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Poker live Italiano tra legalità e illegalità

 
ROMA (Agicops) – Da quasi un anno la cultura pokeristica consumata nei circoli è stata perseguitata fino ad arrivare ad una legge, che in modo discutibile, ha decretato la morte delle realtà più piccole.


Il Trentino Alto Adige è stata l'ultima roccaforte, che aveva regolarizzato autonomamente, prima di tutti il poker sportivo, ma ora si è anche lei arresa al Decreto legge "Comunitaria 2008″ .
I circoli per rimanere attivi, devono operare sotto il patrocinio di un concessionario autorizzato, con un obbligato di un importo massimo per la quota di partecipazione e l'impossibilità di organizzare più tornei nella stessa giornata e nella medesima località.
 
Sul divieto lo Stato è stato a suo tempo categorico, da nord e sud il gioco live senza autorizzazione è da considerasi a tutti gli effetti un crimine, ma ancora oggi la caccia al circolo non ha tregua, perché c'è chi continua a sfidare la legge, sperando di non essere pizzicato. I più timidi organizzano tornei live, diffondendo la notizia tramite passaparola, gli audaci pubblicizzano tutto via internet, per loro alto rischio e poca possibilità di resistere. Molti gli articoli, che leggiamo sulle cronache regionali, dedicati alle scoperte e chiusura di club non legali.

La medaglia d'oro, per la notizia più scandalosa degli ultimi giorni è sicuramente quella trasmessa su Striscia La Notizia.
Antonio Ricci con la sua squadra sta svolgendo un'indagine più allargata, su progetti finanziati dal Comune di Palermo, tra i più virtuosi, un corso di educazione alimentare per bambini trasformatosi poi in un circolo di Poker Live dove si giocava liberamente.
Il progetto, passato al vaglio del Comune nel 2007, prevedeva un corso di un mese di educazione alimentare "Diamoci una mossa", indirizzato a bambini obesi con un totale finanziato dal Comune di 20,000 euro. Sorpresa, gli inviati di Striscia hanno ovviamente trovato la truffa e scoperto che nella sede attualmente si trova un circolo di Texas Hold'em, con velleità di espansione, attraverso nuovi giochi come il Burraco e il Poker liscio. Una vivace attività che ha messo in palio anche delle vetture. Durante l'intervista i gestori ovviamente hanno fatto gli gnorri, ma i dati dei libri maestri parlano chiaro, l'associazione ha registrato l'entrata dal Comune di Palermo. Nessuno ne sa niente e nessuno li ha presi questi soldi…
Ovviamente lo scandalo sta comunque nel fatto, che qualsiasi progetto con durata mensile, non dovrebbe ottenere un finanziamento così alto.
Siccome la legge italiana spesso nasconde imperfezioni e vuoti, per resistere nel settore c'era sempre una scappatoia, diciamo quasi legale, quella di acquistare tavoli per l'Hold'em on-line.
Una via alternativa molto più costosa considerando che un tavolo da 4 giocatori costa circa 9mila euro e per uno da 10 si arriva fino a 30mila euro.

Notizia di oggi: una circolare inviata dall' Aams affronta questa problematica, decretando che l'utilizzo di tavoli elettronici, anche se legalmente registrati, non può considerarsi lecito in quanto aggira la legge sul gioco "live".

Fonte: www.agicops.com/poker-live-italiano-tra-legalita-e-illegalita/
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