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Mio padre è un giocatore di poker (di Ville Walhbeck)


Ho due figli, una ragazza di 3 anni e un ragazzo di 1. Non credo ci sia bisogno di dire che li amo smisuratamente e che averli è stata la cosa più bella della mia vita. Detto ciò, posso tranquillamente confessare che i bambini piccoli possono essere un problema, specie per un giocatore di poker.

Essere un giocatore di poker per professione non è esattamente quello che si può definire un lavoro semplice, sopratutto quando le sessioni durano più di quello che avevi pianificato.

Il piccolo si sveglia generalmente intorno alle 7 del mattino. Ogni mattina. Non esistono argomentzioni con lui, ed è inutile dirgli che papà ha giocato a poker tutta la notte e vorrebbe dormire qualche altra ora. Si trasforma in una sorta di allarme anti-incendio fin quando non lo prendo dal letto, gli cambio il pannolino, gli do da mangiare ed inizio a fargli esplorare il mondo.

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Ville Walhbeck
 
Sonnecchiare mentre è sveglio è una pessima idea. Inizierebbe a mangiucchiare i piccoli oggetti che trova o leccare le prese della corrente, nel momento in cui chiudo gli occhi. Neanche giocare a poker col laptop è raccomandabile: quando meno te lo aspetti, te lo ritrovi li, a premere i tasti della tastiera, provando a premere "fold" qundo hai appena chiuso colore nut.

Raccomando quindi due cose: non giocate a poker con un bambino piccolo che gira per casa e non giocate fino a tarda notte se la mattina dovete svegliarvi presto.

Nonostante questi lati negativi dell'avere un bambino, ci sono anche dei lati più che positivi, dei quali sono molto felice. Ad esempio, io sono un tipo che quando va male a poker, mi sento depresso per ore, a volte anche giorni. Sento di aver fallito. Ma basta solo guardare i miei figli, affinché tutte le sensazioni negative spariscano nel nulla. Immediatamente, inizi a vedere tutto in maniera positiva. Può sembrare stupido, ma ti basta guardare il sorriso dei tuoi bambini per sentirti un vincitore.

Non è necessario essere il miglior giocatore al mondo, perché sei il migliore per i tuoi figli.

Con mia figlia ho fatto un accordo: se io la chiamo "princess" (principessa), lei può chiamarmi "emperor" (imperatore). Non ha importanza se ho fatto schifo a poker, è di gran lunga meglio essere il suo "emperor".

Anche se l'idea di essere il suo "emperor" perde un po' di valore quando lo sento in una frase: "Empelol (impelatole), poltami il succo di flutta"

 
 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
 
Tradotto da Marcellus88
 
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