La presenza di Mario Adinolfi sul circuito EPT si è fatta notare fin dalla tappa di Berlino di due stagioni fa. L'azzurro, che ha chiuso in 22esima posizione quell'anno, ha giocato con a suo fianco un notebook su cui era riprodotta l'immagine di Giovanni Paolo II. Quando Alessandro Laubinger è andato all-in contro di lui, Adinolfi ha chiamato. Laubinger, prima di mostrare le sue carte, ha posto un rosario sul pot per stare più tranquillo. A quel punto Adinolfi ha girato K-Q rivolgendo l'immagine del Papa sui gettoni in gioco. Un simpatico siparietto, ma purtroppo per Adinolfi il rosario ha avuto la meglio.

Ma torniamo a Barcellona. Adinolfi era chip leader fino a poco fa, ma in appena due livelli le cose sono cambiate, in un caso è stato costretto a sacrificare gli assi, poi sono seguiti i problemi avuti contro Dmitry Yurasov.

"È sempre difficile con il mio approccio al tavolo - ha dichiarato Adinolfi - gioco l'80 percento delle mani e quindi è piuttosto complicato conservare il mio stack".

Insomma, in pochi passaggi il suo stack si è ridotto a circa 50.000 gettoni, ma nel corso dell'ultima mano prima della pausa è riuscito a compiere un double-up, portandosi sopra l'average. 

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Mario Adinolfi - EPT Barcellona

Sarebbe una follia fingere che siano le chip la prima cosa che si nota di Adinolfi. È la sua mole, insieme ai suoi fitti capelli e alla barba. Ma nel corso degli ultimi anni anche la qualità del suo gioco è stata altrettanto notevole. Adinolfi in carriera ha due tavoli finali WPT, ed è sempre più presente all'European Poker Tour.

Ma questo suo impegno nel mondo del poker è solo uno dei tanti interessi, visto che nella vita di tutti i giorni, come molti di voi già sapranno, Adinolfi è un giornalista ed è stato anche onorevole in parlamento fino allo scorso anno.

La soluzione che ha trovato Adinolfi per far fronte allo stress dovuto al suo impegno politico è proprio il poker, ma anche in questo campo è costretto a subire lo stress dovuto alle mosse dei suoi avversari. Non è quindi solo un'altra fonte di frustrazione?

"Mi occupo di tante cose, molte delle quali davvero difficili - ha detto Adinolfi - e quindi restare calmo è essenziale! Mi è utile giocare a poker. Ti mette sotto pressione ma in un modo diverso".
Chissà se Adinolfi avrà mantenuto la calma anche dopo il livello che lo portato da 300.000 a 50.000 gettoni. Il successivo raddoppio gli ha comunque permesso di restare ancora in gioco, regalandogli anche un sorriso. E nonostante il poker sia centrale per Mario, i suoi impegni lo spingono ben oltre gli orizzonti prospettati dal tavolo verde.

Adinolfi

Mario Adinolfi dopo il raddoppio

"È molto importante comprendere che i giochi di abilità, come il poker, sono sempre interessanti", ha dichiarato il giocatore. "Ho una figlia a cui sto insegnando come diventare un'ottima poker player, e le insegno anche a leggere i giornali, a essere coinvolta nei problemi sociali, e a comprendere cosa stia succedendo".

"Ho sempre pensato al poker come una metafora della vita. Comprendi molti aspetti di te stesso quando sei al tavolo da gioco. Può essere molto utile da questo punto di vista".

Con questo approccio è riuscito a chiudere la giornata con poco più di 100.000 gettoni. E la foto del Papa, che fine ha fatto?

Di fronte a questa domanda, il nostro intervistato si è messo a ridere. "Vengo da Roma e per noi il Papa è un simbolo. Di solito gioco con una sua immagine sul tavolo, ma qui è diverso, perché non posso tenere nulla con me".

Con o senza l'intervento divino, Adinolfi è tornato a giocare. 
 
Tratto dal Post del Blog reporter di PokerStars.com Stephen Bartley.