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Pensieri sul game selection ai microlimiti (pt 1)

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Il game selection è qualcosa di molto serio, e qualsiasi giocatore dovrebbe tenerlo a mente prima di iniziare una sessione. Ovviamente, il tipo di tavolo a cui stiamo per sederci e la forza dei nostri avversari incidono in maniera cruciale sulla nostra EV. Il game selection è qualcosa che diventa sempre più importante con l'aumentare dei livelli, ma anche al NL10 è raccomandabile prestare attenzione a che tipo di tavolo stiamo per sederci.

Giocatori diversi preferiscono diversi tipi di avversari. Per inciso, se siamo dei giocatori loose aggressive che giocano molto sulla fold equity sicuramente dovremo scegliere tavoli con giocatori tight, passivi e nitty, che sono gli avversari più "semplici" da far foldare. Se siamo giocatori tight aggressive, invece, le nostre vincite maggiori arriveranno nei piatti grossi, quindi andremo a cercare i fish loose passive, che amano chiamare molto. Per i giocatori dei microlimiti, il secondo è il caso molto più frequente, perché difficilmente troveremo tavoli dei microlimiti con più di un giocatore (oltre noi, si intende) tight aggressive. Trovandoci spesso contro avversari loose e passivi, una mossa come la 3barrel in bluff è sconsigliata, perché non funzionerà quasi mai abbastanza spesso da essere profittevole.

Allora, come facciamo a trovare questi giocatori passivi e loose, che amano arrivare spesso allo showdown? Al NL10 non dovremo cercare molto, visto che i tavoli sono generalmente pieni di questi avversari. Nonostante ciò, noi vogliamo trovare i MIGLIORI tavoli in questo senso, con almeno due giocatori del tipo 70/8/1.

Ovviamente, più saliremo di livello, meno di questi fish troveremo. Al NL50, per esempio, sarà quasi impossibile non trovare almeno due giocatori TAG per tavolo. Vero, anche al NL50 girano ancora dei fish, ma sono molto più rari. Ed è per questo che il game selection acquista un'importanza ancora maggiore.

 
 
La strategia basata sulla dimensione del piatto
Molti giocatori iniziano la loro sessione mettendosi in lista d'attesa nei tavoli con le dimensioni dei piatti medie più alte. Il motivo di questa strategia è abbastanza ovvio. Se la dimensione media del piatto è più alta, è chiaro che i giocatori al tavolo siano più disposti a mettere più soldi in mezzo. Ovviamente, per noi è un'ottima cosa, visto che generalmente, quando decidiamo di entrare in un grosso piatto, abbiamo una buona mano. Personalmente, ho usato molto questa strategia, dunque vi lascio i miei feedback positivi e negativi.

Innanzitutto, un primo problema con questa strategia è che la usano anche altri giocatori, e quindi in questi tavoli non ci sono posti liberi molto spesso. A volte, c'è anche più di una persona nella waiting list. Capita di dover aspettare anche 10-15 minuti prima di sedersi, tra l'altro con il fish che è già stato stackato da uno dei giocatori tight e la possibilità di ritrovarci quindi ad un tavolo pieno di 17/13 che non fanno altro che foldare preflop. Chiaramente, bastano dei piccoli adattamenti per riuscire a battere questi tavoli, ma non sono quelli che ci offrono la possibilità di winrate maggiori.

Secondariamente, un average pot più grosso non significa per forza che ci siano dei giocatori scarsi seduti. Potrebbe, infatti, essere semplicemente anche il risultato della varianza. Ad esempio, se in guerra di blind si trovassero contro AA contro KK, sicuramente si arriverebbe ai resti preflop (o al massimo al flop), e la mano dopo due deepstack potrebbero arrivare ai resti con set over set, con il risultato che l'average pot del tavolo sarebbe molto alto, ma con due mani standard.

Inoltre, i giocatori bravi riescono a costruire grossi piatti con le loro mani di valore. Prendiamo come esempio un tavolo NL50, con un avg pot di 10€. Non molto, il che significa che i giocatori seduti difficilmente pagheranno le nostre mani di valore. Ma non è SEMPRE vero.

Dobbiamo sempre chiedercelo: qual è il tipo di fish che preferiamo? Personalmente, trovo che i loose passive siano i più profittevoli. Mi piace che giochino molte mani in maniera passiva, senza quasi mai rilanciare. Il miglior vantaggio contro questi avversari è che la maggior parte delle volte saremo noi a decidere quando in mezzo andrà tutto il nostro stack.

Nella prossima parte dell'articolo cercheremo di esemplificare quanto detto con alcune mani, in modo da far capire meglio con la pratica il concetto che abbiamo spiegato.

 
Tratto dal forum twoplustwo
 
Tradotto da Marcellus88

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