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Obama spiana la strada al poker online

L'amministrazione Obama ha spianato la strada agli Stati della federazione americana per legalizzare tornei di poker online e altri giochi d'azzardo virtuali con il rilascio di una nuova interpretazione della legge che finora pareva vietare la regolamentazione degli stessi.
 
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Il parere del Dipartimento di Giustizia, datato settembre, ma rilasciato solo venerdì, sostiene che il Wire Act del 1961 non rende illegale per gli Stati utilizzare il web per vendere biglietti di lotterie e, parimenti, organizzare giochi online di qualsiasi tipo. In precedenza, il Dipartimento di Giustizia aveva statuito che le scommesse attraverso le telecomunicazioni che attraversano i confini di stato o i confini internazionali erano da considerare illegali.
 
Tutto nasceva da una questione che riguardava una decisione del Dipartimento di Giustizia Usa nella quale si ponevano delle limitazioni tra stati (in questo caso erano l'Illinois e New York) a vendere biglietti della lotteria online tra uno stato e l'altro. Questa pronuncia e i principi alla base della decisione della DoJ ebbero effetti ad ampio spettro in tutto il settore. Così venne vietato di fatto il gioco online e soprattutto il poker.
 
Il Dipartimento di Giustizia ha detto che il "significato dell'espressione 'evento sportivo o concorso', non comprende le lotterie", e tutto ciò consiste in un precedente molto importante che potrebbe permettere agli Stati di legalizzare altre forme di gioco d'azzardo virtuale.
 
"Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha dato alla comunità di gioco online un grande, grande regalo", ha detto I. Nelson Rose, un esperto di diritto di gioco che fa da consulente per i governi e per l'industria del gaming.
 
La nuova decisione avrebbe eliminato "quasi tutti i limiti delle leggi federali anti-gambling che potrebbero essere applicate al gioco che è legale secondo le leggi dello stato," ha proseguito Rose.
 
Il parere del dipartimento, scritto dal procuratore generale della Virginia Seitz, ha detto che la storia legislativa della legge ha dimostrato che l'obiettivo principale del Congresso era stato quello di bloccare le comunicazioni per scommesse sportive, in particolare sulle corse dei cavalli.
 
Il Congresso aveva anche espresso preoccupazione per la rapida trasmissione delle informazioni sulle scommesse di baseball, basket, calcio e pugilato tra gli altri sport legati eventi o concorsi.
 
Bizzarro che ora, di punto in bianco, il DoJ interpreti al contrario una legge che ha bloccato un settore in grado di generare posti di lavoro, redditi, economie e soldi per l'erario americano che mai come adesso possono servire a risollevare i bilanci Usa dalla crisi.
 
 
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