose si dovrebbero investire ulteriori chips.

  • Esempio 5:

Ad un tavolo piuttosto loose abbiamo siamo seduti all'hijack e chiamiamo per terzi il raise. Dopo il call del big blind, il piatto ammonta a 15,5 BB e siamo in cinque a vedere il flop. Sul flop di abbiamo con la nostra scala il nuts attuale. Colui che aveva rilanciato punta nuovamente il piatto, ovviamente rilanciamo sia per proteggere la nostra mano sia per costringere il big blind ad abbandonare la mano. È abbastanza probabile, per via della sua posizione  e  del suo stile di gioco, che il nostro avversario con abbia legato il top set, oppure two pair o minimo un draw forte. Lui chiama il nostro reraise e adesso vi sono 139,5 BB nel piatto.

Al turn scende il che forma una coppia sul board, il nostro avversario sfrutta l'occasione e punta.

Anche se con difficoltà, dobbiamo passare a questo punto la mano.

Perché ci sono indizi evidenti che siamo in svantaggio e in questo caso non abbiamo progetti alternativi che ci possano aiutare. Anche se abbiamo informazioni dettagliate sul nostro avversario e sappiamo che potrebbe, con il call al flop (nonostante la nostra scala sia evidente), aver pianificato un bluff al turn di fronte ad una carta sfavorevole, un call in questo caso non è proficuo, poiché o siamo già drawing dead o saremo battuti al river. Il nostro avversario ha eventualmente un'ulteriore draw con con altre due carte di fiori. Qui dobbiamo foldare.  

Colore vs. coppia sul board

Il colore nut è più difficile da giocare della scala quando sul board appare una coppia. Spesso non riusciamo a foldare una mano del genere anche se sappiamo di essere in svantaggio. Non è raro osservare giocatori che con queste mani chiamano sempre, a volte rilanciando convinti di essere ancora in vantaggio.

In caso che si trovi al flop il nut flush, e dopo una bet, ci siano dei call, questo ci indica tre tipi di mani.

  • Un giocatore ha un set. In questo caso se il turn forma  una coppia sul board, avrebbe un full o addirittura un poker.
  • Ha doppia coppia (o anche tre coppie) ed è anche su un progetto di full. Se il turn forma una coppia sul board, con doppia coppia riceve un full nel 66 % dei casi, con tre coppie naturalmente ha un full al 100 %.
  • La terza ed ultima possibilità è che al flop aveva un flush e non crede che abbiamo il nut flush. Questo tipo di giocatori tuttavia purtroppo si trovano raramente.  Solo i giocatori più scarsi puntano o rilanciano con queste mani. Con flush piccoli si cerca normalmente di arrivare allo showdown il più economicamente possibile, e quando aumenta l'azione si abbandona la mano.

Se al flop eravamo in vantaggio con il flush nut, e abbiamo puntato minimo una pot bet o rilanciato, e si ricevono uno o più call, allora molto probabilmente siamo battuti se al turn  si accoppia il board. Per questo quando siamo in position possiamo usufruire del check behind o foldare. Quando si pensa di essere di fronte ad un avversario molto scarso possiamo fare check o call fino allo showdown. Però questo dipende fortemente dalla propria valutazione dell'avversario e dalle informazioni raccolte fino a quel momento.

  • Esempio 6:

Nell'ultima mano abbiamo perso un piatto e non abbiamo avuto il tempo di aggiungere delle chips al nostro stack. Così sediamo sul button con 100,50 BB, abbiamo ed eseguiamo l'open raise (3,5 BB). Ambedue i blinds fanno call e il piatto ammonta a 10,5 BB.

Il flop è fantastico con

Lo small blind fa check, però il big blind punta una pot bet, cosa che naturlamente ci fa piacere. Noi rilanciamo nuovamente per l'ammontare del piatto (42BB), lo small blind folda e il big blind decide per un call. Ora nel piatto vi sono 94,5BB e il nostro stack ammonta a 55 BB. Al turn scende il .

Il big blind prende subito l'iniziativa e ci mette subito all-in. Ora nel piatto vi sono 149,5 BB e noi dobbiamo mettere i restanti 55 BB per vedere il river e in seguito lo showdown. Riceviamo pot odds di 2,7 a 1 e dobbiamo vincere nel 27% dei casi per trarne profitto. Perché un nostro call sarebbe redditizio, dovremmo valutare se la probabilità che l'avversario attui un bluff  o che sia disposto a continuare a giocare aggressivo senza il nut flush sia più del 27 % dei casi. In più dovremmo aggiungere che normalmente dovremmo pagare anche una bet al river, cosa che fa aumentare le reverse implied odds, e quindi il nostro call sarebbe ancora più dubbio.

Nella maggior parte dei casi quindi dovremmo darci per spacciati e mollare a questo punto la mano. Accade troppo spesso che il nostro avversario abbia un full, il che viene sottolineato dalla betting line (modo di puntare).

Nel caso stia attuando un semi bluff e abbia un o una mano del tipo , ha al river ancora dai 4 ai 9 outs per batterci, e noi avremmo nuovamente il problema delle reverse implied odds, dato che dopo un call al turn,  dovremmo pagare un'altro call al river.

Il nostro draw con per una scala reale è troppo debole (perché abbiamo solo un out) per poter affrontare un full o un poker.


Nut flush vs. Straight flush

Succederà molto raramente che al flop si abbia il nut flush, si punti e si riceva minimo un call, per poi apparire sul board un'altra carta di questo colore che potrebbe consentire  all'avversario di legare una scala a colore se avesse in mano le carte giuste.

Nel caso questo accada, sarebbe molto difficile uscire da questa mano. A seconda del tipo di avversario o del proprio stack si può foldare, anche se spesso gli avversari non hanno che un set o un flush inferiore. Se al river siete ancora in gioco, sarebbe molto meglio non rilanciare.

Anche qua le vostre azioni dovrebbero essere ponderate a seconda dell'avversario e dall'entità dello stack. Più grande è lo stack più dobbiamo essere propensi a foldare. Lo stesso vale quando si ha a che fare con avversari modesti e tight, che all'improvviso diventano stranamente aggressivi e attivi.

 

Bluff al turn

Il bluff attuato più spesso nell'Omaha è il cosiddetto "Naked Ace Bluff", cioè se il board consente un flush e noi abbiamo solo l'asso (senza una seconda carta) di quel colore, e si punta sapendo che l'avversario al massimo può avere il second nut flush. Lo stesso bluff si può attuare se l'asso di quel colore e sul board e noi abbiamo il re in mano e così via..

Questo bluff lo possiamo attuare quasi sempre quando abbiamo in mano la carta che non permette all'avversario di avere il nut flush, tentando di fargli credere che abbiamo il nuts. Però attenzione: come con tutte le strategie, non bisogna esagerare neanche con questa. Poiché, nel caso gli avversari scoprissero il nostro bluff, in futuro verremmo chiamati anche da flush nettamente più deboli, e dovremmo fare a meno di questa mossa almeno per un bel po' di tempo. In compenso le value bet quando abbiamo veramente il nuts saranno ben retribuite.

Più tight sarà la nostra immagine, più alte saranno le possibilità di successo di questo bluff. Altrettanto importante è avere ancora abbastanza chips di riserva, per eseguire minimo una o ancor meglio due pot size bet. Tuttavia se l'avversario è short (poche chips) o addirittura pot committed, allora il bluff è del tutto inappropriato.

Comunque questo bluff è un'arma molto potente, e porta spesso al successo tramite una buona aggressione.

Nell'Omaha ci sono una molteplicità di situazioni adeguate per un bluff, di cui probabilmente parleremo in un articolo a parte. Qui un esempio:

  • Esempio 7:

Sediamo all'UTG + 1 è abbiamo

Il giocatore prima di noi folda e apriamo la battaglia per il  piatto con un rilancio (3,5 BB). Il button, così come i due blinds fanno call e vediamo il flop in quattro (piatto = 14 BB).

Scende il flop  

Entrambi i blinds fanno check, noi abbiamo un progetto di scala con in tutto 9 outs. Inoltre abbiamo l'asso per il progetto di colore, cosicché possiamo nel caso scenda un'altra carta di fiori al turn, tentare un bluff. 

Continuiamo quindi con l'aggressione e optiamo per un semi bluff puntiando una pot size bet (14 BB). Il button rilancia di 50 BB, cioè quasi l'ammontare del piatto, e ambedue i blinds foldano. Nel piatto ora ci sono 78 BB e noi dobbiamo pagare 36 BB per vedere il turn, calcolato in pot odds sono 2,17 a 1. Avremmo ancora uno stack di 146,5 BB. Tramite i nostri 9 outs abbiamo delle odds di solo 4 a 1, che non giustificherebbero un call. Tuttavia se aggiungiamo, come outs le restanti 10 carte di fiori, poiché presumiamo che contro quest'avversario possiamo vincere la mano tramite un bluff, le pot odds cambiano in 26 a 19 ossia 1,37 a 1. Quindi facciamo call.

Al turn esce il

Al turn è uscita la terza carta per il colore e adesso non dobbiamo decidere se puntare ma quando puntare. Il piatto ora ammonta a 114 BB, siamo fuori posizione quindi dobbiamo agire per primi. O puntiamo subito o tentiamo un check-raise. Poiché sia a noi sia al nostro avversario rimangono 146,5 BB, il nostro opponente sarebbe con una qualsiasi puntata committed. Se però noi puntassimo, noi saremmo per primi committed. Anche se il nostro avversario riceveresse delle pot odds di 2 a 1, un call non sarebbe facile per lui se a sua volta non ha legato il colore. Nel caso credesse al nostro colore e avesse in mano un tris, allora avrebbe (dal suo punto di vista) delle odds di 3,4 a 1. Per rendere un suo call non proficuo, basterebbe puntare quasi il 30% del piatto. Una puntata dai 40 fino a 50 BB dovrebbe far mollare il piatto al nostro avversario.

Quando si opta per un bluff, lo schema delle puntate deve essere sempre sensato. A questo bisogna fare particolare attenzione, altrimenti un bluff potrebbe essere smascherato.

Generalmente non si dovrebbero mai applicare troppo spesso i bluff. Per ogni volta che non bisogna mostrare le carte per un bluff riuscito, aumenta la probabilità che la prossima volta l'avversario chiami. Per questo la via corretta è quella di giocare i bluff come le made hands, per non dare indizi agli avversari sulla vera forza della mano.

Ad ogni tentativo di bluff è molto importante lo stile di gioco degli avversari. Quando si gioca contro una calling station è inutile tentare di bluffare. È altrettanto pericoloso bluffare quando gli avversari non prendono sul serio o non riconoscono la pericolosità del board. In questo caso si consiglia di aspettare le mani veramente forti per guadagnare chips.

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