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Obama risponde a 10mila poker players: 'Il poker online ok per gli Stati, si studia a livello federale'


Obama poker 

Obama
ha risposto finalmente ai diecimila firmatari della petizione che invitava la Casa Bianca ad autorizzare e regolare il poker online negli Stati Uniti d'America.

Erano 8 mesi che la massa di americani avevano cercato di ottenere delle risposte sul perché non si procedesse ad una regolamentazione ed ecco la mail che è stata inviata nel weekend ai players e appassionati di poker online. "L'Amministrazione continuerà ad esaminare la questione ed è aperta a soluzioni che aiuterebbero il contrasto all'uso dei siti di gioco on-line come strumenti per lo svolgimento di attività illegali o approfittarsi di individui ignari del divieto di gioco d'azzardo sul web".
 
 
La Casa Bianca si impegna a rispondere a tutte le petizioni che ricevono più di 5000 firme e questa 'mezza risposta' arriva da Brian Deese, vicedirettore del Consiglio economico nazionale, e ha fatto poco per placare le preoccupazioni della comunità del poker statunitense. La Casa Bianca non ha promesso di intraprendere tutte le azioni possibili per far avanzare la legislazione e la regolamentazione del poker online.
 
La risposta è stata incentrata sull'inutile ripetizione del motivo per cui i giocatori vogliono il rilascio di licenze e la regolamentazione del poker online.
 
Tuttavia, in mezzo alla retorica c'è qualche spunto di riflessione. In primo luogo, Deese ha messo in chiaro che la Casa Bianca e il Dipartimento della Giustizia statunitense non considerano violazione del diritto federale altre forme di gioco d'azzardo diverse "dalle scommesse su eventi sportivi o concorsi similari, tuttavia la legittimità di altre forme di gioco d'azzardo online dipende dalla legge degli Stati in cui si trova il player".
 
Il che ci porta al secondo punto che è fatto abbastanza chiaro: il gioco d'azzardo online è una questione di legge statale.
"Si lascia ad ogni Stato di determinare se intende consentire tale attività tra i suoi residenti ed un sistema di poker online autorizzato da tale Stato ad accettare tali scommesse", continua la lettera.
 
Alcuni vedono questa risposta come una chiara indicazione che ogni possibilità di una normativa a livello federale è fuori discussione. Ma al punto terzo Deese indica che l'amministrazione Obama ha lasciato aperta la porta per l'approvazione della legislazione federale concentrandosi sulla protezione dei consumatori e dovrebbe arrivare ad un disegno di legge da recapitare sulla scrivania del presidente.
 
Nulla di nuovo sotto al sole direbbe qualcuno. Si va avanti stato per stato regolamentazione per regolamentazione con la Casa Bianca che dice: non è illegale, fate voi, prima o poi una regolamentazione noi dovremmo pur darla ma non sappiamo né come, né quando e né perché. Che almeno si aprano i tavoli negli Stati singoli. Poi si vedrà.
 
 

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