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Le regole contribuiscono al divertimento del gioco (di Lee Jones)


Nei mesi passati, mi sono trovato in mezzo ad un paio di tweet durante le dirette dell'EPT. Entrambi parlavano delle regole del poker e delle loro applicazioni.
Prima di continuare, fatemi fare un off-topic: odio discutere su twitter, ed i miei follower lo sanno. Ci riduce ad uno scambio di opinioni di 140 caratteri; per questo sono qui, a scrivere frasi e paragrafi per esporre al meglio il mio punto di vista.
Ad essere discussi sono stati un incidente ed uno scenario comune. Parlerò di entrambi.

 
 
Ivan Freitez che dice "raise".
Stiamo parlando di una famigerata mano svoltasi durante l'EPT di Madrid nel 2011. Ivan Freitez, avendo in mano ciò che al river era il nuts, ha annunciato un raise, salvo mettere nel piatto le chips che servivano per il call, comportandosi come se la mano fosse finita. Quando il tournament director gli ha spiegato che aveva detto "Raise", e quindi era costretto a raisare, blaterò qualcosa sul fatto che non parlasse l'inglese. Era chiaramente una strategia per far chiamare (o re-raisare) il suo avversario.
Quando questo discorso è saltato fuori durante una diretta EPT, ho dato il mio punto di vista, secondo il quale Freitez avrebbe dovuto ricevere almeno una penalità. Magari, girare le sue carte prima di far agire l'avversario. Il mio amico e collega, James Hartigan, ha detto: "Beh, aspetta Lee...L'inganno è parte del poker". È vero, lo è, ma entro certi limiti che non devono essere superati.
Tanto che questa situazione è riportata senza ambiguità in una regola dell'EPT:

 
 
 
 
Regola #2, responsabilità del giocatore – I giocatori devono verificare la data di registrazione ed il posto a sedere, proteggere le loro mani, rendere chiare le loro intenzioni, seguire l'azione, agire solo durante il loro turno, difendere il loro diritto all'azione, tenere a vista le proprie carte, tenere le loro chips impilate correttamente, rimanere al tavolo durante una mano nella quale sono in gioco, parlare se vedono che viene commesso un errore, cambiare di tavolo prontamente, conoscere ed attenersi alle regole, seguire il galateo, ed in generale contribuire allo svolgimento ordinato del torneo.

(Le parti in grassetto le ho evidenziate io).

Tornerò su questo argomento fra poco, prima ecco il secondo punto.

 
 
 
 
Il "call con una chip"
Di recente, è partito un nuovo trend, che ritengo molto fastidioso, con il quale i giocatori effettuano il loro call semplicemente buttando nel tavolo una singola chip. Come sanno bene i veterani del poker, il regolamento è chiaro: si tratta di call. Quando ne abbiamo parlato durante una diretta, alcune persone si sono mostrate in disaccordo con me. "Qual è il problema? È un call". Tanto che qualcuno, durante la diretta, ha affermato: "Il dealer gli ha chiesto di mettere dentro l'intero stack, lo ha fatto, problema risolto."
Ecco quelli che secondo me sono i problemi di questa "nuova moda", in ordine di gravità:
  1. È un'altra cosa sulla quale i dealer devono prestare attenzione. Il lavoro è già abbastanza duro così com'è, e questo è un inutile sforzo mentale aggiuntivo.
  2. Può portare molta confusione nei giocatori meno esperti – ovvero, le persone che dovremmo più far sentire a proprio agio al tavolo. "Ho detto all-in, perché ha messo solo una chip?" Se siete novizi del gioco, può essere difficile seguire l'azione del tavolo, soprattutto durante il trambusto di un grande torneo.
  3. Gettare in mezzo una chip è un ottimo stratagemma per diversi, pessimi motivi. Visto che, per motivi anagrafici, riesco a pensare come i vecchi giocatori, vi espongo questi due punti:

a. Il vostro avversario sta mischiando le chips o sta effettuando le varie macchinazioni che vedete fare quando qualcuno pensa al call. Una chip cade nell'area delle puntate. Chi ha l'aggressione gira le carte, mentre il "cheater" può scegliere se dire: "Oh, non era mia intenzione farlo, è caduta la chip" se ha la mano perdente, oppure "Ho la mano migliore" e girare la sua mano.
b. L'avversario butta in mezzo una chips. L'aggressore gira la sua mano, ed il "cheater" dice: "Ho detto fold, stavo solo mettendo l'ante per la prossima mano". E state sicuri, la chip buttata in mezzo corrisponderà a quella dell'ante. "Floorman!"

 
 
 
 
Inoltre, non vedo davvero motivi per fare un call con una sola chip, se non la pigrizia. Non dico che debba esser messo l'esatto ammontare delle chips necessario per forza, ma quantomeno una pila di chips e, perdonatemi, non è difficile.

 
 
 
 
Il mio punto di vista
Io voglio che il poker sia un'esperienza divertente e rilassante. Le regole sono dei legami che dobbiamo seguire ed entro le quali possiamo divertirci e cercare di portare a noi lo stack degli avversari. Quando le regole vengono distorte o non seguire, il divertimento termina, perché improvvisamente tutti devono stare all'erta. Quando un avversario mette in mezzo una chip, non girate subito le vostre carte, ma aspettate la verifica.
Inoltre, le regole ci permettono di giocare un poker da gentiluomini, che è fondamentale per l'accettazione globale del gioco. Pensate, ad esempio, che l'incidente di Freitez abbia messo in buona luce il poker? Pensate che sia un caso che non si sia parlato di lui quasi per nulla nella storia dell'EPT, nonostante sia riuscito a vincere il titolo?
Dovremmo portare noi, il nostro gioco ed i nostri avversari a seguire uno standard di onestà. E dobbiamo seguire le regole ed i protocolli che servono a raggiungere questo standard.



 
 
 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
 
 
Tradotto da Marcellus88



 
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