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PokerStars apre le porte dell'Isola di Man al Wall Street Journal: ''Siamo un'azienda normale e con valori sani''



Ecco un esempio di come fare informazione corretta nel mondo del gioco. A muoversi sono due colossi, certo, ma lo fanno in modo professionale senza confutare dati, dicendo la verità e analizzando le questioni da un punto di vista obiettivo e dicendo semplicemente la propria posizione. L'esatto contrario di quello che sta avvenendo in Italia sui quotidiani generalisti, insomma. Stiamo parlando di PokerStars che ha invitato nella sua sede ormai quasi leggendaria, dell'Isola di Man, un giornalista d'assalto del Wall Street Journal, Alexandra Berzon.


"Dobbiamo cominciare a spiegare che siamo una società del tutto normale e non un qualcosa che agisce dietro le quinte arroccato su una roccia nel mare", hanno dichiarato alcuni manager di PokerStars nel corso dell'inchiesta del WSJ. Non a caso l'articolo si occupa specialmente della situazione giuridica negli Stati Uniti e le pesanti accuse rivolte a PokerStars specie nel caso dell'acquisizione del casinò di Atlantic City nel New Jersey che rischia di causare anche un danno economico importante per la room dalla picca rossa. PokerStars smentisce punto per punto tutti i problemi che vengono invece esposti dai suoi 'nemici'.

E, come di rado accade, ecco comparire in foto anche Isai Scheinberg, il figlio di ebrei sopravvissuti all'Olocausto e risollevatisi in Lituania.

Isai Scheinberg

Scheinberg diventa ingegnere e progetta un software di poker dopo che aveva iniziato a giocare nei club di Toronto. PokerStars è nata nel 2001 nella sfortunata coincidenza con l'11 settembre e ora fattura oltre 1 miliardo di dollari con 1.500 dipendenti.

Dalla visita dell'Isola di Man emerge quello che si vede anche nelle sedi europee. Come nella sede romana, ormai chiusa da mesi, nella sede dell'Isola di Man, il nome di PokerStars non compare con insegne mastodontiche o logo giganteschi. La filosofia aziendale è quella del 'modest but confident', modesto ma sicuro, come recita un portavoce della società al WSJ. L'esplosione del gioco su PokerStars pare abbia portato a cifre pari a 4 miliardi di dollari.

Poi il Black Friday e le gravi accuse subito stravolte dal comportamento esemplare di PokerStars: rimborsi pronti ai giocatori di tutto il mondo e addirittura il sontuoso investimento per prendere Full Tilt Poker e cercare di sanare anche gli errori di altri.

Eppure PokerStars incontra ancora molti problemi negli Usa. "Continuano a travisare la nostra condotta e i valori con cui gestiamo la nostra attività. E' per questo che ci sentiamo in dovere di correre questa situazione", ha dichiarato Mark Scheinber, il figlio di Isai che è stato prelevato con forza dal padre quando si doveva lanciare la room.

Una mossa intelligente quella di PokerStars e che prende autorevolezza grazie ad una testata autorevole come il Wall Street Journal. Forse è il momento che anche qualche azienda italiana prenda coraggio e faccia vedere quanto lavoro viene offerto, come viene trattato il gioco e quante tasse vengono versate. Possibile che i giornali di casa nostra (qualcuno sostiene perché siano finiti gli investimenti della pubblicità nel gioco) non riescano a scrivere e organizzare un reportage obiettivo e approfondito basato su dati seri, certi, concreti? Pare proprio di no.  

Foto: Wall Street Journal
 
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