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Odds & Outs

Odds, outs e probabilità

Importanti criteri decisionali, per ogni buon giocatore, sono gli outs, odds e le probabilità. In questo articolo vi spieghiamo, come definire i propri outs, come calcolare i pot odds e prendere le decisioni corrette.

Il poker è un gioco di decisioni. Per vincere è necessario prendere il maggior numero di decisioni corrette cercando di evitare gli errori. Alla lunga, vince chi commette meno errori.

Un presupposto fondamentale per prendere le decisioni corrette ed evitare errori, è conoscere le probabilità, le quali aiutano a rispondere alle seguenti domande:

  • Quanto è alta la probabilità che io abbia le carte migliori?
  • Qual è la probabilità che queste si abbinino alle carte comuni che devono ancora essere distribuite?
  • In questo momento ho la mano migliore o no?

Alla lunga sarà quasi impossibile vincere, se non si basano le proprie decisioni sul calcolo delle probabilità.

Naturalmente si potrebbero giocare centinaia di migliaia di mani di poker e imparare "sul campo" la probabilità che si verifichino certi eventi. Ma il numero di mani giocate dovrebbe essere pressoché infinito per ottenere le probabilità corrette.

Con un paio di principi matematici sarà più facile determinare le probabilità esatte. Niente paura: cercheremo di esporli nel modo più semplice possibile.

Iniziamo con le probabilità pre-flop: queste aiutano a valutare meglio la forza della propria mano. Soprattutto nei tornei, dove nelle fasi finali capiterà spesso di trovarsi in situazioni di all-in già prima del flop, è importante sapere quali probabilità si hanno di vincere contro le possibili mani dell'avversario.

Tutti sappiamo che la migliore mano di partenza è . In più dell'80% dei casi la combinazione asso-asso vince contro una qualsiasi altra mano di partenza. Ora il problema è che non sempre abbiamo in mano due assi. Per questo abbiamo deciso di elencare alcune tipiche situazioni pre-flop.


 

Vi consigliamo di imparare questi pochi valori a memoria. Vi porterà via una mezz'oretta, ma ne varrà la pena.

Molte volte ci troviamo in una situazione in cui vediamo il flop con uno o più avversari, uno di questi punta, e dobbiamo decidere se chiamare o passare (tralasciamo per il momento il rilancio che è troppo complesso e dipende da molti altri fattori). Poiché il flop ci fornisce molte più informazioni, rispetto a quelle che avevamo in precedenza, adesso possiamo calcolare abbastanza esattamente quali probabilità abbiamo di vincere la mano.

Per calcolare le nostre possibilità di vincita abbiamo bisogno degli outs, delle odds e delle probabilità. Cominciamo quindi dagli outs.

Outs

Chiamiamo "outs" tutte le carte del mazzo in grado di migliorare la nostra mano in modo da renderla probabilmente vincente allo showdown. Logicamente gli outs sono importanti quando ancora deve essere girata almeno una carta comune. Dopo il river non ci sono più outs.

  • Vediamo un paio di esempi:

Abbiamo in mano . Il flop è composto da . Se esce un'altra carta di cuori al turn o al river abbiamo un colore, e se nessun altro giocatore ha un full o una combinazione più alta, ipotesi che in questo caso escludiamo, la mano è nostra.

 

Ogni mazzo contiene complessivamente 13 carte di ciascun seme. 2 le abbiamo in mano e altre due sono sul board. 4 delle 13 carte di cuori sono quindi già state distribuite, ciò significa che nel mazzo ci sono ancora 9 carte di cuori. Queste 9 carte sono i nostri outs.

  • Altro esempio:

Abbiamo e al flop arriva . A questo punto con ogni e ogni completiamo la scala. Ci sono 4 assi e 4 nove, in tutto abbiamo quindi 8 outs.

Se ho bisogno solamente di una carta per chiudere la scala, ho 4 outs.

  • Esempio successivo: 

In mano ho , il board è . Con una delle quattro donne ancora nel mazzo chiudo la scala. Se l'avversario avesse in mano una coppia pocket bassa, ad esempio , avremmo degli outs aggiuntivi dal momento che anche ogni singolo re o fante ci darà una coppia più alta. I nostri outs diretti salirebbero quindi complessivamente a 10 (4 donne, 3 re e 3 jack).

Se ho una doppia coppia (ad es. con e il board ), ci sono ancora quattro carte che mi possono dare un full.

Se ho un tris (set) perché in mano ho, ad esempio, sul board con , e ho paura che il mio avversario abbia un colore; dopo il flop ci sono 7 carte che mi aiutano a ottenere un full o una combinazione più alta (ovvero un , uno dei 3 o uno dei 3 rimasti). Se con il turn non dovessi ricevere nessuno dei miei outs perché esce, ad esempio, la , avrò 3 outs ulteriori con le 3 rimaste e di conseguenza 10 outs per il river.

  • Ancora un esempio:
Ho in mano e il board è . A questo punto ho un progetto sia di scala bilaterale (anche detta open ended straight draw) che di colore (flush draw). Di conseguenza ho 9 outs per il colore e 8 outs per la scala. Dobbiamo ricordarci a questo proposito di aver contato due volte due carte (in questo caso il e l'), e quindi sottrarle in maniera adeguata. Nella somma non avremo quindi 9 + 8 ma solamente 9 + 6 = 15 outs.

Outs indiretti

Vediamo ora brevemente gli outs indiretti, che non migliorano direttamente la mia situazione, ma fanno perdere valore alle carte dei nostri avversari.

  • Esempio:

L'avversario ha , noi . Sul board ci sono . In questo caso ci aiutano non soltanto uno dei due restanti, ma anche uno dei tre oppure uno dei tre . Abbiamo quindi 2 outs diretti e 6 outs indiretti. Perché? Con un altro re o con un altro dieci sul board ci sarebbe una coppia e con i nostri pocket-aces riusciremmo a formare una doppia coppia più alta di quella dell'avversario.

  • Ancora un esempio:

Abbiamo , l'avversario . Il board è . A questo punto non solo possono essermi utili i 3 e i 3 per ottenere una doppia coppia più alta, ma anche un altro e un altro . Con un o con un il board conterrebbe 2 coppie entrambe più alte rispetto alla coppia di in mano all'avversario, decisiva sarebbe quindi la quinta carta, il kicker. E come kicker il nostro asso è imbattibile. Abbiamo quindi 12 outs.

Che cosa succede se sia noi che l'avversario abbiamo un progetto? In che modo questo influenza il numero dei nostri outs?

Discounted outs

I giocatori più esperti non considerano i possibili outs semplicemente come una garanzia di successo, ma si chiedono che tipo di mano abbia l'avversario e se uno dei propri outs non possa consentire a un altro giocatore, anch'egli con un progetto, di avere una mano migliore.

  • Analizziamo ancora una volta l'esempio del progetto di scala bilaterale:

Abbiamo e il flop è . Fino a questo momento abbiamo calcolato 8 outs.

Come cambiano i miei outs quando uno dei miei avversari ha in mano due cuori, ad es. e quindi spera in un colore? Due dei miei outs, precisamente l' o il , darebbero una mano migliore (il colore) all'avversario anche se ottenessimo la nostra scala. In questo caso dobbiamo sottrarre le due carte che formerebbero il colore dai nostri outs. Così avremmo solamente 6 outs, e la probabilità di vincere la mano si riduce significativamente.

Normalmente nel contare i discounted outs, è meglio essere pessimisti, cioè è preferibile sottrarre un out in più che uno in meno!

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