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No-Limit Hold’em: BSS - il gioco prima del flop

 

In questo articolo presentiamo una strategia fondamentale per il gioco prima del flop, con la quale si crea una base solida per i giri di scommesse successivi (flop, turn, river). La modalità di gioco qui descritta presuppone che ci troviamo a un tavolo full Ring (di solito nove-dieci giocatori), nel quale la maggior parte dei partecipanti ha di fronte a sé stack per circa 100 big blind. Se ci troviamo ad esempio a un tavolo €0,50/€1 con complessivi nove giocatori di cui sei (noi compresi) hanno stack per circa €100, questa strategia può essere applicata senza limitazione.

Sicuramente, in funzione delle capacità del proprio gioco, vi sono diverse alternative alla strategia di pre-flop proposta. Nel no-Limit Hold'em entrano in gioco anche numerosi altri fattori, che modificano le nostre decisioni prima del flop:

    • le carte che abbiamo in mano
    • la posizione
    • l'andamento del gioco sino a quel momento
    • la trasparenza degli avversari, anche nei giri di scommesse successivi
    • gli stili di gioco degli avversari che partecipano alla mano
    • la nostra immagine stessa (cioè: come ci vedono gli altri?)
    • le capacità dei nostri avversari
    • l'entità del nostro stack rispetto ai blind e agli Stack degli avversari
    • … e altri fattori minori

    È chiaro che numerosi fattori sono rilevanti ed è quindi impossibile sviluppare una strategia pre-flop perfetta e ottimale e sottoscriverla. Tuttavia vogliamo descrivere una strategia che da un lato può farci vincere e dall'altro possa costituire il punto di partenza per sviluppare un proprio gioco.

    Giocare con successo

    Vince chi fa meno errori, su questo aspetto occorre sempre fare chiarezza: in qualsiasi momento vi è la possibilità di investire tutti i propri soldi nel piatto. Naturalmente si cerca di farlo sempre come favoriti e pertanto una buona selezione delle mani iniziali, cioè giocare "tight", costituisce sempre un buon punto di partenza per crearsi uno stile proprio. L'obiettivo non è di sedersi al tavolo come "rock" (cioè con uno stile di gioco troppo tight), ma non vogliamo neppure essere troppo loose e quindi perdere inutilmente del denaro in situazioni svantaggiose: l'obiettivo è un rapporto equilibrato tra questi due aspetti!

    Talvolta qualcuno pensa che uno stile di gioco loose e aggressivo (LAG, che sta per Loose Aggressive Game) sia la strada giusta per il successo, il che potrebbe anche essere vero in talune circostanze. Nella maggior parte dei casi questo tuttavia non è proprio così per i limiti più bassi. I limiti più bassi sono contraddistinti soprattutto dal fatto che una parte significativa degli avversari è troppo loose e talvolta anche troppo passiva. La risposta diretta è tight-aggressivo (TAG, che sta per Tight Aggressive Game). Se i nostri avversari sono in gioco con molte mani marginali, noi come giocatori tight-aggressivi abbiamo nella maggior parte dei casi una posizione di partenza decisamente migliore e siamo in grado, senza alcuna preoccupazione, di esercitare una certa pressione sotto forma di Bet o di raise.

    Un buon giocatore di poker sa adattarsi al suo avversario. Abitualmente la risposta giusta deve essere scelta rispetto allo stile di gioco prevalente al tavolo:

    • se gran parte degli avversari ha uno stile di gioco loose-passivo, giocheremo tight-aggressivi,
    • se invece giocano per lo più tight-passivi, preferiremo un approccio di tipo loose-aggressivo e così via.

    In prima linea si gioca quindi contro gli avversari e si adatta il proprio gioco alle caratteristiche.

    Le categorie delle mani

    Per capire meglio, suddivideremo le diverse mani del NL Hold'em dapprima in diverse categorie. In questo modo sapremo gestire meglio la situazione pre-flop.

    Quando si tratta di decidere quali mani vogliamo giocare nelle diverse situazioni, non si tratta principalmente del fatto che la propria mano sia spesso favorita dal punto di vista matematico. Anche la giocabilità (playability) della mano è di notevole importanza. Una piccola coppia come può essere giocata meglio e con più facilità rispetto a , perché se contro più giocatori non troviamo ad esempio alcun set al flop e arrivano alcune overcards, possiamo facilmente passare. Ma se abbiamo in mano e troviamo un re, le cose si complicano e ci troviamo in situazioni in cui è facile prendere decisioni sbagliate, venendo meno al nostro motto di evitare gli errori.

    Nel cash game no-limit Hold'em occorre quindi ricordare che in primo luogo non è importante sapere quale mano con quale frequenza vincerebbe uno showdown, ma piuttosto con quali mani possiamo vincere i piatti più grandi e perderne di piccoli. Procedere con una pura e semplice valutazione delle mani non ha molto senso nel bigstack NL Hold'em, perché in primo piano vi è sempre la necessità di sapere con quali mani di partenza possiamo realizzare una grossa vincita.

    Complessivamente esistono quattro categorie, che comprendono tutte le mani di partenza.

    • Le mani per un piatto grande

    Con queste mani è possibile vincere piatti grandi. Sono relativamente facili da giocare e possiedono quindi un valore elevato (value). Di queste mani naturalmente fanno parte tutte le coppie (pocketpair) da AA sino a 22, AK, tutti gli Ax del medesimo seme (da AK ad A2) e tutte le carte collegate (connectors) del medesimo seme (suited) da KQs a 54s.

    • Le mani che vincono i piatti piccoli
    In questa categoria inseriamo tutte le mani che possiedono un certo valore ma anche sono meno gestibili e quindi devono essere giocate con maggiore prudenza. Celano il pericolo di essere dominate da altre mani e spesso si sviluppano in piatti grandi solo nella seconda mano migliore. Di questa categoria fanno parte AQ, KQ, KJs e tutti i connettori con un gap (one gap connector) del medesimo seme, da QTs a 53s e 43s e 32s.
    • Le mani per piatti molto piccoli

    A prima vista queste mani sono combinazioni marginali, con cui si conseguono vincite solo molto limitate. Tuttavia qualche volta, soprattutto se si è in posizione, possono rivelarsi redditizie. In particolare i principianti in presenza di queste mani tendono spesso a commettere errori, sopravvalutandole. Quindi un errore da evitare. Il rischio di giocare in una situazione dominata e quindi di commettere errori è semplicemente eccessivo.

    Di questo gruppo fanno parte tutte le combinazioni di colore diverso, come JT o meglio (cioè JT, QT, KT, AT, QJ, KJ, AJ), tutti i Kx del medesimo seme, tutti i connettori con due gap nel medesimo seme, da Q9s a 52s e tutti i connettori senza gap e di diversi colori, da T9 a 54.

    • Le mani perdenti
    Tutte le mani non indicate normalmente hanno un valore inferiore, per essere considerate giocabili. Poiché nel poker non sempre si ha bisogno di una buona mano per vincere il piatto, in teoria tutte le mani possono essere giocate. Tuttavia proprio i principianti dovrebbero prendere le distanze da queste mani. Persino i giocatori più esperti solo in casi rarissimi investono il loro denaro in questo tipo di mani, magari come bluff o per ridurre la propria "leggibilità".

    Naturalmente queste categorie sono flessibili. A seconda della valutazione buona o cattiva che diamo ai nostri avversari, possono verificarsi delle eccezioni. Una mano che normalmente giocheremmo solo in casi rari (ad es. ), contro degli avversari non abili può diventare una mano giocabile con frequenza, in quanto questi giocatori sono senza dubbio facilmente controllabili. Ad esempio una mano di questo tipo può facilmente portare al fold oppure essere pagata più frequentemente, se si trova una corrispondenza (implied odds).

    Lo stile di gioco tight-aggressivo nella pratica

    Come abbiamo anticipato, occorre dapprima una strategia che funga da base per lo sviluppo del proprio gioco. La modalità di gioco tight-aggressiva è indicata in quanto si basa sul gioco di mani forti e quindi spesso si sta nel gioco con la mano migliore. In questo modo si riduce il numero delle situazioni complicate e si è in linea con il principio di evitare l'errore che abbiamo indicato più sopra.

    position

    Uno dei fattori più importanti a riguardo è la propria posizione rispetto al mazziere e a tutti gli altri giocatori attivi nella mano. In presenza di un tavolo full ring operiamo la con la solita distinzione:

      1. Early position (EP),
      2. Middle position (MP),
      3. Late position (LP)
      4. oltre alle posizioni dei blind (small blind/SB & big blind/BB).

       

      Ogni posizione influenza la nostra classificazione delle mani, cioè le mani che giochiamo e quelle che non giochiamo (vedi articolo Mani iniziali e gioco di posizione).

      Per tutte le indicazioni deve tuttavia essere chiaro che non possono essere utilizzate in maniera definitiva e fissa in tutte le posizioni. Questo articolo si limita a dare consigli su come devono essere giocate le diverse mani nei casi normali. Con i limiti inferiori sicuramente non si commette alcun errore, se ci si attiene rigidamente a questa strategia. Solo a partire dai limiti, come ad esempio NL €1/€2, è possibile prendere in considerazione la possibilità di strutturare diversamente il proprio stile di gioco, per adattarsi meglio alle peculiarità dei limiti più alti. 

      La tabella delle mani iniziali

      Il no-limit Hold'em è un gioco complesso, che dipende molto dalla situazione. Per spiegare in dettaglio una strategia remunerativa non basta un solo libro. Per questa ragione è decisamente più semplice utilizzare una rappresentazione tabellare di quante più situazioni pre-flop possibili.

      La base per la creazione della tabella delle mani iniziali è illustrata nel paragrafo precedente "le categorie delle mani" ed illustra una modalità di gioco molto tight, ma efficace e semplice.

      La tabella delle mani iniziali mostra esattamente quali sono le indicazioni da seguire, in funzione di:

        1. mano iniziale
        2. posizione
        3. azioni degli avversari.


        Se si osserva più da vicino la tabella delle mani iniziali, si troveranno alcuni concetti già noti come "call" (stare), "fold" (passare) o "raise" (rilanciare). Ma contiene anche indicazioni nuove.
        • Call15
        "call15" come indicazione si trova solo nelle coppie con un piatto elevato. Con una coppia abitualmente ci si aspetta di vedere un flop favorevole, magari per fare un set e quindi ricevere una bella ricompensa. Purtroppo un set si trova solo nel 12% dei casi. Inoltre anche se si trova la carta giusta non si vince sempre l'intero piatto e nei casi peggiori vi è ancora la possibilità di perdere contro una mano migliore. Questi tre fattori hanno come conseguenza la necessità di trovare un importo massimo, che sia possibile chiamare prima del flop con una coppia, per speculare su un set.
        • La regola del set dice che per chiamare tanto noi quanto l'avversario dobbiamo avere in mano un numero di chip almeno 15 volte superiori al raise effettuato in precedenza.
        • Call 2/Call 3

        Le voci "call 2" e "call 3" si trovano solo con le carte collegate (connectors), come ad esempio T9s. Le mani iniziali sono molto speculative e quindi si giocano al meglio in presenza di un piatto che prevede due, tre o più giocatori. Con "call 2" e "call 3" si intende dunque dire che occorre stare non appena due, tre o più giocatori prima di noi hanno effettuato il big blind. 

        • raise 0

        "raise 0" indica un rilancio, se nessun giocatore è entrato prima nella mano. Tutti i giocatori precedenti devono quindi avere passato, perché la mano possa essere rilanciata. Se nella mano sono già coinvolti dei caller, ci si dovrebbe limitare a chiamare (stare), senza rilanciare.

        Come procedere

        Se si hanno tutte le informazioni necessarie, con l'ausilio della tabella delle mani iniziali si sarà sempre in grado di prendere la decisione giusta. Osserviamo un esempio:

        In questa situazione dobbiamo decidere se rilanciare, passare o semplicemente stare. Per non commettere errori, in ogni situazione pre-flop dobbiamo porci tre domande e trovare la risposta:

          1. Qual è la mia mano?
          2. Qual è la mia posizione sul tavolo?
          3. Come sono le azioni degli avversari prima di me?

          Dopo avere risposto a queste domande è possibile applicare la tabella.

          Nella posizione dello small blind abbiamo in mano e tre giocatori prima di noi hanno già chiamato. Sino a questo momento non vi è stato alcun rilancio. Ora nella tabella cerchiamo la voce per AT (colonna sinistra) nei blind (riga in alto) per piatto non rilanciato e otteniamo la voce "raise 0". Questa voce ci dice che dobbiamo rilanciare, anche   se nessuno dei giocatori prima di noi lo ha fatto, mentre dobbiamo solo stare se sono entrati degli avversari nel gioco. Poiché già tre avversari hanno fatto call, come ci indica la tabella decidiamo per il call.

          Se tutti i giocatori prima di noi avessero passato, sarebbe stato corretto il raise.

          I vantaggi di un raise

          Prima del flop la regola vuole che la maggior parte delle mani venga rilanciata o passata, se tutti i giocatori precedenti hanno passato (open raise). I giocatori successivi evitano di chiamare se hanno in mano solo coppie piccole e suited connectors, preferendo il rilancio.

          Un preflop-raise trova diverse giustificazioni:

            • per sfruttare al massimo il valore della propria mano,
            • per migliorare la propria posizione,
            • per ridurre il numero di avversari,
            • per controllare la mano,
            • per vincere immediatamente un piatto,
            • per ridurre gli Implied odd dell'avversario
            • oppure anche per isolare i giocatori meno bravi.
            Dopo avere optato per il raise, dobbiamo determinarne l'entità.

            L'entità del raise

            Come abbiamo già appreso negli articoli sulla strategia short stack NL, l'entità del rilancio dipende sempre dal numero dei giocatori che sono precedentemente entrati nel gioco.

              • Se siamo il primo giocatore che entra volontariamente nel piatto (i blind non contano), fissiamo un valore del big blind tre-quattro volte superiore. Molti optano per un importo predefinito, tipo 3,5 BB. Questo valore corrisponde indicativamente a un raise dell'entità del piatto.
              • Se invece i giocatori prima di noi hanno chiamato, il rilancio sarà pari semplicemente a un big blind per ogni giocatore coinvolto in più rispetto a quanto si sarebbe fatto normalmente.

              In nessun caso occorre commettere l'errore di fare dipendere l'entità del raise dalla mano. Se ad esempio rilanciando di più se si gioca un asso e di meno se si hanno in mano delle coppie piccole, si forniscono agli avversari delle informazioni eccessive.

              Attenendosi alle regole sopra citate e scegliendo un'entità del raise in funzione del numero di giocatori, diventa difficile puntare in una particolare mano.

              Il raise degli avversari

              Se uno o più avversari prima o dopo di noi hanno rilanciato, dovremmo rivedere nuovamente il nostro approccio al gioco.

              • Un avversario ha rilanciato prima di noi

              Se un giocatore ha già puntato un importo maggiore del big blind e noi abbiamo una mano con la quale secondo la tabella dovremmo nuovamente rilanciare, lo facciamo ad un importo tre volte superiore a quello puntato dall'avversario. Se uno o più giocatori hanno già chiamato il rilancio, si procede ad effettuare il raise di un fattore per ogni giocatore, il che significa quattro, cinque, sei volte di più e così via.

              Se in precedenza ci sono stati più rilanci o se il rilancio dell'avversario è superiore a dieci BB, solo gli assi e i re saranno nuovamente rilanciati. Se questi sono sufficientemente forti, la mano diventerà un all-In (da cui anche la voce "raise (all-in)" nella tabella delle mani iniziali).

              • Un avversario rilancia dopo di noi
              Se l'avversario dopo di noi dovesse rilanciare, di regola potranno essere portati avanti solo assi, re e coppie più piccole. In tale situazione le coppie piccole vengono chiamate o passate in base alla citata "regola dei set", mentre con gli assi e con i re possiamo nuovamente rilanciare. Questo ha come conseguenza che nel caso ideale che tutti i chip siano nel mezzo del tavolo già prima del flop.
              Un'eccezione è rappresentata dalla coppia . In base all'avversario, alla posizione e all'entità dello stack, questa mano può essere giocata anche contro un reraise. In questo caso normalmente se si è in posizione si chiama. In caso contrario si folda o si procede al reraise, se anche l'avversario dispone di un big Stack. Naturalmente qui sono preferibili le combinazioni del medesimo seme, come .
              Sicuramente non bisogna cercare l'apertura contro ogni tipo di rilancio.  Se ad esempio un giocatore dopo di noi rilancia del minimo (cioè raddoppia l'importo precedente), è possibile stare con ogni mano, grazie ai buoni pot odds.

              Il proprio stile di gioco

              Se, come descritto in questo articolo, si persegue un gioco tight-aggressivo prima del flop, nella maggioranza dei casi si avrà sempre pronta una soluzione adeguata.

              Naturalmente poi ognuno di noi sceglierà qual' è lo stile di gioco più adatto per lui. Con l'esperienza, in posizione late sarà possibile ad esempio giocare in maniera utile tutta una serie di mani. Consigliamo di scegliere la modalità di gioco descritta in questo articolo come base di riferimento e solo successivamente e con l'aiuto degli ulteriori contenuti proposti dal centro di formazione ottimizzare ulteriormente il proprio gioco. Inoltre la strategia qui descritta costituisce la base per il gioco nei giri di scommesse successivi.

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