Nel corso degli anni ho fatto della mia passione un lavoro, conseguendo risultati e soddisfazioni. Ho uno sponsor importante e ho creato un business di successo.

Inevitabilmente ciò ha suscitato l'invidia di molte persone. Nulla di strano, quello che mi sorprende è il fatto che la maggior parte di queste ignori che l'invidia può costituire la loro più grande limitazione, sia sotto il profilo personale che professionale. 

 

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L'invidia è qualcosa che tutti noi abbiamo sperimentato in prima persona, è un aspetto connesso alla natura umana. Io stesso l'ho vissuta diverse volte. 

L'invidia è spesso causa o conseguenza di una nostra resa di fronte a una difficoltà o a un fallimento, quando invece altri ce l'hanno fatta. Oppure, forse, è solo il risultato della sfortuna, o almeno così vogliamo credere. L'invidia si trasforma in una completa impotenza. E può addirittura impedirci di vedere la vera natura delle cose. 

Questo non ci permette di valutare serenamente noi stessi, impedisce di migliorarci, di crescere. Ci limitiamo ad aspettare che qualcosa accada. Spesso non si tratta di alcunchè di buono. E anche quando qualcosa di positivo succede, non sappiamo apprezzarlo, perché, dopo tutto, pensiamo ci sia dovuto. 

Nel poker, nel lavoro e nella vita, un atteggiamento del genere può essere disastroso, andando a costituire il nostro maggior limite. Vivo in costante competizione, e dopo pesanti sconfitte e tante delusioni, ho capito l'importanza di trarre giovamento da qualunque esperienza, soprattutto quando sono coinvolte persone che invidio: quelli che "ce l'hanno fatta". 

Da queste persone ho capito che dietro ogni successo c'è sempre del duro lavoro. Sempre. Qualche volta non è così semplice da capire né così ovvio, ma spesso i risultati giungono solo dopo anni di sacrifici. 

Sono consapevole di questo, mi sforzo costantemente di trasformare la mia invia in un sentimento positivo, in una motivazione. È qualcosa che ti può cambiare la vita.

"Perché quell'imprenditore o quel collega ha avuto più successo di me anche se ho più esperienza e professionalità?". Dobbiamo andare oltre la semplice risposta "è stato fortunato". Dobbiamo sforzarci di rilevare, per esempio, che il successo non è solo una questione di esperienza e professionalità, ma anche di capacità di costruire se stessi. Ciò significa avere un'intelligenza emotiva più sviluppata, una più profonda comprensione di ciò che sarebbe potuto accadere, e conoscenze settoriali più approfondite. E milioni di altre cose.

"Perché quel giocatore ha vinto un coinflip e quindi il torneo, e io no?"

Dobbiamo smettere di pensare: "è stato fortunato, io no, non c'è nulla da capire"

Portiamo la nostra riflessione a un livello più profondo: "perché quel coinflip è stato decisivo per la sua vittoria del torneo?"

"Perché abbiamo giocato il nostro coinflip all'inizio del torneo?"

Sono domande che alla fine ci porteranno a chiederci: "Com'è riuscito a guadagnare le chips che gli hanno permesso di disputare quel coinflip cruciale?"

Forse prima di vincere quel coinflip si è potuto permettere di perderne altri. E invece quando capita a noi, siamo subito pronti a parlare dell'ultimo coinflip perduto. Trasformare l'invidia in un'esperienza da cui apprendere è la più importante lezione che il poker mi ha costretto ad acquisire, una lezione che mi ha permesso di realizzare tanti miei sogni, quelli che una volta mi limitavo a invidiare.

Luca Pagano è membro del Team PokerStars Pro