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Pot-Limit Omaha: il gioco al river (1)

 

Il river è l'ultima comunity card e anche l'ultimo giro di puntate prima dello showdown. Ormai i progetti o si sono completati o no. A volte capita, che alcuni giocatori cercano a questo punto di salvare la mano bluffando, senza rendersi conto che il loro modo di puntare non ha avuto un senso.  Quando si ha in mano il nuts, siamo (quasi) tutti capaci di giocare bene il river, però quello che bisogna sapere è come giocare in modo corretto anche i second nuts e come riuscire a decifrare i bluff. Un'altra cosa molto importante ,è saper riconoscere quando la propria mano è talmente scarsa che bisogna abbandonarla.

 

Il nuts

 

Certo avere il nuts al river è veramente bello, tuttavia la domanda da porsi è: cosa bisogna fare per far sì che nel piatto vadano a finire più chips possibili? Se nessuno fosse più disposto a puntare, sarebbe un disastro. Qui si dovrebbe quindi, a seconda della mano e dall'aggressività mostrata dall'avversario, variare tra bet e raise. Il check è quasi sempre un errore.

 

Scala a colore

 

Nel caso si leggi una scala a colore, si dovrebbe cercare di mettere tutte le chips possibili nel piatto. La miglior situazione che possa capitare, è quando in mano si hanno due suited connectors con gap (ad es. ) che formano la scala, mentre l'avversario ha il colore all'asso. Se questo ha iniziato ad aggredire dopo che sul board era apparsa la terza carta dello stesso colore, questo indica che probabilmente ha il nut flush. Se si ha posizione sull'avversario, si consiglia di rilanciare sempre. L'entità del raise, a seconda di quanto loose sia l'avversario, dovrebbe essere tra la metà e l'intero piatto. Nonostante sul board vi sia la possibilità di una scala a colore  e che ci sia molta action, esistono solo pochi giocatori che sono capaci di foldare il nut flush. Se sediamo fuori posizione abbiamo tre possibilità a disposizione, e tutte e tre dipendono dall'avversario. Il check raise è indicato solo se l'avversario è stato molto aggressivo al turn e se al river non esce una scare card, altrimenti la miglior soluzione è puntare, poiché il pericolo del check behind è molto alto. Giocando contro un avversario loose si può puntare anche da fuori posizione ½ o l'intero piatto. Mentre contro un tight la puntata giusta sarebbe piuttosto ¼ o ½ piatto. Se invece siete stati voi gli aggressori al flop e al turn, e l'avversario si fosse limitato solo a chiamare, nonostante sia un giocatore loose, si può tentare di indurlo a bluffare. Questo funziona particolarmente bene quando la possibilità di scala a colore si presenta solo al river. Qui si dovrebbe fare una puntata minima tipo ¼ o 1/3 del piatto cercando di mostrare debolezza. Un avversario (loose-) aggressive potrebbe tentare di usare la scare card per piazzare un bluff. Se rilanciasse, si dovrebbe rispondere con un mini raise, poiché a volte è disposto a chiamare anche non avendo il nut flush.

 

Poker

 

Avere poker nell'Omaha è veramente bello, poiché se non esiste la possibilità di  formare una scala a colore rimane ovviamente la mano più forte. Capita spesso che quando si ha poker un avversario abbia un full, quindi la maggior parte delle volte saranno ben retribuiti. Se ci accorgiamo che l'avversario è costantemente aggressivo, dobbiamo in ogni caso rispondere sempre con una sostanziosa puntata / rilancio. Quando si ha un poker (board con coppia) ed esiste anche la possibilità di colore e scala, dovremmo ridurre l'aggressione e puntare, da fuori posizione, un po' meno (1/2 piatto). Questo perché non vogliamo che tutti passino, e qualcuno potrebbe percepire la nostra puntata bassa come segno di debolezza e probabilmente rilancerebbe. Mentre il check raise, da out of position,è nella maggior parte dei casi un errore. Specialmente quando la coppia sul board è formata dalle carte più alte, vi sono molti che anche con un full preferiscono fare check. Quindi è meglio puntare almeno mezzo piatto.

 

Full con pocket pair (coppia in mano)

 

Per far si che un full diventi nut, bisogna avere, tra le due carte rimanenti in mano, la stessa carta della coppia presente sul board. Ad es. il board è composto da , con  si ha sì il miglior full, ma per far avere il nuts bisogna possedere uno dei restanti cinque, vale a dire il o il , altrimenti esiste il pericolo di un poker. Con il nut-full si possono vincere molte chips, dato che spesso un avversario possiede ad es. uno dei restanti cinque con un'altra carta del board,  e questo pensa che sia lui ad avere il full più alto. Tuttavia più aumentano i limiti e meno saranno gli avversari disposti a chiamare. Mentre ai limiti bassi vi sono solo poche persone disposte ad abbandonare la mano, invece nei limiti medi se ne trovano già abbastanza (specialmente dopo un raise da in position) e ai limiti alti la maggior parte opta solo per il  check-fold.

 

Full con doppia coppia

 

Un full con doppia coppia, significa che si ha in mano una carta della coppia e della carta singola più alta del board. Per avere il nuts anche la coppia deve essere quella più alta. Nel caso sul board sia presente un'altra coppia, dobbiamo, per essere certi al 100% di avere il nuts, avere in mano anche una carta dello stesso valore della seconda coppia! Anche con questa mano si possono vincere spesso tante chips, soprattutto quando l'avversario ha un full più piccolo. Riguardo l'ammontare della nostra bet o del raise, bisogna decidere a seconda del tipo di avversario e del suo stile di gioco. I tipi loose per vedere sono disposti a pagare di più, mentre quelli tight molto meno, anzi spesso sono più propensi al fold.

  • Esempio 1:

Abbiamo

  Sul board ci sono .

Abbiamo con il nuts, poiché nessun'altra combinazione può batterci. Nel peggiore dei casi  ci tocca dividere il piatto, se anche l'avversario ha in mano o .

  • Esempio 2:

Abbiamo
Sul board ci sono

Abbiamo un ottimo full house ma non il nuts, contro , , , o saremmo in vantaggio. Ora se è l'avversario a prendere l'iniziativa tramite una forte aggressione, la mossa più indicata sarebbe il call o addirittura il fold, tuttavia sarebbe meglio conoscere bene l'avversario, cioè essere in grado di assegnargli una mano e il piatto dovrebbe essere molto cospicuo
. Per avere il nuts, in questa situazione dovremmo avere in mano o o .

 

 

Colore nut

 

Se sul board non sono presenti delle coppie e le carte dello stesso seme non sono troppo coordinate per una scala, il colore nut diventa troppo evidente. Nel migliore dei casi si può sperare che qualcuno abbia il second nut flush o un set, e che non creda al nostro flush nut, comunque è raro vincere dei grandi piatti. Qui si consiglia di dare all'avversario l'opportunità di arrivare allo showdown economicamente; ad es. se sediamo fuori posizione o se viene fatto check fino noi, dovremmo puntare al massimo mezzo piatto. Se sediamo in posizione e uno punta prima di noi, dovremmo effettuare un mini raise di  ½ piatto. Oppure a seconda di quello che crediamo che l'avversario sia disposto a pagare.

 

Scala nut

 

La scala nuts (niente coppie sul board e nessuna possibilità di colore) non è così evidente. Specialmente quando sia hanno dei connector con gap (ad es.   o  ), può capitare che l'avversario non se ne accorga. In questo caso la mano sarà ben retribuita. Molte volte si arriva anche alla divisione del piatto. In ogni caso non bisogna rallentare l'aggressione e continuare a puntare/rilanciare. Anche qua ½ piatto è la miglior bet. Specialmente i giocatori ai limiti bassi sono spesso disposti a pagare questa somma se hanno un top set.

 

Set nut

 

Spesso i top set sono forti abbastanza da essere il nuts anche al river. Se sul board non ci sono coppie, tre carte dello stesso colore e non sono connesse, allora il top set sarà la mano più forte. Il bello dei top set è che rimangano spesso illeggibili (specialmente se si legano al flop, e si inizia a prendere l'iniziativa solo al turn o al river!) quindi si può essere ben retribuiti da una doppia coppia o un set più basso. A seconda dell'avversario in questo caso di solito si può guadagnare almeno una pot bet in più.

 

Se qualcuno inaspettatamente rilanciasse, si dovrebbe sempre rispondere con un contro rilancio. A volte succede che un avversario pensi che sia lui ad avere il nuts spingendo così tutte le sue chips nel piatto. Ovviamente questa è un'occasione da non perdere. E nel caso anche lui abbia il nuts (succede spesso in caso di scala) si arriva al massimo alla divisione del piatto senza perdere nulla. Mentre con il colore e la scala a colore nut, non esiste la divisione del piatto. L'unica cosa a cui bisogna fare attenzione e quella di controllare se si ha veramente il nuts, e se sì, allora bisogna spingere all-in!

  • Esempio 1:
 

Abbiamo sul big blind. Quattro giocatori limpano, lo small blind completa e noi facciamo check. Scende il flop  . Lo small blind fa  check, noi check behind, il cut-off invece punta. Sia il button che lo small blind chiamano. Decidiamo di chiamare anche noi con il nostro flush draw mentre gli altri due foldano.

Al turn esce il e lo small blind fa check. Optiamo per il check raise, poiché abbiamo sia il progetto di colore nut, così come un progetto di scala a colore bilaterale. Il cut-off punta nuovamente, stavolta solo di ½ piatto. Il button e lo small blind foldano. Rilanciamo il piatto (molte volte con questa mossa ci si aggiudica subito la mano), tuttavia stavolta il cut-off chiama.

Al river scende il . Per noi un river perfetto! Poiché non vi è solo la possibilità che lui pensi che abbiamo mancato il colore, bensì se adesso ha un set e facile che non ci legga la scala. Qui la nostra scala è la mano migliore. Dobbiamo puntare per forza. In caso che l'avversario è una calling station puntiamo il piatto, mentre contro un tipo aggressivo puntiamo da 1/3 fino a ½ del piatto, tentando di indurlo a rilanciare. Qui il check raise non è indicato, perché abbiamo preso l'iniziativa al turn  e al nostro check l'avversario tende spesso al check behind.

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  • Esempio 2:
 

Abbiamo sul button. Il giocatore UTG+1 limpa, gli altri foldano fino a noi. Rilanciamo il piatto, dato che con la nostra coppia media con asso suited siamo in posizione. Tentiamo almeno di isolare il limper o addirittura di portarci subito a casa il piatto. I blinds foldano e il limper vede. Scende il flop . Abbiamo legato il top set e l'avversario fa check. Poiché esiste la possibilità di progetto di colore e scala, dobbiamo puntare per riuscire a capire dove collocare la nostra mano e per evitare di concedere una free card all'avversario. L'avversario vede la nostra bet.

Al turn scende il . Tombola! Abbiamo legato il poker, ora dobbiamo preoccuparci solo del progetto di scala a colore. Il limper opta nuovamente per il check. Nel caso che avesse veramente le carte per il progetto di scala a colore ad es. (sarebbe un caso veramente straordinario), in questo momento avrebbe esattamente quattro outs e con questo una probabilità del 10%. Mentre se possiede solo un set o un progetto di colore o una scala,  sarebbe già  drawing dead  (nessuna possibilità di vincita) senza accorgersene. Finora si è mostrato una calling station, così ci decidiamo di puntare 2/3 del piatto. Eccezzionale: la nostra vittima decide di chiamarci.

Al river esce la . Ora il limper prende l'iniziativa e punta il piatto. Ovviamente questo per noi va benissimo. Nel migliore dei casi può avere un full (donne e jack)  e sarà disposto ad andare fino in fondo. Potrebbe anche essere che ha solo una scala o che stia tentendo un bluff usando la donna come scare card. Se avessimo solo un full di Jack, potremmo al massimo solo chiamare o anche foldare (se avessimo informazioni precise sull'avversario, ad es. che punterebbe solo con mani molto forti). In questo caso però dobbiamo giocare straight forward (lineare, semplice) e sperare che si comporti  appunto da calling station. Nel migliori dei casi riusciamo a fargli mettere tutte le sue chips nel piatto.

.

  • Esempio 3:
 

Abbiamo e rilanciamo il piatto dall'UTG. Il button così come il big blind chiamano, mettendoci così nel mezzo. Vediamo il flop in tre. Scende il flop . Il big blind fa check. Abbiamo over pair e un progetto di scala ad incastro a colore. Al preflop siamo stati gli aggressori quindi ci comportiamo da tali e facciamo una continuation bet. Il button, un giocatore bravo e piuttosto tight, chiama e il big blind folda.

Al turn esce il . Adesso abbiamo il top set e continuiamo con l'aggressione. Poiché siamo stati aggressivi sia al preflop che al flop, diventa difficile per l'avversario decifrare la nostra mano, e se ha un buon progetto sarà disposto a pagarci. Puntiamo quindi il piatto e il button vede.

Al river esce una bellissima carta per noi, il quindi una blank. Con il nostro top set abbiamo il nuts. È molto probabile che il button inseguiva un progetto o ha un set /doppia coppia basso/a, quindi non sarà disposto a spendere di più. Se la nostra bet sarà troppo cara, nella maggior parte dei casi esso farà fold. L'ultima possibilità che ci rimane per ricevere qualche chips in più è quella di fare un mini raise (al massimo 1/3 del piatto), o anche tentare il check raise. Poiché  sappiamo che il nostro avversario è bravo e tight, molto probabilmente passerà anche se gli diamo delle pot odds di 4:1 o meglio. Tuttavia se la nostra immagine è di un loose, potrebbe cadere nella trappola decidendo per un raise. Questo piatto ci ripagherebbe dei tanti fold da parte sua. Nel caso foldasse ne trarremo il vantaggio di non dovere mostrare le carte senza svelare il nostro gioco.

Le mani molto forti

 

Ovviamente le mani che non sono il nuts sono più difficili da giocare. Dato il maggior numero di pocket cards, avviene spesso che qualcuno abbia il nuts. Il modo di giocare con una mano molto forte (che non è la migliore in assoluto) al river, dipende dai rispettivi avversari e dal loro stile di gioco. Le mani molto forti sono i full (non nuts ovviamente), i colori all'asso quando esiste la possibilità di una scala a colore, e a volte anche le scale, cioè quelle di cui si ha in mano la carta più alta e quella più bassa (la nostra mano: , board: ). Tutte le altre mani come middle set, doppia coppia ecc. appartengono alla categoria "mani con showdown value", le quali verranno trattate nella seconda parte.

 
 

Come già accennato prima, si dovrebbe prendere una decisione sul se e quanto puntare, a seconda dello stile di gioco dell'avversario. In primis bisogna essere consapevoli che ad una  puntata esiste una concreta probabilità che qualcuno rilanci. Non avendo il nuts, molte volte ci trovermo a prendere una decisione difficile, quella di dover foldare la mano. Tuttavia rimanendo all'oscuro se l'avversario era veramente più forte o ha solo sfruttato la situazione per bleffare.

 
 
 
Siamo seduti sul big blind, con una mano di partenza molto buona, tre giocatori hanno limpato e lo small blind ha completato, decidiamo di rilanciare il piatto e riduciamo a due il numero degli avversari. Il flop è perfetto per noi poiché leghiamo la scala nut. Inoltre abbiamo in mano gli assi, cosicché non dobbiamo preoccuparci che qualcuno possa batterci con una scala più alta. L'unica pecca è che ci sono due carte di picche sul board, con le quali dobbiamo temere che un avversario possa legare il colore. Puntiamo quindi il piatto per proteggere la nostra mano. Solo  lo small blind è disposto a pagare, cosicché  al turn ci troviamo in heads-up . Qui abbiamo ancora il nuts e, a parte il fatto che vi è la possibilità di due colori, per noi la situazione non è cambiata. Se diamo al nostro avversario un range di mani tipo , quindi doppia coppia (e con ciò un progetto di full) e due progetti di colore, abbiamo ancora una probabilità di vincita del 50%. Con tre coppie e un progetto di colore (ad es.. ), arriviamo invece al  65%. Nel caso estremo, ossia se l'avversario ha quattro coppie e due progetti di colore (), saremmo in svantaggio  40% a 60%.
Puntiamo nuovamente e anche stavolta lo small blind chiama. Tutto sta ad indicare un progetto! Al river non è solo possibile il flush, ma con un secondo re anche un full. Lo small blind fa nuovamente check e adesso dobbiamo decidere se puntare o optare per il check behind. Molti giocatori al river sono disposti a puntare appena appare una scare card. Qualcuno bleffando, altri invece perché hanno completato il progetto. A seconda dell'avversario dobbiamo decidere se puntare, o in certi casi anche rilanciare. Tuttavia qua l'avversario fa check e dobbiamo deciderci sul come far terminare questa mano. Se andiamo a rivederci il suo modo di puntare, notiamo che finora è stato sempre passivo optando per il check-call. Probabilmente aveva anche lui al flop già  una scala, un progetto di colore o doppia coppia/set e con questo dunque un progetto di full. Tuttavia se avesse avuto il top set avrebbe a sua volta rilanciato per scoprire dove era posizionato con la sua mano e per avere informazioni sulla nostra mano. La comparsa del re al river fa diminuire la probabilità che lui abbia  in mano. Comunque, improbabile non significa impossibile, anche se la possibilità di ricevere un poker nell'Omaha e minimamente più alta rispetto al Texas Hold'em. Dato che al turn è si è (anche) aggiunta la possibilità di un progetto di colore a cuori, al river avrebbe dovuto prendere l'iniziativa per cercare di guadagnare più chips. Tuttavia siamo noi ad avere l'', quindi non avendo il nut flush il suo check potrebbe essere plausibile. Pensandoci su bene, le uniche carte veramente plausibili sarebbero  o un progetto di picche mancato. Ma con nessuna di queste mani sarebbe disposto a mettere ulteriori chips nel piatto. Le mani con cui sarebbe disposto a chiamare  o rilanciare sarebbero quelle che ci batterebbero (al massimo a volte anche  ). Optiamo per il check behind, e dobbiamo osservare come il nostro avversario si porti a casa le chips con il suo full.

 

 

Contro giocatori passivi è meglio puntare con mani veramente forti. Soprattutto se si ha posizione e l'avversario decide di fare check. Mentre contro calling station sarebbe da stupidi non cercare di portagli via più chips possibili. In caso che siamo out of position e il river svaluti la nostra mano facendola passare da nut ad una mano forte, dovremmo, contro giocatori passivi, piuttosto fare check o tutt'al più chiamare, anziché puntare e poi subire un rilancio. Da in position, a volte un check ci può fare risparmiare molte chips. Il poker è e rimane un gioco con informazioni incomplete, e meno informazioni si hanno, su una situazione che si è modificata, più è indicato giocare con cautela. Questo vale anche per il pot limit Omaha.

 

Contro avversari aggressivi si possono adottare anche metodi di procedere differenti. A seconda del grado di aggressione degli oppo e della posizione vi sono diverse possibilità. Soprattutto quando al river scende una scare card, i giocatori aggressivi sfruttano questa occasione per mettere gli altri sotto pressione. L'importante in questi casi è la propria conoscenza sullo stile di gioco dell'avversario e il suo modo di puntare. Se questo oppo ad esempio ci è noto come uno che sfrutta queste situazioni per mettere pressione, ma il suo modo di puntare ci indica che probabilmente siamo battuti, si dovrebbe solo chiamare o, da fuori posizione, optare per il check-call. Se invece siamo sicuri di essere ancora in vantaggio, dovremmo puntare o usare il check raise. Mentre contro un avversario che non conosciamo e/o è indecifrabile, nella maggior parte dei casi è più sensato foldare. Specialmente nell'Omaha accade spesso vedere il nuts allo showdown.

Il giocatore seduto al posto 9 rilancia per l'ennesima volta, il giocatore 2 chiama e noi facciamo altrettanto. Gli atri foldano tutti, così abbiamo posizione su gli altri due. Il flop è buono per noi. Abbiamo una bilaterale e in contemporanea il third-nut-flush-draw. Anche se esce un o una siamo contro il range di mani del giocatore 9, probabilmente in vantaggio. Il tipo aggressivo punta il piatto come fa sempre quando è l'aggressore preflop, e mentre l'avversario 2 folda noi chiamiamo. Al turn scende con l' uno dei nostri outs. Abbiamo il nuts attuale e dopo il check dell'avversario decidiamo di puntare il piatto. Un po' a sorpresa constatiamo che lui chiama la nostra bet, quindi vediamo anche il river. la terza carta di picche da la possibilità di chiudere il colore, e perciò non possediamo più il nuts. Il nostro avversario coglie l'occasione e punta il piatto. Prima di prendere una decisione affrettata, cioè chiamare o foldare, dobbiamo andare a rivederci per benino il suo modo di puntare in questa mano.

Da una parte dobbiamo dire che è un giocatore molto aggressivo e che ha usato molte volte l'uscita delle scare card sia al turn che al river per rilanciare. Questo è un punto a favore per un call. Dall'altra dobbiamo anche dire che, ha sì iniziato come sempre aggredendo subito (raise preflop, bet al flop), tuttavia al turn ha smesso di aggredire. Questo ci fa capire che si è reso conto di essere in svantaggio, tuttavia con il suo call ci ha anche fatto capire che aveva ancora la possibilità di batterci. Allora molto probabilmente ha un progetto. La miglior mano che poteva assegnarci è la scala, perciò per batterci avrebbe avuto bisogno o di un flush o di un full.

Dato il fatto che potrebbe aver chiuso al river il colore, dovremmo prendere in considerazione di essere battuti. Poiché dietro non abbiamo più abbastanza chips  per contro rilanciarlo, non riusciamo a rappresentare un colore più alto. Per questo dovremmo foldare. Osserviamo un'altra volta le probabilità. Poiché abbiamo una carta di picche in mano (), al nostro avversario rimangono ancora nove outs, di cui due deve averli in mano per batterci. La probabilità che lui abbia due carte di picche in mano, quindi un flush, è appena del 20%. Da questo punto assieme al fatto che usa spesso le scare cards per rilanciare, otteniamo come risultato che il call è leggermente in vantaggio rispetto al fold. Optiamo per il call, e constatiamo con grande gioia che la nostra scala vince. E ci portiamo a casa un bel piatto...

 


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