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Poker e Doping: dopo l’inchiesta pubblicata da Metroxpress tornano le polemiche

By misterD77 -

poker

COPENAGHEN -Nell'Ottobre dello scorso anno il quotidiano Danese Metroxpress pubblicò un articolo sul rapporto tra il poker ed il Doping, basato su uno studio, ritenuto da più parti poco attendibile, condotto da un gruppo di ricercatori della Nova Southeastern University della Florida.

Secondo quanto risultò da quello studio circa l' 80 per cento dei giocatori di poker tra i 20 ed i 30 anni , facevano uso di farmaci ed altre sostanze stimolanti per aumentare la resistenza e migliorare la concentrazione durante le partite a poker.

Secondo il Prof. Kevin Clauson il doping nel poker sarebbe diffuso su larga scala e l'uso di sostanze considerate dopanti sarebbe all'ordine del giorno.
 
L'indagine pubblicata da Metroxpress non ebbe particolare risonanza in Danimarca e lo studio stesso venne da più parti tacciato di incompletezza; ad essere intervistati, infatti, furono solo 200 giocatori tra professionisti e semi-professionisti di sesso maschile residenti prevalentemente in Europa e Nord America che ammisero l'uso di alte quantità di caffeina, bevande energetiche, valium ed una percentuale minima di cocaina.

Il problema del doping nel poker , tuttavia, è particolarmente sentito nel paese Scandinavo da sempre in prima linea nella lotta contro tutti i tipi di dipendenze e sotto accusa sembra che siano finite proprio le bevande energetiche.

La Danimarca è stata uno dei primi paesi Europei a ritirare dal commercio alcune di queste bevande e permettere per altre la vendita con particolari limitazioni ed ora sembra che altri Paesi  si preparino a fare lo stesso; ovviamente il problema non è legato strettamente al poker perché abbraccia una questione ben più ampia, tuttavia parte delle polemiche di questi mesi intorno ad alcune di queste bevande dipendono dai loro possibili effetti dopanti all'interno delle pratiche sportive.

Per molti studiosi e ricercatori in realtà la questione non si pone perché queste bevande vengono controllate e testate e non possono produrre effetti assimilabili in nessun modo a quelli prodotti da sostanze utilizzate nel doping, tuttavia la loro diffusione tra gli sportivi ed anche tra i giocatori di poker, suggerisce da più parti che si metta mano alla materia per garantire una maggiore chiarezza, soprattutto vista la differenza a livello di commercializzazione tra paesi della stessa area.


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