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No-Limit Hold'em: BSS - il flop (1)

 

I principi

In questo articolo prenderemo in considerazione il gioco con uno stack significativo al flop. Come è noto, il flop si forma con le tre prime community cards, in maniera tale che delle sette carte complessive, ne conosciamo già cinque (hole cards e flop). In percentuale significa il 71,4%!

Come già descritto negli articoli sulla strategia dell'SSS, è il flop che determina la strategia da scegliere. Sono molte le informazioni che a questo punto svolgono un ruolo importante.  Mentre per il giro di scommesse prima del flop solo tre fattori erano importanti per la strategia, ora i fattori rilevanti sono sei:

    1. le azioni prima del flop
    2. la nostra posizione (rispetto agli altri giocatori)
    3. la categoria della propria mano
    4. la struttura del flop
    5. l'entità del piatto
    6. il numero e la personalità dei giocatori

    In questo articolo esamineremo questi fattori più attentamente, mentre nella seconda parte li spiegheremo sulla base di esempi pratici.

    1. Le azioni pre-flop

    Prima del flop occorre prestare attenzione a come reagiscono i diversi giocatori. Chi era il raiser e chi il caller? Quanti raiser c'erano? Tutti aspetti che influiscono sulla nostra strategia flop.

    Se al flop attacca, per esempio, un giocatore che ha già rilanciato prima del flop, si ha un proseguimento dell'aggressione. Un giocatore che in precedenza ha solo chiamato e ora mostra una certa forza al flop, dovrà essere trattato diversamente. Sapere come si è svolta la mano sino a quel momento è fondamentale per le decisioni successive e occorre sempre osservarla attentamente.

    2. La posizione

    In tutte le varianti di poker la propria posizione è fondamentale. Se ci troviamo in posizione (IP) abbiamo il vantaggio di osservare le azioni dei avversari e di reagire di conseguenza. Se non siamo in posizione, cioè se siamo out-of-position (OOP), queste informazioni ci mancano e non possiamo tenerne conto nella nostra strategia.

    Quante più informazioni abbiamo sui nostri avversari, tanto meglio sapremo adeguare la nostra strategia. Giocare in posizione può essere utile.

    3. Le categorie delle mani

    Qual è la mia mano?

    Quando si devono stabilire le categorie delle mani al flop sostanzialmente non vi è alcuna differenza rispetto alle definizioni utilizzate per la strategia short stack. Facciamo una suddivisione in tre categorie.

    • Made hand

    Le made hand vengono dette anche "pronte", in quanto al flop abbiamo già una mano che ha buone possibilità di vincere allo showdown.

    Queste made hand possono essere una coppia semplice, ma anche un full house completo. Si differenziano quindi per la loro forza. Ad esempio le coppie basse o medie sono una made hand, ma rispetto a molte altre mani sono più basse e quindi sono classificate più deboli. Dei two pairs forti, una scala, un full house etc. sono invece made hand forti, che spesso consentono di vincere. A fronte di un flop pericoloso, la situazione diventa critica con le mani che hanno una top pair, con un buon kicker o una doppia coppia. Queste possono spesso battere tutta una serie di mani, ma spesso rappresentano anche la mano battuta. In particolare questo tipo di mani deve essere affrontato con prudenza, perché facilmente si commettono degli errori.

    Le made hand non possono quindi essere considerate una categoria unitaria. In funzione della forza delle diverse made hand, si rendono opportune diverse considerazioni di natura strategica. Pertanto le tratteremo in maniera diversa. Ecco tre esempi:

    • Esempio 1 – made hand forte

    In questo esempio al flop abbiamo un set . Poiché solo mani come o formano una combinazione migliore, probabilmente qui abbiamo la made hand migliore.

    • Esempio 2 – made hand debole

    Con al flop troviamo una top pair. Il flop consente tuttavia molte altre made hand o addirittura delle combinazioni draw, contro le quali andremmo sotto. In questo caso definiamo le mani top pair deboli.

    • Esempio 3 – made hand critica

    Prima del flop rilanciamo con e troviamo un Re. Con al flop abbiamo inoltre una overcard per la nostra coppia. La nostra mano sarà spesso battuta e quindi possiamo considerarla "critica".

    • Mani draw

    Anche le mani draw a questo punto devono essere differenziate come big stack. Come short stack in questa categoria abbiamo solo dei draw forti, con otto out o più (ad esempio flush draw). Tuttavia definiamo ora ogni tipo di draw anche come "mano draw". Anche i draw molto deboli, come ad esempio un gutshot (quattro out in una scala) appartengono quindi a questa categoria, in quanto anche se molto raramente, a date condizioni, è possibile giocare vincendo.

    • Esempio 4 – draw forte

    Al Button con abbiamo un leggero rilancio. Al flop troviamo ora flop il nut flush draw più come overcard. Se il nostro avversario ha trovato ad esempio una coppia, giochiamo con 12 Out. Questo draw deve essere considerato forte.

    • Esempio 5 – draw debole

    Con al flop flop non abbiamo in mano più di due overcard. Complessivamente nel mazzo ci sono ancora 3 Assi e 3 Re. Ciò significa che complessivamente nel migliore dei casi avremo 6 out e quindi un draw molto debole.

    • Mani trash

    Per mani trash intendiamo tutte le combinazioni che non sono né made hand né mani draw e che quindi non hanno alcuna possibilità di vincere uno showdown. Se si hanno queste mani è opportuno passare o fare check, perché è qui che emerge la differenza tra un winning player ed il suo avversario: nelle situazioni non redditizie passa, mentre in quelle redditizie è lui a fare il gioco.

    L'arte dei giochi no-Limit con uno stack importante sta nella capacità di valutare qual è l'effettiva forza di una mano. Purtroppo questo aspetto non sarà mai chiarito completamente da alcun articolo. Qui l'esperienza ha un ruolo maggiore della teoria.

    4. La struttura del flop

    Quando parliamo di un buon flop, le cause possono essere due:

    • con il flop abbiamo ricevuto una mano forte;
    • oppure il flop probabilmente non ha migliorato la mano dei nostri avversari.

    In questi casi non ci sono dubbi su come procedere: se abbiamo una mano forte, desideriamo essere ripagati nella misura migliore possibile. Se l'avversario probabilmente non ha trovato niente, cercheremo di spingere a passare. Ma quando abbiamo una mano forte e soprattutto sicura e con quali flop è molto improbabile che l'avversario abbia trovato qualcosa? Per rispondere a queste domande, occorre esaminare da vicino la struttura del flop.

    • Dry flop

    Per dry flop intendiamo le combinazioni non pericolose, cioè poco o affatto coordinate. Come esempio di dry flop prendiamo , in quanto su questo flop non sono possibili draw forti. Questi flop riguardano poche mani e quindi facilmente l'avversario viene spinto fuori dalla mano.

    • Flop con pochissimi draw

    Se un flop ha pochissimi draw, è molto coordinato, cioè trova molte mani di partenza e consente numerosi draw. Un esempio è costituito da in quanto questo flop incontra molte mani iniziali come , , ecc. e per ogni mano con una carta in un flushdraw e mani come o quando porta un draw forte sulla Scala. Spesso si verifica addirittura che l'avversario a fronte di tali board va in flop di una made hand.

    5. L'entità del piatto

    Un altro aspetto da tenere sempre presente è l'entità del piatto. Da questa dipende abitualmente l'ammontare della puntata oppure se è possibile effettuare dei draw con buoni risultati oppure no.

    A riguardo vi è un principio da non perdere mai d'occhio: i piatti grandi e le puntate grandi devono essere riservati alle mani grandi. Molti giocatori commettono l'errore di volere scoprire i grossi bluff degli avversari e quindi pagano le grosse scommesse con mani piccole. Molto spesso capita che alcuni giocatori con mani grandi attacchino poco, riuscendo così a creare solo un piatto relativamente piccolo. Questa strategia è assolutamente sbagliata. Dalle mani grosse pretendiamo grandi vincite!

    6. Il numero degli avversari

    Non solo le dimensioni del piatto devono corrispondere alla propria mano, ma anche il numero dei giocatori svolge un suo ruolo. In linea di massima, quanti più giocatori sono coinvolti in una mano sino allo showdown, tanto migliore sarà la mano media, che alla fine vince il piatto. La probabilità che qualcuno abbia trovato qualcosa è più elevata se il numero dei giocatori aumenta e quindi occorre una mano più forte, se ci si vuole garantire una possibilità di vincita. Pertanto anche con gli heads-up i requisiti saranno inferiori rispetto a quando si gioca contro molti avversari. 

    L'applicazione pratica

    La base per l'applicazione è costituita dagli articoli della sezione "concetti avanzati". Chi non l'ha ancora presa in considerazione, dovrebbe farlo.

    Sintetizzando, suddividiamo due situazioni per il gioco al flop:

    • Prima del flop siamo rimasti nella mano senza puntare (gioco come pre-flop-caller).
    • Prima del flop abbiamo rilanciato (pre-flop-raiser).

    In entrambi i casi occorre prendere in considerazione diversi elementi. In primo luogo occupiamoci della prima situazione, in cui l' "unraised pot" è stato semplicemente chiamato prima del flop.

    I. Giocare come pre-flop caller

    Se i nostri avversari e noi prima del flop abbiamo solo chiamato invece di rilasciare, vedremo un flop molto favorevole. Se si è agito nel rispetto della strategia pre-flop, significa che abbiamo in mano delle carte tipo una coppia di jack o peggio oppure una mano speculativa, tipo , , o analogo. Cerchiamo quindi, con mani relativamente deboli, di floppare un monster, per poi ricevere una bella somma. In generale in questa situazione occorre attenersi alle seguenti regole:

    Se in un pot unraised non si trovano made hand o draw forti, non si gioca mai per l'intero stack.

    Il piatto abitualmente è troppo esiguo all'inizio, mentre gli avversari sono numerosi. Entrambi sono fattori che rendono assolutamente necessaria questa regola. Non vale la pena con una made hand marginale abbandonare il piatto rapidamente, dove vi è una la probabilità comparativamente alta che uno degli altri avversari abbia una mano più forte.

    In gioco nell'unraised pot si basa quasi interamente sulla forza della propria mano.

    • Made hand

    Se ad esempio si ha in mano una coppia bassa e al flop arriva un set, il gioco si fa sempre più aggressivo e si rilancia. L'ammontare della puntata in funzione della struttura del flop deve essere collocata tra la metà e la totalità del piatto o deve essere il triplo dell'importo precedentemente rilanciato. Se il flop è molto strutturato e consente numerosi draw, scegliamo noi (soprattutto se sono presenti più avversari) un valore più alto, mentre se il flop è dry, sarebbe probabilmente sufficiente anche la metà del piatto, dato che riceviamo denaro e gli avversari hanno delle carte anche peggiori.

    Con made hand più deboli, come ad esempio un top pair, spesso è possibile attaccare. Nella norma si parte con una scommessa di prova, per definire soprattutto la forza.

    Se uno degli avversari rilancia, occorre sempre decidere quali probabilità vi sono che abbia una mano ancora più forte. Questa decisione naturalmente deve basarsi sulla struttura del flop e dei possibili read, ma anche e soprattutto sulle quotazioni del piatto. Quanto peggiori sono le quotazioni, tanto più si rende necessario lasciare una mano, se non si tratta dei nuts.

    • Esempio 6made hand in un unraised pot
    In base alla nostra tabella delle mani di partenza, in posizione middle chiamiamo con . Ora il flop ci porta il set e si fa check su di noi. Giochiamo direttamente la nostra mano fatta.

    In ogni caso in questa situazione è assolutamente da evitare lo slowplay, in quanto mantiene il piatto basso e si regala del denaro inutilmente. Lo slowplay può essere uno strumento utile per chi vuole guadagnare, ma non in questo caso. Noi vogliamo vincere quanto più possibile dai nostri avversari e proteggerci da possibili draw.

    In alcuni casi eccezionali si possono anche limitare le perdite, se si ha una mano peggiore rispetto a quella di un avversario. Questo aspetto si basa sul concetto del block bet. Naturalmente cerchiamo sempre di investire denaro solo quando ci troviamo in una situazione propizia.

    • Mani draw

    Se con il flop abbiamo ricevuto un draw, nella maggior parte dei casi dovremo giocare passivamente, rispettando le regole degli odds e degli outs. Se abbiamo l'opzione di fare check, ne approfittiamo. Se la puntata è già stata effettuata, stiamo solo se riceviamo gli odds corretti.

    • Esempio 7Mano draw in un unraised pot

    Al pre-flop tutti i giocatori hanno passato. Solo lo small blind chiama e noi con vediamo un flop. Questo ci porta e quindi un gutshot. Lo small blind fa check e noi anche.

    Con dei draw forti, come ad esempio un nut-flush-draw, possiamo scegliere uno stile di gioco più aggressivo. Questa variante evidentemente ha ragione d'essere solo nel caso in cui anche i nostri avversari siano in grado di passare e noi ci troviamo in posizione. Con un draw forte giochiamo quindi un semibluff e abbiamo così la possibilità di vincere la mano, in quanto tutti gli avversari passano oppure in un giro di scommesse successivo troviamo la nostra made hand.

    Quanto più forte sarà il draw, tanto più agguerriti saranno gli avversari. Ed è proprio qui che il semibluff diventa conveniente.

    • Mani trash
    In generale tutte le mani trash vengono passate. Fare un bluff negli unraised pot nella maggior parte dei casi non rende.

    Nella parte II riproponiamo altri concetti NLHE, che in particolare sono da prendere in considerazione in relazione al gioco dei "raised pots".

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