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Mano della settimana: Doyle Brunson vs Dario Minieri

 

Il 19 dicembre dello scorso anno è stata una data importante per il poker italiano. Per la prima volta un italiano si è seduto al tavolo dell'High Stakes Poker nel casinò Golden Nugget di Las Vegas, e chi poteva essere se non Dario Minieri che ha coronato il suo magnifico anno solare (un braccialetto e due terzi posti agli EPT) con questa partecipazione. Gli High Stakes Poker, giunti alla quinta edizione, sono il miglior programma televisivo di poker del mondo, con ospiti fissi del calibro di Daniel Negreanu, Doyle Brunson, Antonio Esfandiari, Barry Greenstein e Sam Farha. Basti pensare che per sedersi al tavolo, il buy-in minimo è fissato a $200.000.

 

Al nostro Dario non è andata benissimo, ma si è consolato con questo gran piatto contro il mitico Doyle Brunson. Per chi non lo sapesse, Doyle Brunson gioca a poker da oltre 50 anni, ed ha all'attivo ben 10 braccialetti alle WSOP e oltre 5 milioni di dollari vinti in carriera. Curioso è il fatto che Doyle abbia vinto per due volte (1976 e 1977) il main event delle WSOP con la stessa mano , ottenendo in entrambe le circostanze un full. Da quel momento questa mano è detta la Doyle Brunson.

Preflop la mano viene limpata da cinque giocatori, Meltzer, Baxter, Elezra, Brunson e Minieri, per un pot già di $5.600. Il flop è , check per Brunson con flush draw e bet standard di Minieri con doppia coppia di circa 2/3 del piatto per $3.700. Call di baxter e raise a $25.000 di Brunson. Dario fa due conti e annuncia l'all-in di $98.100. Qui il pot è $132.000 e Brunson deve aggiungere altri $73.000 per il call. Brunson chiama e i due si accordano per il doppio showdown. Il doppio showdown è una formula consentita solamente nel cash game; di solito in piatti molto grandi due giocatori si accordano per girare due volte il board, in pratica è come se si giocassero due mani. Lo scopo di questa formula è evitare di perdere tutto con una bad beat per chi è in vantaggio, e di riprendersi almeno la metà del piatto per chi è dietro. Ad esempio se un giocatore dovesse essere in vantaggio 65% a 35% (all'incirca il caso di questa mano), può ridurre a circa il 10% la probabilità di perdere tutto il piatto, poiché con grande probabilità almeno uno dei due board gli sarà favorevole. Per fortuna la sorte in in questa occasione assiste il campione romano con il al turn nel primo showdown e il al secondo, che gli permettono di vincere le due mani e l'intero piatto di $205.000.

La domanda di questa settimana è: secondo voi Brunson aveva le giuste pot-odds per il call? Al posto di Minieri vi sareste accordati anche voi per il doppio showdown? Rispondete qui nel forum.

 

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