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Le fondamenta della strategia shortstack (di Caio Pessagno)


Una delle cose che rende il poker così affascinante è che si tratta di un gioco che ogni giorno si evolve. Non parlo della crescita fuori dei tavoli, come quella in Brasile. Parlo della necessità di adattarsi sempre, a causa della dinamicità del gioco. E' importante prestare attenzione a questi cambiamenti per essere un giocatore vincente, perché le chips si vincono prendendo dei piccoli vantaggi che derivano dai dettagli.

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Se un tipo di gioco oggi funziona, il mese prossimo non è detto che sia lo stesso. Ed un giocatore che oggi è bravo, potrebbe diventarlo ancora di più con degli aggiustamenti.
Un classico esempio è quello della riduzione delle bet. Prima si usava aprire x3, ma i giocatori si sono accorti che potevano rappresentare la stessa forza rilanciando di meno, 2-2.5x. E, con l'avanzare del torneo, la cosa diventa sempre più visibile.
E' basandomi su questi dettagli che ho sviluppato la mia strategia short stack quando giocavo S&G. 
 
Sfida alle norme
Un pensiero comune è quello che ci si considera praticamente morti con 10BB, e si tende ad aprire direttamente con un all-in. Ho sempre pensato che ciò fosse assurdo, specie online. E' vero, il margine di manovra è molto piccolo, ma non ritengo necessario rischiare il torneo con un range molto ampio solo perché siamo di BTN e nessuno ha aperto fino a noi. Prima di decidere di andare all-in con una mano debolesi devono analizzare altre cose, oltre al numero di blinds. Ci sono momenti, in un sit turbo, in cui 10BB potrebbero rappresentare anche lo stack più grosso.
La strategia shortstack si basa sulla sopravvivenza. Avere poche chips è male, ma non averne è peggio! Avrete sicuramente sentito la storiella "one chip one chair". Non riesco a ricordare quante volte un giocatore con un solo BB è riuscito a vincere un sit...
Sapendo ciò, la prima cosa da fare è non disperarsi. La seconda è chiederci: "Con i miei 10BB posso far male agli altri giocatori al tavolo? E con un 2up, torno nuovamente in gioco?"
Se la risposta è sì, significa che possiamo aspettare uno spot dove è probabile che siamo i favoriti, prima di mettere tutte le nostre chips nel piatto. Possiamo addirittura mini-raise/foldare, se pensiamo di essere indietro.
L'aggressione è una delle armi migliori a disposizione di un giocatore di poker, ma ci sono volte in cui l'unica cosa che conta è sopravvivere. D'altronde, se siamo gli ultimi a lasciare il tavolo, significa che abbiamo vinto!

 
Tratto da pokerstarsblog.com
 
Tradotto da Marcellus88

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