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NLHE: il river (2)

 

Nel primo articolo sul gioco al river abbiamo descritto i concetti di base. Ora sappiamo:

  • quando fare una value bet (puntata per valore)
  • quando è consigliabile fare una block bet (puntata di blocco)
  • in quali situazioni vale la pena fare un bluff
  • quando conviene chiamare solamente.

Di seguito andiamo a spiegare come mettere in pratica correttamente questi concetti durante il gioco. Come in ogni giro di scommesse, anche al river possiamo scegliere, in posizione e fuori posizione, tra diverse azioni:

In posizione

Fuori posizione

1. Bet-raise 1. Bet-fold
2. Call 2. Bet-reraise (all-in)
3. Check behind-fold 3. Bet-call
- 4. Check-fold
- 5. Check-raise
- 6. Check-call

Esaminiamo nel dettaglio tutte le alternative e come si utilizzano nelle diverse situazioni.

Gioco in posizione

1. Bet-raise (puntare e rilanciare)

Se giochiamo in posizione e abbiamo una made hand dobbiamo cercare di vincere il maggior numero possibile di chips, per farlo dobbiamo puntare o rilanciare (value bet).

La domanda a cui dobbiamo rispondere in questo momento è la seguente: 

  • "Quanto dobbiamo puntare o rilanciare?"

Per vincere il maggior piatto possibile, l'entità della puntata o del rilancio deve essere accuratamente ponderata. Una volta deciso di puntare, ci sono cinque punti in base ai quali decidiamo la quantità adeguata:

  1. la forza della nostra mano
  2. l'entità del piatto
  3. l'entità effettiva dello stack
  4. lo sviluppo della mano
  5. le letture (read) degli avversari.

La forza della nostra mano 

Il primo punto contraddice il principio che il valore della puntata debba essere indipendente dalla forza della nostra mano. Al river possiamo fare un'eccezione.

Quanto più forte è la nostra mano, tanto maggiori saranno le nostre puntate e i nostri rilanci. In casi particolari, ad esempio con la mano nut, possiamo anche andare all-in invece di puntare un valore standard. Questa mossa può rivelarsi interessante proprio al river, in quanto numerosi avversari...

  • ... potrebbero credere che stiamo facendo un bluff e chiamare con più facilità, rispetto a quando facciamo una value bet standard che sembra quasi chiedere un call.
  • ... in questo momento del gioco è probabile che chiamino, poiché hanno già messo molte chips nel piatto.

Anche quando si prepara un bluff, occorre riflettere sull'entità ottimale della puntata.

La puntata dovrebbe sempre corrispondere alla forza della mano che cerchiamo di rappresentare.

Entità del piatto e dello stack

L'entità del piatto e dello stack sono i fattori più importanti tra quelli nella lista. In base al loro valore decidiamo se puntare una parte del piatto o se l'unica opzione che ci resta è andare all-in. 

Se il piatto è grande rispetto alla dimensione dello stack, sarà preferibile andare all-in. La ragione di questa affermazione, è che con un certo rapporto tra stack e piatto siamo pot-committed (non possiamo uscire dal piatto). 

Un rapporto indicativo è 2:1. Se nel piatto ci sono €40 e l'entità effettiva dello stack è circa €80, ogni puntata compresa tra il 50 e il 100% del piatto ci darebbe delle pot-odds troppo buone per passare la mano. Le stesse regole valgono per il bluff, che non dobbiamo fare quasi mai con un rapporto di questo valore.

Lo sviluppo della mano e le letture (reads)

L'entità della nostra puntata è influenzata da come si è svolta la mano e dalle letture (read) che possiamo fare dei nostri avversari. A seconda che l'avversario ci faccia credere di avere una mano debole o forte, sceglieremo il valore corretto. Se abbiamo il nuts, proprio quando pensiamo che l'avversario abbia un buon punto, ha senso una puntata forte.

  • Mano di esempio con un rilancio

Nel primo esempio sul rilancio al river, abbiamo al big blind. Tutti i giocatori passano fino allo small blind, che chiama. Facciamo check. 

Il flop ci porta , abbiamo la migliore doppia coppia (top two pair). L'avversario fa una puntata donk al flop, che prontamente rilanciamo. Villain 5 potrebbe avere molte mani, come coppie o progetti. Chiama il nostro rilancio e al turn arriva il , una carta che possiamo considerare inifluente (blank). 

L'avversario punta di nuovo e  rispondiamo ancora con un raise. Villain chiama e al river scende il , che completa il nostro full house. Villain ha ancora uno stack corrispondente a poco più del piatto. Poiché passerebbe di fronte a un rilancio con mani non troppo buone, come una coppia, ma vorrà vedere lo showdown con mani migliori, come tris, scala o un full-house peggiore, l'all-in è la puntata che massimizza il valore del piatto. L'avversario chiama l'all-in, e purtroppo con ci mostra la mano vincente.

2. Chiamare (call)

È opportuno chiamare semplicemente quando abbiamo un punto medio e pensiamo che il nostro avversario stia facendo un bluff o stia puntando con una mano più debole della nostra. Rispondendo alle domande del paragrafo "il call", nel precedente articolo, ci si può fare un'idea di quando vale la pena chiamare una puntata al river.

Se siamo in posizione e un avversario fa un check-raise, in generale possiamo chiamare il suo rilancio con un campo di mani (range) più ampio di quanto potremmo fare senza posizione. Gran parte dei giocatori punta direttamente le proprie made hand al river, non volendo correre il rischio di mancare una vincita maggiore se anche noi decidiamo di non puntare.

  • Mano di esempio con un call

Due giocatori deboli chiamano e ci isoliamo rilanciando con . Un giocatore vede il rilancio e il flop è . Villain fa check. Poiché giochiamo heads-up e siamo in grado di rappresentare una buona mano, puntiamo in continuation bet, ma Villain chiama di nuovo. 

Con un al turn, sul board ora c'è una coppia ed entrambi facciamo check. Il river è l' e Villain punta circa tre quarti del piatto.

Il primo pensiero sarebbe di passare, ma una breve analisi ci spinge a chiamare. Difficilmente ha in mano un asso, in quanto sicuramente avrebbe già puntato o rilanciato al flop o al turn. Anche con una donna avrebbe puntato al turn, mentre con una coppia di otto avrebbe passato al flop. Forse ha giocato slow una coppia di , ma anche questa combinazione è poco probabile. Qui facciamo call, perché secondo il nostro ragionamente Villain non ha una mano che ci possa battere.

3. Fare check in posizione-passare (check behind-fold)

Con tutte le mani che non hanno possibilità di vincere allo showdown, e spesso anche con made hand deboli, facciamo check oppure passiamo. Possiamo sapere quando sarebbe meglio passare  rispondendo alle seguenti domande:

  • il river può aver completato dei progetti?
  • dal comportamento dell'avversario si può dedurre che ha una mano forte?
  • ci sono motivi o indizi per credere al bluff dell'avversario?
  • l'avversario ha puntato al turn?
  • Mano di esempio con un fold

Questa mano è un esempio di una situazione a cui nessun giocatore di poker assiste volentieri. 

Al flop e al turn abbiamo fatto una value bet. Il board non offre molti progetti  e vogliamo proteggere la nostra mano. Villain ha solo chiamato, giocando come se avesse un progetto. Con una made hand debole sarebbe già uscito dalla mano al turn. Il river completa il progetto di colore e Villain decide di puntare in maniera abbastanza decisa. A questo punto confidiamo nel nostro read (crediamo al colore dell'avversario) e passiamo.

Gioco fuori posizione

1. Puntare-passare (bet-fold)

Con made hand marginali giochiamo in bet-fold, vale a dire facciamo una block-bet (puntata di blocco) per poter arrivare allo showdown in modo economico, ma passiamo di fronte a un rilancio. Come sempre, fanno eccezione letture (reads) particolari dell'avversario.

  • Mano di esempio di bet-fold

In questa mano osserviamo una situazione detta "battle of the blinds" (battaglia dei blinds). Tutti i giocatori che agiscono prima di noi passano al preflop. Con allo small blind, puntiamo. Il big blind chiama. Il flop non ci aiuta ma  decidiamo per una continuation bet. Nemmeno il al turn è a nostro favore, al contrario, completa numerosi progetti. 

Facciamo check e Villain 3 fa lo stesso. Con il river le carte comuni sono , con il abbiamo una scala. Tuttavia perderemmo contro ogni carta di picche. Sul board stesso c'è già una scala,  siamo convinti che l'avversario possa chiamare sia con mani migliori che peggiori della nostra, quindi facciamo una block bet cercando di fissare il prezzo per arrivare allo showdown. 

Villain 3 rilancia a 28 big blind, e passiamo senza troppi problemi.

2. Puntare-contro rilanciare (bet-reraise)

A differenza delle made hand marginali, giochiamo bet-reraise (puntiamo se non ci sono ancora stati rilanci, altrimenti contro rilanciamo qualsiasi puntata o rilancio degli avversari) il nuts o le mani che, nella maggioranza dei casi, sono molto superiori a quelle degli avversari.

Il nostro nuovo rilancio deve essere un all-in.

3. Puntare-chiamare (bet-call)

Questa strategia si usa in pochissime occasioni, di solito siamo così forti da puntare o rilanciare sempre, o così deboli da fare check o una block bet. Tuttavia, in funzione all'avversario che abbiamo di fronte e per variare il nostro gioco, possiamo qualche volta giocare bet-call (puntare se non ci sono stati rilanci, chiamare se qualcuno ha già puntato).

Possiamo farlo con dei punti abbastanza buoni per puntare al river, ma troppo bassi per un nuovo rilancio. Nel caso ci sia già stata una puntata, per decidere se chiamare o meno, vale quanto detto sopra nel paragrafo "chiamare (call)". Se il raise dell'avversario è basso, spesso possiamo chiamare. 

Ci sono dei limiti per le mani con cui possiamo seguire questa strategia. Per esempio, se siamo seduti fuori posizione, abbiamo puntato e il nostro avversario rilancia, possiamo chiamare solo con pochissime mani, ad eccezione del caso in cui l'avversario sia un maniac

Nelle mani dove non c'è stata molta azione e il piatto al river è ancora molto basso, raramente si dovrebbe chiamare un rilancio.

Nel linguaggio comune si parla di "crying call", in quanto siamo di fronte a situazioni relativamente incerte. In linea di massima è una chiamata che dipende molto dallo stile di gioco dell'avversario.

  • Quanto più tight sarà il nostro avversario, tanto più rare saranno le situazioni in cui chiamiamo.

4. Fare check-passare (check-fold)

Al river tutte le mani trash (mani spazzatura) si giocano facendo check o passando. Anche le made hand marginali in molti casi si dovrebbero giocare con un approccio check-fold, se non pensiamo che l'avversario stia facendo un bluff. 

5. Fare check-rilanciare (check-raise)

Questa azione al river si fa solo molto raramente. Se abbiamo una mano forte vogliamo vincere il più possibile, quindi puntiamo per evitare che la mano termini senza ulteriori puntate.

Spesso molti giocatori, se non hanno il nuts, fanno check per arrivare allo showdown senza mettere nel piatto altre chips. La possibilità di fare un check-raise si ha solamente quando l'avversario è molto aggressivo o pensiamo che abbia a sua volta una mano molto forte. 

Con le mani deboli, il check-raise non è efficace come il bluff o il semi-bluff. Come già detto, le puntate al river sono un segnale di forza, mentre un check-raise al river è molto sospetto, in quanto con mani forti avremmo puntato immediatamente.

6. Fare check-chiamare (check-call)

Come regola, senza posizione giochiamo le mani buone, passiamo quelle meno buone e facciamo una block-bet con quelle medie. Contro giocatori più esperti alla lunga questo modo di agire diventa troppo evidente.

Per questa ragione con made hand marginali dobbiamo utilizzare con una certa frequenza la strategia check-call (fare check per poi chiamare un'eventuale puntata dell'avversario). In pratica lasciamo al nostro rivale la possibilità di scegliere il valore della puntata, dandogli anche la possibilità di tentare un bluff. Questo può essere molto redditizio contro giocatori aggressivi, ma se l'avversario è tight, a una sua puntata è meglio passare.

  • Pertanto la strategia "check-call", come quella "bet-call", dipende molto dal tipo di avversario.
  • Mano di esempio di check-call

Questa è una buona situazione per vedere come si utilizza il check-call. Al preflop chiamiamo con e vediamo il flop (). Abbiamo una top pair con un buon kicker. Al turn giochiamo check-raise, Villain fa una continuation bet e con un rilancio facciamo capire di avere un punto forte.

Al turn arriva il , puntiamo nuovamente per non concedere una carta gratuita ai possibili progetti. Se ora l'avversario rilancia, dobbiamo passare. Villain 6 chiama e il river è una carta ininfluente. Poiché i progetti non si sono completati, l'avversario chiamerà solo con una buona mano, mentre con una punto basso, dopo il nostro check, qualche volta proverà a fare un bluff. Una buona situazione per un check-call! 


Qui termina la spiegazione del gioco nei diversi giri di scommesse del Texas Hold'em. Nel prossimo articolo parleremo dei concetti avanzati.

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