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NLHE: concetti avanzati

 

Nei precedenti articoli abbiamo visto le strategie di gioco ad ogni giro di puntate. Sono state analizzate tutte le possibili situazioni e approfonditi tutti i concetti di gioco. Adesso, in teoria, dovremmo essere già in grado prendere la decisione corretta in ogni momento della partita.

In questo articolo trattiamo i concetti che possono aiutare un giocatore esperto a perfezionare ulteriormente il suo gioco.

  1. L'entità delle puntate
  2. Il range delle mani (l'insieme delle mani giocabili)
  3. Gli schemi di scommesse
  4. Le situazioni way-ahead e way-behind
  5. Giocate varie

1. Entità delle puntate

Al contrario dell'Hold'em con limite fisso, nel No-Limit possiamo decidere quanto vogliamo puntare o rilanciare. Il valore della puntata alla lunga influisce sul nostro bilancio.

Se siamo insicuri, ci atteniamo come sempre alla seguente regola:

   Se non sappiamo esattamente quanto puntare, mettiamo circa due terzi del piatto.

Possiamo fare diversi tipi di puntata in base alla situazione, da una puntata per "protection" (difendere la nostra mano dai progetti) a una value bet.

  • Quanto dobbiamo puntare come minimo?

Si dovrebbe sempre fare una puntata, che dia all'avversario un rapporto sfavorevole tra la somma da dover mettere nel piatto e la possibile vincita. Un valore minimo è circa la metà del piatto, con cui gli avversari ricevono delle pot odds di 3 a 1 o peggiori.

  • Come influisce il board sull'entità delle puntate?

Se con le carte comuni non sono possibili molti progetti, le nostre puntate dovrebbero essere forti. Ci proteggiamo dai draw e diamo all'avversario pot odds molto negative.

  • Come influisce lo stack sul valore delle puntate?

Se il nostro stack è basso, e con una puntata saremmo definitivamente legati al piatto (pot committed), possiamo anche andare direttamente all-in.

Se non siamo pot committed e vogliamo vedere lo showdown, dobbiamo cercare di contenere il valore del piatto con delle puntate di blocco (block bets).

  • Come influisce la nostra mano sull'entità della puntata?

Se probabilmente abbiamo la mano migliore, possiamo fare una puntata non troppo forte, dato che vogliamo che l'avversario rimanga in gioco e ci permetta di vincere il maggior numero di chips possibile.

Quanto peggiore è la nostra mano, tanti più motivi abbiamo per passare o fare check se siamo in posizione. Senza posizione è migliore fare una piccola puntata (block bet).

  • Come influiscono i nostri avversari sul valore della puntata?

Tanto più loose è l'avversario, tanto maggiore dev'essere la puntata. Ci sono più possibilità che l'avversario chiami e quindi di ottenere la maggiore vincita possibile.

  • Esempio di mano sull'entità delle puntate
In questa mano di esempio, giochiamo dal button con . Due giocatori seduti prima di noi hanno chiamato, e abbiamo deciso di fare un rilancio abbastanza forte per isolarci (isolation-raise loose). Il nostro obiettivo è quello di poter giocare al flop, contro uno dei due giocatori che reputiamo abbastanza deboli, in heads-up. Senza informazioni sugli avversari, normalmente passeremmo questa mano. Rilanciamo di sei big blind, il giocatore allo small blind e villain 2 chiamano.
Il flop è , e ci dà la migliore mano possibile: la scala nut fino all'otto. Entrambi i giocatori optano per il check. Al momento abbiamo una mano forte, che però è ancora facilmente battibile. Ogni carta di cuori potrebbe completare un colore, oppure i set o le doppie coppie potrebbero migliorarsi in full. In questo caso dobbiamo chiaramente puntare. Puntiamo circa due terzi del piatto. Villain 4 fa il minimo contro rilancio e andiamo all-in con il nuts.

2. Il range delle mani

Il poker è un gioco di informazioni incomplete. Conosciamo quali sono le nostre carte coperte e le carte comuni, come si è svolta la mano, quali sono state le azioni degli avversari e poco altro. Cerchiamo di combinare queste informazioni come un puzzle per prendere le giuste decisioni. Tuttavia manca il tassello più importante: la mano dell'avversario.

Una delle possibilità per sopperire a questa lacuna è la cosiddetta hand reading (lettura della mano).

Hand reading significa assegnare all'avversario una o più mani possibili.

Di norma non siamo in grado di capire quale sia esattamente la mano del nostro avversario, ma possiamo capire con quale range ("gamma", "insieme") di mani stia giocando. Per esempio, un giocatore che va all-in con un board , non ha sempre , ma spesso anche mani come , o qualcosa di simile. Dobbiamo sempre considerare quali solo le mani che potrebbe avere. Di solito è molto difficile assegnargli una mano precisa.

I seguenti fattori sono importanti per determinare il range di mani degli avversari.

  • Lo stile di gioco

A seconda se il nostro avversario gioca molte o poche mani (loose o tight), il range di mani con cui è possibile stia giocando, rispettivamente si allarga o si restringe. I programmi come Poker Tracker o Office possono aiutarci a fare tale valutazione.

  • La posizione

A seconda della posizione normalmente si gioca più loose o tight.

Se l'avversario è seduto in una brutta posizione, probabilmente gioca più tight e riduciamo il range delle sue mani; se è in buona posizione, al contrario, sta giocando più loose e ampliamo il suo range.

  • Esempio:

Un giocatore che di solito rilancia al preflop circa il 10% delle sue mani iniziali, rilancia da posizione early (posizione iniziale). In questa posizione non rilancia il 10% delle mani, ma possiamo ridurre la percentuale fino a circa il 3%. Questa corrisponde a mani come , o superiori. Sappiamo abbastanza bene contro quale hand range andremo probabilmente a scontrarci e passiamo senza problemi anche mani come . Se abbiamo di fronte un giocatore molto più loose che rilancia circa il 30% delle mani iniziali, un contro rilancio con non sarebbe una cattiva scelta.

  • Azioni  preflop

Se un giocatore rilancia mostrando una certa forza, i giocatori successivi saranno più tight. Mentre entreranno nel piatto con molte più mani se nella mano ancora non ci sono stati rilanci, ma solamente delle chiamate (limp, call).

  • Quali sono le mani che logicamente gli avversari potrebbere avere dopo il flop?

In base alle puntate al flop, possiamo fare diversi read dei nostri rivali. Ciò richiede grande attenzione.

Per esempio, possiamo osservare che alcuni giocatori scelgono spesso lo stesso importo quando fanno una continuation bet, e che altri giocano in maniera passiva quando hanno mani molto forti.

Nel paragrafo "Gli schemi di scommesse" ci occuperemo di questo tema.

  • La nostra immagine

A seconda di come abbiamo agito nelle mani precedenti, gli avversari adattano il loro gioco. Per esempio, se rilanciamo per molte mani di seguito, i nostri avversari cercheranno di contrastarci con un più ampio range di mani.


Un ottimo strumento per sviluppare l'intuito per il range di mani degli avversari è il nostro calcolatore di probabilità

Quanto più conosciamo il modo di pensare del nostro avversario, tanto più esatta potrà essere la stima della sua mano. Per i giri di puntate successivi, può essere molto utile aver escluso dal suo range molte mani già al preflop.

3. Gli schemi di puntate

Per "schemi di puntate" intendiamo i diversi modi di puntare degli avversari. L'osservazione di determinati e ripetuti schemi di puntate, può facilitare la lettura (reads) degli avversari. Con un po' di esercizio l'hand range dell'avversario può essere definito con molta precisione.

Possiamo scoprire molte informazioni importanti sullo stile di gioco dei nostri avversari se ci poniamo le seguenti domande:

  • Come gioca i progetti il mio avversario?

Se sappiamo come gli avversari giocano i progetti, possiamo escludere varie mani dal loro range e adattare il nostro gioco. Di solito esistono due modi di giocare i draws: aggressivo o passivo.

Quando notiamo che un avversario è solito puntare con una made hand e giocare passivamente con un progetto, se gioca in modo aggressivo possiamo escludere che abbia un draw.

  • Come gioca l'avversario le made hands marginali?

Questa è una domanda molto importante quando si tratta di massimizzare il valore del piatto (value). Molti giocatori deboli sopravvalutano le made hands nel no-limit Hold'em. Spesso non classificano correttamente la propria mano come, per esempio, una coppia alta e finiscono per mettere troppe chips nel piatto.

Con questa informazione, con un punto forte possiamo rilanciare o fare puntate piuttosto alte.

  • Come gioca il mio avversario le made hands forti?

La risposta a questa domanda è molto importante per evitare il rischio di perdere troppe chips quando abbiamo una buona mano, ma non la migliore. Lo slowplay si utilizza molto con punti forti. Molti avversari con mani monster, fanno solamente check, chiamano o eseguono un rilancio minimo.

Se riconosciamo questa caratteristica in uno dei nostri avversari, possiamo risparmiare molto denaro. Se, per esempio, al flop c'è stato un rilancio ed un contro rilancio e un giocatore chiama senza pensarci troppo, possiamo supporre di giocare contro una monster hand. In questo caso dovremmo giocare con molta cautela.

  • Puntate e rilanci minimi

Soprattutto nei limiti più bassi, ci troviamo di fronte a questo tipo di puntate e rilanci. Sono i giocatori più deboli a puntare spesso il minimo. Ciò può essere interpretato in maniera differente a seconda della situazione.

In molti casi, le scommesse ed i rilanci minimi sono segnale di una mano forte al preflop, e di una debole dopo il flop. I rilanci minimi al preflop, corrispondono di norma a coppie alte come o . Con un piccolo rilancio si cerca di non far passare tutti gli avversari.

Dopo il flop cambia la situazione. Le puntate minime servono per lo più a vedere le carte successive senza spendere troppo, o per arrivare allo showdown nel modo più economico possibile. Ora se un avversario fa una puntata minima, ha di solito un punto debole o un progetto. In questo caso, la migliore strategia è fare un rilancio per vincere immediatamente il piatto. Tuttavia, se l'avversario risponde con rilancio minimo, come prima del flop, può essere visto come segno di forza.

Naturalmente, come di consueto nel poker, esistono anche le eccezioni. Per esempio, un rilancio minimo al preflop può anche significare che il giocatore di turno voglia vedere il flop con una mano speculativa, o che con una scommessa minima (con una monster hand) al flop voglia creare le condizioni per un rilancio da parte nostra.

Saper riconoscere gli schemi di puntate, richiede uno stile di gioco attento e concentrato. Se ciò riesce, le nostre vincite possono aumentare sensibilmente.

4. Way-ahead/way-behind

Se abbiamo stabilito il range di mani di un avversario, e osserviamo che siamo molto favoriti contro una parte di questo range, e molto in svantaggio contro l'altra parte, ci troviamo in una situazione "way-ahead/way-behind" (in pratica o siamo nettamente in vantaggio o nettamente in svantaggio).

Ci troviamo, dunque, in una situazione molto sgradevole. Se rilanciamo o puntiamo, tutte le mani peggiori passeranno mentre quelle migliori agiranno attivamente. Un rilancio non ha quindi senso. Ma non vogliamo neanche passare, poiché in fin dei conti abbiamo una mano relativamente forte e siamo in vantaggio su una parte del range avversario.

Dopo tutto ciò, alla fine ci resta solo il check-call! Abbiamo quindi la possibilità di ricevere del valore in più dai bluff e di non perdere troppo contro mani forti.

  • Esempio di mano "WAWB"
Villain 6 entra per primo nel piatto chiamando dal cut-off, una posizione che consideriamo debole e cerchiamo di isolarci con un rilancio a 5 big blind. I blind passano e villain 6 vede. Il flop è , abbiamo una top pair con . Villain6 fa check, puntiamo "for value", e l'avversario vede con relativa rapidità. Se consideriamo il range che potrebbe avere il nostro avversario, è subito chiaro che siamo way-ahead/way-behind.
Su questo flop non ci sono possibili progetti, l'avversario deve avere quindi una made hand. Battiamo solo mani da a , con tutte le altre made hand non avrebbe chiamato il rilancio al flop. Ci battono ; , o mani migliori (possiamo ignorare ). Contro una parte del suo range, ad eccezione di due, tre outs siamo largamente favoriti, contro l'altra parte siamo chiaramente perdenti. Ci troviamo in una situazione WAWB e facciamo check o chiamiamo.

5. Giocate varie

Per molti giocatori esperti il no-limit Hold'em nei tavoli completi è considerato un gioco molto statico, con poca azione e lunghe fasi di attesa nel corso delle mani. Nei limiti medi, dove si trovano già molti giocatori solidi, alcuni tavoli possono essere molto tight.

Per il nostro gioco è quindi importante apprendere un paio di giocate che possono esserci molto utili. Mentre la maggior parte degli avversari gioca molto tight, noi dovremmo agire in alcune occasioni più loose. Il nostro atteggiamento di base continua a restare aggressivo.

  • 3-bet (preflop)

Il nostro gioco prima del flop è schematizzato in maniera molto precisa dalla tabella delle mani iniziali. Abbiamo quindi una solida strategia preflop. In alcune situazioni essa può essere tuttavia interpretata in maniera più aggressiva. Una forma sono le 3-bet (un contro rilancio dopo una puntata ed un rilancio) con mani speculative come, ad esempio, .

Il vantaggio di una 3-bet al preflop sta nella mano. Quanto maggiore è il limite, tanto più ci imbattiamo in avversari più forti. Questi, dopo un pò, riconosceranno che stiamo giocando in maniera schematica in base alla tabella delle mani iniziali, quando abbiamo , o mani migliori. Quindi sanno con molta precisione contro cosa giocano.

Se qualche volta rilanciamo anche con carte come suited connectors, diventiamo molto meno decifrabili. Gli avversari passeranno spesso dopo un nostro contro rilancio e vinceremo facilmente il piatto. Qualche volta arriveremo a vedere il flop, dove abbiamo la possibilità di poter vincere il piatto con una continuation bet, o di passare se troviamo una certa resistenza e non abbiamo una buona mano.

Quali sono le condizioni per una 3-bet al preflop?

  • Essere in posizione, poiché è più facile giocare dopo il flop.
  • L'avversario è un giocatore che di solito rilancia con molte mani dalla sua posizione. Inoltre, è più facile quando ci troviamo di fronte a un giocatore dal gioco corretto e coerente, che ha nel suo repertorio poche mosse.
  • L'effettiva entità dello stack dovrebbe essere alta. L'idoneo sarebbe avere 100 big blind o più.
  • La nostra mano deve avere un certo potenziale. Possiamo quindi effettuare una 3-bet, con mani che possono convertirsi in scale o colori, come per esempio o .
  • Esempio di mano con una "3-bet"
Una situazione classica per una 3-bet con una mano relativamente marginale. Sappiamo che villain 7 agisce tight da early position e molto loose e agressivo da late position. Rilancerà quindi con molte mani dal cut-off (soprattutto nessuno è ancora entrato nel piatto) e passerà spesso ad una 3-bet.
Con abbiamo una mano può essere giocabile dopo il flop. Se altri giocatori chiamano la 3-bet e al flop non riceviamo una monster hand come doppia coppia o meglio, possiamo uscire dalla mano senza troppi problemi.
  • Squeeze-play

Lo squeeze-play è una forma particolare di 3-bet al preflop. Uno squeeze-play è un forte contro rilancio al preflop, dopo che un giocatore ha già rilanciato, e almeno un altro giocatore ha chiamato il rilancio.

Il vantaggio di questa giocata è che il giocatore che ha rilanciato originariamente si trova in una posizione-sandwich molto pericolosa; cioè siede tra il nostro contro rilancio ed il giocatore che ha chiamato il suo rilancio iniziale. Con questa strategia lo obblighiamo a passare gran parte del suo range di mani. Di solito non dobbiamo preoccuparci degli altri giocatori, poiché difficilmente hanno mani giocabili dopo un rilancio e un contro rilancio al preflop.

Anche per questa giocata, le posizioni, gli avversari, l'entità dello stack ed il tipo di mano iniziale sono fattori determinanti. Da notare che uno squeeze-play, come anche una 3-bet, porta a giocare per un piatto grande, nel caso qualcuno chiami il nostro rilancio.

  • Esempio di mano con uno "squeeze-play"
In questo esempio, oltre a noi, ci sono altri tre avversari nella mano. Il villain 8 è un giocatore più loose ed aggressivo degli altri e al preflop ha già rilanciato con molte mani marginali. Anche questa volta è il primo a rilanciare a tre big blind. Villain 1 e 2 chiamano. Crediamo che entrambi abbiano mani relativamente speculative, perché sono in posizione e con una mano monster avrebbero contro rilanciato.
Siamo al big blind ed abbiamo . Una buona mano per vedere il flop in posizione. In questa mano, dopo il flop saremmo sempre fuori posizione, quindi non ha alcun senso fare un call. Decidiamo di fare uno squeeze-play, supponendo che ci sono buone possibilità che gli avversari passeranno già al preflop. Contro rilanciamo di 15 big blind, vale a dire tre volte il valore del rilancio di partenza più la quantità puntata dai giocatori che hanno chiamato: 3 x 3 BB + 2 x 3 BB.
  • Il floating

Il cosiddetto "float" (fare call in un giro di puntate per poi agire attivamente nel giro di puntate successivo) è una giocata che può spesso essere fatta dopo il flop.  Se un avversario solido fa un rilancio al preflop e rimaniamo in gioco chiamando, al flop egli farà quasi sempre una continuation bet. Noi non rilanciamo, per evitare di formare un piatto troppo grande, e chiamiamo soltanto per poi prendere l'iniziativa al turn, se il nostro rivale fa check.

Con il call al flop, abbiamo quindi creato le perfette condizioni per un bluff al turn, quando ad un segno di debolezza dell'avversario (il check), rilanciamo. Spesso gli avversari che hanno tentato vanamente una continuation bet, restano nella mano con un atteggiamento passivo. La nostra chiamata fa sì che l'avversario non sia vincolato al piatto (committed), che è ancora abbastanza piccolo in proporzione agli stack rimasti. Dopo il check dell'avversario al turn, possiamo essere relativamente sicuri che il nostro avversario non abbia una mano troppo forte. Si tratta di una buona occasione per chiudere la partita e vincere il piatto.

Quali sono le condizioni per un float?

  • Essere in posizione è essenziale perché solo così possiamo prendere l'iniziativa dopo il check dell'avversario.
  • L'avversario deve avere uno stile di gioco solido. Se non sa cos'è una continuation bet o una calling station, non ha senso fare un float.
  • Se abbiamo ancora degli outs per una mano che ha già un certo valore allo showdown, i floats sono più redditizi.

Ognuna di queste mosse dovrebbe essere studiata a fondo prima di essere applicata. Esse richiedono determinati requisiti e raramente possono essere giocate senza rischi. Con un po' di esercizio possono diventare degli strumenti molto utili.

Con questo articolo termina la strategia big stack per la sezione avanzata. Vi auguriamo buona fortuna ai tavoli.

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