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Monaci, arbitri e tavoli verdi


Shannon Eastin, foto da LaPresse
 

Tutti possono giocare a poker, o quasi. Negli ultimi giorni sono sorte alcune polemiche verso alcuni soggetti rei di avere giocato a poker. Una scelta incompatibile con il loro ruolo o religione.
 
Il primo riguarda un arbitro della NFL, Shannon Eastin, la prima donna che abbia arbitrato una partita della National Football League. Dopo anni nella NCAA ha diretto settimana scorsa un match di preseason tra Green Bay Packers e San Diego Chargers. Prima dell'incontro Shannon è stata criticata da Mike Floro, giornalista di NBC Sports, per aver partecipato alle WSOP 2007. Giocò un evento da $1,500 arrivando 17/a e portandosi a casa circa $25,000. In sostanza Floro si domandava come mai un arbitro NFL abbia partecipato a tornei di poker nonostante le regole della Lega siano molto rigide in materia di azzardo, vietandolo a tutti i suoi esponenti. In particolare la classe arbitrale non può assolutamente giocare d'azzardo per non violare l'integrità dell'immagine della Lega. Quindi gli arbitri NFL non possono scommettere su eventi sportivi e non possono entrare nei casinò. Iniziare qui una discussione sul tema "il poker è azzardo?" sarebbe appropriato quanto vano. La rigidità della normativa ha indubbiamente i suoi benefici, ma resta un dubbio. Se Shannon ha giocato a poker nel 2007, quando non era nemmeno arbitro, quale può essere il danno di immagine della NFL e perché dovrebbero sorgere dubbi sulla sua integrità come direttrice di gara oggi cinque anni dopo? Francamente ci viene difficile capirlo, ma ne prendiamo atto.
 
Il secondo caso salito alla ribalta negli ultimi giorni, ma accaduto a maggio, è davvero curioso. La notizia arriva dalla Corea del Sud dove otto monaci buddisti sono stati filmati mentre giocavano a poker. E come da vecchio stereotipo, con le carte non mancavano tabacco e whiskey. Un video che faceva pensare alla "bisca dopo la meditazione". In più il denaro sul tavolo era da vero "high stakes" visto che si avvicinava ai 900,000 dollari. La lista dei capi d'imputazioni qui è molto lunga. Innanzi tutto in Corea il gioco è severamente vietato fuori dai Casinò, e i nostri eroi erano in un albergo. Poi pesa il fatto che un monaco buddista non può giocare d'azzardo mai. In più lo hanno fatto in un giorno particolare, ossia nel giorno di vigilia della nascita del Buddha. E' la festa più importante dell'anno, si celebra l'ottavo giorno del quarto mese lunare (durante la vigilia le strade della Corea si riempiono di lanterne). Pare inoltre che il malloppo sul tavolo fosse stato preso dalle donazioni raccolte nel Templio. Senza parlare di sigarette e alcool.
 
Nei giorni successivi all'uscita del video sono arrivate le scuse dei protagonisti e le dichiarazioni dei loro "superiori". A parlare è stato Ven. Jaseung, il presidente del 'Jogye Order', ossia l'ordine del buddismo coreano: "Chiediamo profondamente scusa per il comportamento di diversi monaci del nostro ordine. Siamo analizzando il caso e di sicuro saranno puniti secondo le normative buddisti non appena la verità verrà verificata dalla pubblica accusa". Gli otto monaci se la sono cavata con una multa salata. E' invece andata peggio proprio al Ven. Jaseung, finito successivamente sul banco degli imputati per aver avuto atteggiamenti "leggeri" con giovani ragazze e per aver fatto uso di alcool.
 
 

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